{"id":65353,"date":"2021-05-21T13:07:38","date_gmt":"2021-05-21T11:07:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/05\/21\/migliorano-le-attese-sulleconomia-ma-le-famiglie-restano-caute\/"},"modified":"2021-05-21T13:07:38","modified_gmt":"2021-05-21T11:07:38","slug":"migliorano-le-attese-sulleconomia-ma-le-famiglie-restano-caute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/05\/21\/migliorano-le-attese-sulleconomia-ma-le-famiglie-restano-caute\/","title":{"rendered":"Migliorano le attese sull\u2019economia ma le famiglie restano caute"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Le attese sulle prospettive dell&#8217;economia e sul mercato del lavoro sono migliorate; tuttavia le famiglie non si aspettano che l&#8217;emergenza sanitaria sia superata in tempi brevi. E&#8217; quanto emerge dai dati della quarta edizione dell&#8217;Indagine straordinaria sulle famiglie italiane (ISF) della Banca d&#8217;Italia. La percentuale di famiglie che nell&#8217;ultima edizione si attende un netto peggioramento del quadro generale nei successivi dodici mesi \u00e8 diminuita di 9 punti percentuali rispetto all&#8217;indagine condotta in novembre, portandosi al <br \/>23%. Anche le aspettative sul mercato del lavoro nei successivi dodici mesi sono divenute pi\u00f9 favorevoli; i nuclei con capofamiglia nella posizione di lavoratore autonomo restano pi\u00f9 pessimisti. Le famiglie non si attendono che l&#8217;emergenza sanitaria venga superata entro un orizzonte ravvicinato: solo il 16% ritiene che verr\u00e0 meno nel corso del 2021, mentre un terzo stima che si protrarr\u00e0 almeno fino al 2023. <br \/>Quasi il 70% delle famiglie prevede per l&#8217;anno in corso un reddito pari a quello percepito nel 2020. Poco pi\u00f9 di un sesto si attende che sar\u00e0 inferiore; tale quota sale a un quarto tra coloro che ritengono che l&#8217;emergenza sanitaria si protragga pi\u00f9 a lungo. Poco meno di un terzo dei nuclei riporta di aver percepito nell&#8217;ultimo mese un reddito pi\u00f9 basso rispetto a prima dello scoppio della pandemia; il calo \u00e8 pi\u00f9 diffuso tra quelli con capofamiglia lavoratore autonomo o disoccupato e nelle zone che al momento dell&#8217;intervista erano maggiormente colpite dall&#8217;emergenza sanitaria (zone arancioni e rosse). <br \/>Il peggioramento delle condizioni reddituali ha continuato a essere mitigato dalle misure di sostegno al reddito: tra dicembre del 2020 e febbraio del 2021 ne avrebbe beneficiato un quarto delle famiglie. Oltre il 60% dei nuclei dichiara di avere difficolt\u00e0 economiche ad arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in pi\u00f9 rispetto al periodo precedente la pandemia.<br \/>La percentuale \u00e8 aumentata di oltre 20 punti (al 65%) per i nuclei il cui capofamiglia \u00e8 un lavoratore autonomo. Poco meno del 40% delle famiglie riporta che negli ultimi dodici mesi si \u00e8 verificato che il reddito familiare non fosse sufficiente a coprire le spese; quasi la met\u00e0 di queste riferisce che in assenza di reddito o trasferimenti non disporrebbe di risorse finanziarie proprie per far fronte ai consumi essenziali nemmeno per un mese. I comportamenti di consumo delle famiglie continuano a risentire dell&#8217;emergenza sanitaria. Oltre l&#8217;80% dichiara di aver ridotto le spese per servizi di alberghi, bar e ristoranti e di aver effettuato meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento rispetto al periodo precedente la pandemia; una quota pari a due terzi riporta una spesa pi\u00f9 bassa per i servizi di cura della persona. <br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Le attese sulle prospettive dell&#8217;economia e sul mercato del lavoro sono migliorate; tuttavia le famiglie non si aspettano che l&#8217;emergenza sanitaria sia superata in tempi brevi. E&#8217; quanto emerge dai dati della quarta edizione dell&#8217;Indagine straordinaria sulle famiglie italiane (ISF) della Banca d&#8217;Italia. 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