{"id":53112,"date":"2021-02-15T08:25:45","date_gmt":"2021-02-15T07:25:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=53112"},"modified":"2021-02-15T08:25:45","modified_gmt":"2021-02-15T07:25:45","slug":"frode-allinps-e-allagea-arrestato-imprenditore-vicino-alla-mafia-dei-nebrodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/02\/15\/frode-allinps-e-allagea-arrestato-imprenditore-vicino-alla-mafia-dei-nebrodi\/","title":{"rendered":"Frode all\u2019Inps e all\u2019Agea: arrestato imprenditore vicino alla mafia dei Nebrodi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scoperta maxi-frode ai danni dell&#8217;Inps e dell&#8217;Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). I finanzieri del Comando provinciale di Messina, infatti, hanno eseguito un\u2019ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore agricolo (L.D., classe \u201963), ritenuto vicino ad esponenti della mafia dei Nebrodi e accusato, in concorso con altri, dell\u2019indebita percezione di finanziamenti pubblici e prestazioni assistenziali e previdenziali riconducibili al cosiddetto \u201cfalso bracciantato agricolo\u201d, nonch\u00e9 innumerevoli ipotesi di falso.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I precedenti.<\/strong> Il provvedimento eseguito in data odierna \u00e8 l\u2019evoluzione dell\u2019Operazione LADYBUG, dal nome della principale societ\u00e0 coinvolta, condotta dalle fiamme gialle della Tenenza di Patti e che, nel dicembre scorso, aveva gi\u00e0 portato al sequestro preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, di beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il provvedimento ablativo all\u2019epoca eseguito risultava l\u2019epilogo di un\u2019articolata attivit\u00e0 d\u2019indagine, sviluppata dai finanzieri pattesi, che aveva consentito di stroncare un rodato meccanismo illecito, grazie al quale diverse centinaia di lavoratori avevano indebitamente conseguito le indennit\u00e0 assistenziali e previdenziali destinate al settore agricolo, con la fuoriuscita dalla casse dell\u2019INPS di oltre 550.000 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel medesimo ambito, lo schema criminogeno ideato era risultato servente anche all\u2019illecita percezione di altri contributi pubblici, ammontanti a circa mezzo milione di euro, concessi dall\u2019Agea per migliorare le strutture aziendali agricole operanti nell\u2019area dei Nebrodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel merito, nella frode scoperta, risultarono implicate ben 15 societ\u00e0 che, sistematicamente, erano risultate dedite all\u2019utilizzo strutturato di fatture \u201cgonfiate\u201d, al solo fine di dimostrare ai due enti pagatori, l\u2019ispettorato dell\u2019Agricoltura di Messina e l\u2019Agea, spese asseritamente riferibili alla realizzazione di lavori agricoli, in realt\u00e0 mai sostenute. I reati contestati agli indagati, in concorso tra loro, vanno dal falso commesso in atto pubblico sino alla truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e la truffa ai danni dell\u2019INPS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il contributo dei collaboratori di giustizia.<\/strong> A far scattare l\u2019odierna misura cautelare personale, invece, sono state le determinanti dichiarazioni rese da due recenti collaboratori di giustizia, M.G.G. nato nel 1971 e C.Z.S. nato nel 1982, entrambi raggiunti dall\u2019ordinanza di misura cautelare in carcere nell\u2019ambito della maxi Operazione Nebrodi che, nel decorso gennaio 2020, ha portato la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina a disporre l\u2019esecuzione di 94 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso, con il contestuale sequestro di oltre 150 aziende, in virt\u00f9 dell\u2019acclarato interesse dei due gruppi mafiosi all\u2019epoca investigati \u2013 il clan dei tortoriciani ed il clan dei batanesi &#8211; proprio per il controllo e l\u2019illecita percezione di ingenti contributi comunitari concessi dall\u2019Agea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in particolare, proprio i nominati collaboratori, appartenenti alla famiglia mafiosa dei batanesi, dopo aver deciso di cambiare vita, tra novembre 2020 ed il recente gennaio 2021, hanno rilasciato importantissime dichiarazioni ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, anche autoaccusatorie, che supportavano le ipotesi di reato gi\u00e0 acclarate a valle della poderosa attivit\u00e0 d\u2019indagine, nonch\u00e9 consentivano di fare piena luce sulle dinamiche criminali della complessa e delicata area dei Nebrodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto di rilievo agli odierni fini, oltre ad attestarne l\u2019operativit\u00e0 criminale sino ai recenti anni 2018 e 2019, il collaboratore M.G.G. ha confermato la vicinanza dell\u2019odierno imprenditore arrestato L.D. agli ambienti mafiosi locali, talch\u00e9 riferiva come lo stesso si fosse rivolto proprio al notissimo pregiudicato mafioso B.S. cl. 72 detto \u201cil biondino\u201d per recuperare manovalanza da impiegare quali fittizi braccianti agricoli su terreni di sua propriet\u00e0. Tale richiesta trovava immediata conferma, tale che veniva fittiziamente assunta come bracciante agricola anche la C.Z.L. cl. 75, moglie del \u201cbiondino\u201d, solo per fargli percepire, illecitamente, le indennit\u00e0 spettanti ai braccianti agricoli. Parimenti, lo stesso M.G.G. cl. 71, oltre ad essere egli stesso un \u201cfalso bracciante agricolo\u201d, tanto da percepire direttamente in carcere gli illeciti emolumenti percepiti, riferiva come analoga qualit\u00e0 fosse riferibile a diversi suoi familiari. Dichiarazioni di pari tenore venivano poi rese anche dal collaboratore C.Z.S. cl. 82, il quale confermava quanto gi\u00e0 acquisito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, il gi\u00e0 compromesso quadro probatorio, ulteriormente aggravato dalle dichiarazioni dei citati collaboratori di giustizia, ha quindi consentito al G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, a disporre nei confronti dell\u2019indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta maxi-frode ai danni dell&#8217;Inps e dell&#8217;Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). 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