{"id":66946,"date":"2021-05-31T13:52:36","date_gmt":"2021-05-31T11:52:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=66946"},"modified":"2021-05-31T13:53:36","modified_gmt":"2021-05-31T11:53:36","slug":"la-faglia-marina-che-provoco-il-devastante-terremoto-del-1908","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/05\/31\/la-faglia-marina-che-provoco-il-devastante-terremoto-del-1908\/","title":{"rendered":"La faglia marina che provoc\u00f2 il devastante terremoto del 1908"},"content":{"rendered":"\n<p>Scoperta nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria la faglia che pi\u00f9 di 100 anni fa provoc\u00f2 la pi\u00f9 grave catastrofe sismica d\u2019Europa, il terremoto di Messina-Reggio di Calabria delle 5.20 del 28 dicembre 1908, di magnitudo 7.1, che con lo scuotimento e uno tsunami provoc\u00f2 la morte di 100mila persone. E\u2019 frutto di uno studio internazionale condotto sui fondali dello Stretto di Messina e sull\u2019attivit\u00e0 sismo-tettonica dell\u2019area dalle Universit\u00e0 di Catania e di Kiel (Germania) e dall\u2019Osservatorio etneo dell\u2019Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La ricerca \u2018The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake\u2019 \u00e8 stata pubblicata da \u2018Earth-Science Reviews\u2019.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ecografia del fondale ha consentito di individuare in modo inequivocabile una profonda spaccatura nel fondale dello Stretto di Messina \u2013 spiegano i ricercatori \u2013 la faglia mostra evidenze di attivit\u00e0 recente poich\u00e9 disloca il fondale marino con scarpate fino a 80 metri di altezza. L\u2019analisi sismica in ambiente 3D e studi geomorfologici sul terreno hanno poi permesso di seguire la faglia per tutto il suo sviluppo\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa struttura corre lungo l\u2019asse dello Stretto ed \u00e8 individuabile a circa 3 km dalle coste della Sicilia \u2013 aggiunge il prof. Giovanni Barreca, coordinatore della ricerca \u2013 alla latitudine di Messina, la spaccatura curva verso Est penetrando nell\u2019entroterra calabro per proseguire poi lungo l\u2019asta fluviale del torrente Catona, una incisione fluviale tra Villa S. Giovanni a Nord e Reggio Calabria a Sud. La faglia \u00e8 inclinata verso Est e raggiunge la lunghezza massima di 34,5 km. Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia \u00e8 in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, una energia molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca affronta il meccanismo all\u2019origine dell\u2019allontanamento in atto tra la Sicilia e la Calabria (circa 3,5 mm all\u2019anno), individuandone il motore nelle profondit\u00e0 crostali. Questo movimento avverrebbe sotto l\u2019effetto della gravit\u00e0 ed in maniera quasi asismica, ma incoraggerebbe la rottura fragile di alcune faglie pi\u00f9 superficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio \u00e8 frutto di una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Catania (Giovanni Barreca e Carmelo Monaco), il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciences dell\u2019Universit\u00e0 di Kiel in Germania (Felix Gross e Sebastian Krastel) e l\u2019Osservatorio Etneo dell\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Luciano Scarf\u00ec e Marco Aloisi).<\/p>\n\n\n\n<p>Il movimento tellurico del 1908 che oggi \u00e8 ricordato nei cataloghi sismici come il pi\u00f9 potente mai registrato in Europa in epoca strumentale, fece vibrare la terra per pi\u00f9 di 30 secondi e port\u00f2 alla distruzione completa delle citt\u00e0 di Messina e Reggio Calabria e di altri numerosi centri minori causando la morte di 100 mila persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scuotimento fu avvertito distintamente in tutta l\u2019Italia meridionale, in Montenegro, in Albania, ma anche in Grecia e a Malta e fu seguito, in meno di 10 minuti, da un\u2019onda di maremoto (tsunami) che super\u00f2 localmente i 10 metri di altezza. L\u2019onda si abbatt\u00e9 impetuosa sulle coste dello Stretto aggiungendo devastazione e morte lungo le aree costiere gi\u00e0 gravemente danneggiate e dove molti abitanti, impauriti, si erano rifugiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene agli albori della sismologia strumentale, il terremoto fu registrato da numerose stazioni sismiche sparse in tutto il mondo che ne collocarono l\u2019epicentro in mare lungo l\u2019asse dello Stretto di Messina.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel disastroso evento, numerosi studi scientifici effettuati da ricercatori di tutto il mondo hanno cercato di individuare e caratterizzare la struttura tettonica responsabile del terremoto (cosiddetta faglia o sorgente sismogenetica).<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, i numerosi modelli geologici proposti, spesso contrastanti, hanno alimentato negli anni un acceso dibattito nella comunit\u00e0 scientifica senza tuttavia pervenire ad una soluzione scientificamente condivisibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio si \u00e8 basato principalmente sulla interpretazione di 35 profili sismici a riflessione di alta risoluzione (una sorta di ecografia del fondale marino) oltre che sull\u2019analisi di dati sismologici e geomorfologici esaminati in maniera multidisciplinare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria la faglia che pi\u00f9 di 100 anni fa provoc\u00f2 la pi\u00f9 grave catastrofe sismica d\u2019Europa, il terremoto di Messina-Reggio di Calabria delle 5.20 del 28 dicembre 1908, di magnitudo 7.1, che con lo scuotimento e uno tsunami provoc\u00f2 la morte di 100mila persone. 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