{"id":53145,"date":"2021-02-15T16:34:02","date_gmt":"2021-02-15T15:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=53145"},"modified":"2021-02-15T16:34:02","modified_gmt":"2021-02-15T15:34:02","slug":"coehar-la-possibilita-che-svapare-aumenti-il-rischio-di-trasmissione-del-covid-e-irrisoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/02\/15\/coehar-la-possibilita-che-svapare-aumenti-il-rischio-di-trasmissione-del-covid-e-irrisoria\/","title":{"rendered":"CoEHAR: &quot;La possibilit\u00e0 che svapare aumenti il rischio di trasmissione del Covid \u00e8 irrisoria&quot;"},"content":{"rendered":"<div class=\"document-page\" data-page=\"1\">\n<div class=\"pdf-page\">\n<div class=\"text-wrapper user-select-text\">\n<div data-canvas-width=\"441.072\">Fumare e svapare all\u2019aperto o nelle vicinanze di altre persone pu\u00f2 aumentare il rischio di contagio o di trasmissione del virus? A chiederselo \u00e8 stata tutta la comunit\u00e0 scientifica in questi mesi ma\u00ec poche sono state le risposte.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\">Secondo l\u2019ultimo studio condotto nei laboratori del CoEHAR dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Riccardo Polosa, rispetto al normale respiro, svapare incrementa solo dell\u20191% il rischio connesso alla trasmissione del coronavirus.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\">Per capire meglio i risultati dello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, basta pensare che 2 minuti di tosse nell\u2019arco di un\u2019ora corrispondono a un aumento del rischio del 260% e parlare per 6 minuti comporta un aumento del rischio del 44%.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\">In considerazione della brevit\u00e0 dell\u2019atto della svapata, del tempo di esposizione e dei dati statistici su carica virale e tassi di infezione, svapare comporterebbe un aumento di solo l\u20191% del rischio connesso alla trasmissione del coronavirus rispetto alla normale attivit\u00e0 respiratoria a riposo -spiega Polosa -. Sia l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, che il Centro per il controllo della prevenzione e malattie statunitense, hanno da tempo riconosciuto il ruolo che le goccioline di saliva emesse durante qualsiasi attivit\u00e0 respiratoria hanno nella trasmissione del Covid-19.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"441.072\">I ricercatori del CoEHAR, Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell\u2019Universit\u00e0 di Catania, si sono spinti oltre e grazie alla collaborazione con l\u2019Istituto di Scienze nucleari di Citt\u00e0 del Messico e la Myriad Pharmaceuticals di Auckland hanno valutato la possibilit\u00e0 che le goccioline emesse da uno svapatore infetto durante l\u2019esalazione dell\u2019aerosol delle sigarette elettroniche possano aumentare il rischio di contagio.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\"><strong>IL METODO. <\/strong>Mancando dati specifici relativi all\u2019emissione di microparticelle nel vaping, sono stati presi come modello i dati di esalazione del fumo delle sigarette convenzionali: i fumatori solitamente espirano una miscela di fumo e aria con un volume del 30-40% maggiore del normale volume respiratorio a riposo. Sono stati utilizzati come parametri la quantit\u00e0 di sbuffi prodotta in media durante lo svapo, le dimensioni delle goccioline emesse, la temporalit\u00e0 limitata dell\u2019azione e i dati sulla carica virale del Covid-19 e gli altri parametri di infezione per procedere a valutare il tasso di rischio considerando lo scenario classico di una abitazione o di un ristorante con normale ventilazione.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\">Nello studio sono stati valutati due diverse tipologie di scenario: sia abitazioni private che luoghi pubblici, chiusi e all\u2019aperto. Lo scenario \u201ccasa\u201d ha inciso moltissimo per la propagazione del virus: vivere in maniera rilassata la propria abitazione senza precauzioni ovviamente aumenta le\u00a0 probabilit\u00e0 di contagio. In tal caso, svapare non comporta significativi aumenti del rischio, in presenza di comportamenti, come il vivere insieme o il parlare, che comportano rischi maggiori.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\">L\u2019altro scenario considerato \u00e8 quello dei luoghi chiusi, con una sufficiente ventilazione naturale e meccanica: in presenza di tutte le norme di prevenzione, il vaping comporta solo l\u20191% di rischio aggiunto. Inoltre la possibilit\u00e0 di vedere il fumo emesso grazie allo svapo permette di visualizzare concretamente gli sbuffi e, nel caso, evitarli: molto pi\u00f9 sicuro che attivit\u00e0 quali il parlare o il tossire.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"65.28\">&#8220;Studiare e comprendere quali sia il ruolo delle diverse attivit\u00e0 respiratorie nella trasmissione del virus \u00e8 di fondamentale importanza per migliorare le strategie dirette al contrasto della diffusione dell\u2019infezione e per informare correttamente la popolazione &#8211; conclude il prof. Riccardo Polosa &#8211; ciononostante sebbene lo svapo rappresenti un rischio di contagio irrisorio \u00e8 comunque vitale\u00a0 il distanziamento sociale e le buone regole di comportamento contro il Covid&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fumare e svapare all\u2019aperto o nelle vicinanze di altre persone pu\u00f2 aumentare il rischio di contagio o di trasmissione del virus? A chiederselo \u00e8 stata tutta la comunit\u00e0 scientifica in questi mesi ma\u00ec poche sono state le risposte. Secondo l\u2019ultimo studio condotto nei laboratori del CoEHAR dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania dal gruppo di ricerca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":53146,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[221],"tags":[],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/coehar-e-riccardo-polosa.jpg","author_info":{"display_name":"redme","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/redme\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53145"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}