{"id":58287,"date":"2021-04-03T19:08:18","date_gmt":"2021-04-03T17:08:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=58287"},"modified":"2021-04-03T19:11:19","modified_gmt":"2021-04-03T17:11:19","slug":"segnali-di-vita-dal-tribunale-di-patti-primo-passo-per-laffido-condiviso-dei-bimbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/04\/03\/segnali-di-vita-dal-tribunale-di-patti-primo-passo-per-laffido-condiviso-dei-bimbi\/","title":{"rendered":"Segnali di vita dal Tribunale di Patti, primo passo per l&#8217;affido condiviso dei figli"},"content":{"rendered":"\n<p>Segnali di vita intelligente dal Tribunale di Patti. Ci arriva notizia di una recente ordinanza (di correzione di un precedente decreto che si era espresso in termini contraddittori) che dispone il mantenimento diretto di un bambino di 6 anni, affidato ad entrambi i genitori con frequentazione pressoch\u00e9 paritetica.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>La notizia \u00e8 clamorosa, perch\u00e9 in tutta Italia sono pochissimi i provvedimenti che in giudiziale dispongono tempi paritetici di relazione con i figli, e molti di meno quelli che ai tempi pari azzardano di fare corrispondere l\u2019ovvia organizzazione del mantenimento diretto.<br>Il provvedimento \u00e8 stato reclamato, ora toccher\u00e0 alla Corte d\u2019Appello di Messina e confermare l\u2019apertura del tribunale di Patti.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Abbiamo messo insieme qualche riflessione sul quadro della situazione oggi in Italia &#8211; si legge in una nota dell&#8217;Associazione genitori per sempre di Messina &#8211; per rendere appieno la portata straordinaria di questo provvedimento. Ad oltre trent\u2019anni della Convenzione per i diritti dell\u2019infanzia possiamo dire tranquillamente che il pi\u00f9 calpestato tra i diritti dei bambini italiani \u00e8 senz\u2019altro quello alla bigenitorialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oltre trent\u2019anni dall\u2019inizio del dibattito sull\u2019affido condiviso, e a quindici anni dall\u2019entrata in vigore della legge 54\/2006 che lo ha istituito, possiamo dire tranquillamente che si tratta del pi\u00f9 calpestato tra gli istituti del nostro ordinamento sociale e giuridico. Lo certifica l\u2019Istat, nel Report su matrimoni, separazioni e divorzi del 2016, laddove recita testualmente che \u201cal di l\u00e0 dell\u2019assegnazione formale dell\u2019affido condiviso, che il giudice \u00e8 tenuto ad effettuare in via prioritaria rispetto all\u2019affidamento esclusivo, per tutti gli altri aspetti considerati in cui si lascia discrezionalit\u00e0 ai giudici la legge non ha trovato effettiva applicazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge non ha trovato effettiva applicazione, e non l\u2019ha trovata su entrambi i piani nei quali avrebbe dovuto realizzarsi la novella normativa. Da una parte continua ad essere di fatto applicato il vecchio regime monogenitoriale, con uno dei genitori ridotto ad esercitare il cosiddetto \u2018diritto di visita\u2019 (come si parlasse di ammalati o prigionieri) rimanendo ai margini della vita dei figli. Dall\u2019altro, il genitore marginalizzato continua ad essere il padre nella quasi totalit\u00e0 dei casi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tradotto in numeri, il calendario di visita standard dei figli di genitori separati prevede due pernotti al mese con pap\u00e0, e nel migliore dei casi un pugno di ore infrasettimanali. Del resto il dato delle \u2018Separazioni con assegno ai figli corrisposto dal padre\u2019 parla chiaro: 94.1%, praticamente uguale alla situazione pre-riforma. Il dato riferito all\u2019assegno di mantenimento non \u00e8 peregrino n\u00e9 casuale. Con il pagamento di un assegno si realizza la delega all\u2019altro genitore non soltanto dell\u2019onere di provvedere alle necessit\u00e0 materiali della prole, ma insieme ad esse di tutto quel carico di cura e accudimento di cui consiste in fin dei conti l\u2019esercizio del ruolo genitoriale. Essere costretti a pagare l\u2019altro perch\u00e9 si occupi dei figli significa dunque lo svilimento pi\u00f9 profondo della figura genitoriale. E lo svilimento delle legittime aspirazioni ad una realizzazione personale dell\u2019altro genitore anche fuori dall\u2019ambito familiare. Una condanna alla perpetuazione di un modello socio familiare che assomiglia ad una cartolina degli anni cinquanta (quando peraltro le separazioni e i problemi ad essa connessi non esistevano), mentre l\u2019emancipazione della famiglia contemporanea dai ruoli di genere stereotipati \u00e8 andata anche pi\u00f9 avanti di quanto la stessa legislazione inapplicata prevede. Lo vediamo dappertutto nella nostra esperienza quotidiana, e anche nella sua rappresentazione mediatica: in tv, al cinema, nei social \u00e8 diventato assolutamente normale vedere un padre che si occupa direttamente dell\u2019accudimento dei figli, mentre magari aspetta il ritorno a casa della moglie dal lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>E davvero non si comprende per quale motivo un padre che si \u00e8 sempre occupato di preparare pappe e cambiare pannolini ai figli (o persino che non l\u2019ha mai fatto: il mestiere di genitore si impara facendolo),<br>improvvisamente dopo la separazione debba essere considerato inadeguato per un mero pregiudizio di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mantenimento diretto &#8211; dal latino manu tenere: tenere per mano &#8211; \u00e8 la modalit\u00e0 di provvedere alle necessit\u00e0 materiali dei figli che risponde a questa logica paritaria: di pari responsabilizzazione di entrambi i genitori riguardo all\u2019accudimento dei figli, e di pari possibilit\u00e0 per i figli di accedere alle cure di entrambi i genitori. Il mantenimento diretto si accompagna ad una tendenziale parificazione dei tempi di relazione con i figli dell\u2019uno e dell\u2019altro genitore separato, realizzando in questo modo il preminente interesse del minore a poter fruire il pi\u00f9 possibile della presenza attiva e responsabile di entrambi i genitori nella propria crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura scientifica nazionale e soprattutto internazionale conferma la banale evidenza che questa condizione corrisponde al miglior interesse del bambino, ed essa \u00e8 stata recepita nella Risoluzione del Consiglio d\u2019Europa 2079\/2015 che raccomanda agli stati membri l\u2019adozione di misure volte a realizzare la Shared Residence, ovvero un affido materialmente (e non solo formalmente) condiviso: quello che prevede tempi di relazione con l\u2019uno e con l\u2019altro genitore compresi in un range del 40-60 per cento. Le obiezioni a questo modello sono prive di fondamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 nota, quella secondo cui i bambini non possono essere trattati alla stregua di pacchi postali, si infrange miseramente davanti all\u2019evidenza che i pacchi non corrono ad abbracciare i propri genitori, e che per i bambini la stabilit\u00e0 affettiva \u00e8 ben pi\u00f9 importante della stabilit\u00e0 logistica. Un affido paritario o materialmente condiviso non implica peraltro pi\u00f9 spostamenti, ma semplicemente tempi di relazione pi\u00f9 lunghi, e quindi alla fine dei conti un numero di spostamenti minore.<\/p>\n\n\n\n<p>Valgono alcune osservazioni apparentemente accessorie. Il modello dell\u2019affido paritario o materialmente condiviso determina il cessare della guerra per accaparrarsi i figli che l\u2019attuale modello monogenitoriale prevede, con l\u2019eliminazione alla radice del movente economico che la genera. Con tempi tendenzialmente paritari e mantenimento diretto in capo a entrambi i genitori, infatti, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 motivo di prevedere n\u00e9 un assegno dell\u2019uno all\u2019altro, se non con fini meramente perequativi e slegati dalla domiciliazione della prole, n\u00e9 l\u2019assegnazione a titolo gratuito della casa familiare ad uno solo di essi. I figli vengono sottratti al ruolo attuale di bottino di guerra, la conflittualit\u00e0 non ha pi\u00f9 ragione di esistere e i primi a giovarsi della cessazione delle ostilit\u00e0 sono i figli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La conflittualit\u00e0 tra genitori non \u00e8 infatti un ostacolo alla realizzazione di un affido paritario o materialmente condiviso: \u00e8 al contrario una conseguenza dell\u2019attuale assetto separativo che porta le parti a confliggere per vincere i figli (con i benefit economici che essi portano in dote), o per difendersi dall\u2019impoverimento che conseguirebbe alla vittoria dell\u2019altro, e sarebbe appunto eliminata dalla previsione di un assetto paritario, che indurrebbe le parti a cercare naturalmente un accordo senza farselo dettare da un Tribunale.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto se le condizioni paritarie sono normalmente accettate in caso di accordo, e non compromettono quindi di principio l\u2019interesse del minore, non si capisce perch\u00e9 debbano essere confinate alle sole separazioni consensuali invece di costituire un paradigma e anzi uno strumento di prevenzione e di cura per le separazioni conflittuali. La prassi attuale finisce col consegnare di fatto un potere di veto sull\u2019esercizio di una condivisione effettiva al genitore privilegiato in partenza dall\u2019assegnazione in automatico dei figli, che ha quindi interesse ad alimentare strumentalmente il conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>La conseguenza pi\u00f9 grave di questa situazione attuale, lo sappiamo, \u00e8 il diffondersi di condotte alienanti, operate da uno dei genitori per indurre i figli al rifiuto dell\u2019altro genitore, attraverso un repertorio di subdoli condizionamenti, ricatti e pressioni psico-emotive.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alienazione \u00e8 nel processo di manipolazione, che di per s\u00e9 configura violenza e maltrattamento e determina conseguenze devastanti per l\u2019equilibrio del minore, anche a prescindere che esiti effettivamente in un rifiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico strumento preventivo che si pu\u00f2 mettere in atto per contrastare questo grave fenomeno \u00e8, di nuovo, un affido tendenzialmente paritario o materialmente condiviso: che tolga ossigeno alle ragioni del conflitto, e che riduca al minimo attraverso tempi di relazione sufficientemente larghi le possibilit\u00e0 di un genitore di rimanere vittima di un processo di denigrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Messina e la sua provincia sono state purtroppo finora il fanalino di coda in Italia riguardo alle modalit\u00e0 di applicazione dell\u2019affido condiviso, che abbiamo visto non brillano affatto nemmeno nel resto del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo provvedimento &#8211; conclude la nota dell&#8217;Associazione genitori per sempre Messina &#8211; lascia sperare che l\u2019orientamento di chi decide sulle vite dei nostri figli si metta finalmente in scia agli esempi virtuosi che provengono da altri tribunali, che stanno operando con equilibrio la transizione verso un\u2019applicazione autentica dell\u2019affido condiviso e verso un rispetto effettivo dei diritti fondamentali dei nostri bambini&#8221;.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Segnali di vita intelligente dal Tribunale di Patti. 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