{"id":51646,"date":"2021-01-14T11:03:39","date_gmt":"2021-01-14T10:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=51646"},"modified":"2021-01-14T11:03:39","modified_gmt":"2021-01-14T10:03:39","slug":"barcellona-esplosione-deposito-giochi-dartificio-individuati-i-presunti-responsabili-i-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2021\/01\/14\/barcellona-esplosione-deposito-giochi-dartificio-individuati-i-presunti-responsabili-i-nomi\/","title":{"rendered":"Barcellona, esplosione deposito giochi d&#039;artificio: individuati i presunti responsabili. I NOMI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Sono stati individuati i presunti responsabili dell&#8217;esplosione, avvenuta il 19 novembre 2019, della fabbrica di giochi d&#8217;artificio barcellonese che caus\u00f2 la morte di ben 5 persone. Stiamo parlando del 73enne Vito Costa, titolare della ditta produttrice di artifici pirotecnici \u201cCosta Vito e figli\u201d di Barcellona Pozzo di Gotto, del 65enne Corrado Bagnato e del figlio 38enne Antonino Bagnato, responsabili della ditta barcellonese \u201cBottega del ferro\u201d. I tre sono gravemente indiziati dei reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali, nonch\u00e9 di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, con la mancata valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive e la mancata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori sui rischi cui erano specificamente esposti. Secondo l&#8217;accusa, infatti, la causa scatenante dell&#8217;esplosione sarebbe da ricondurre a gravi imprudenze commesse, sul posto di lavoro, dai tre, che pertanto stamani sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Inoltre, \u00e8 stato disposto il sequestro dei compendi e dei beni delle due citate aziende nonch\u00e9 l\u2019applicazione a carico dei tre indagati della misura interdittiva dell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale, per la durata di dodici mesi.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I fatti.<\/strong> Il provvedimento cautelare scaturisce dall\u2019esito delle indagini svolte a seguito dei tragici fatti avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto, in Contrada Pezze Cavalieri, nel pomeriggio del 20 novembre 2019, quando, all\u2019interno dello stabilimento industriale per lo stoccaggio e la lavorazione di fuochi pirotecnici \u201cCosta Vito e figli\u201d, un\u2019esplosione aveva provocato la morte di 5 persone e il ferimento di altre due.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Presso tale stabilimento industriale, esteso su un\u2019area di circa 13.000 mq, composto da dodici strutture indipendenti, costituite da pilastri e travi in cemento armato, denominati caselli, destinati allo stoccaggio ovvero alla lavorazione di prodotti pirotecnici, erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura produttiva prescritti dalla Commissione Tecnica Territoriale per le Sostanze Esplodenti, finalizzati ad elevare gli standard di sicurezza del sito mediante l\u2019installazione apposite di grate di protezione in tutti i caselli destinati al deposito di materiale attivo. I lavori erano stati appaltati da Costa alla ditta \u201cBottega del Ferro\u201d dei Bagnato che stava impiegando 5 operai, tra cui Antonino Bagnato. Intorno alle ore 16,30, nei pressi dei caselli numero 7 e 8 si sono verificate delle esplosioni in sequenza che hanno provocato la morte di Giovanni Testaverde, Mohamed Tahar Mannai, Fortunato Porcino e Vito Mazzeo operai della ditta \u201cBottega del Ferro\u201d e di Venera Mazzeo moglie di Vito Costa, nonch\u00e9 il ferimento di Antonino Bagnato e Antonino Costa, tutte persone che si trovavano nei pressi dei citati caselli 7 e 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le esplosioni provocarono un fortissimo boato percepito a grande distanza e fecero divampare un vasto incendio che si propag\u00f2 all\u2019interno dello stabilimento sollevando una fitta coltre di fumo notata dai carabinieri della Stazione di Castroreale, che intervennero per primi sul posto cinturando la zona e allertando i soccorsi con l\u2019intervento dei vigili del fuoco di Milazzo, che riuscirono ad arginare il vasto incendio e dei sanitari del 118 che prestarono le prime cure ai feriti. Inoltre, nei giorni seguenti, si rese necessario l\u2019intervento del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo, che bonific\u00f2 l\u2019area facendo brillare i manufatti pirotecnici rimasti nel sito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le indagini.<\/strong> Le indagini per la ricostruzione dell\u2019evento, dirette sul posto gi\u00e0 nelle immediate fasi successive alla tragedia dal Procuratore Capo dott. Emanuele Crescenti sono state affidate ai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno avviato una attivit\u00e0 di sopralluogo. La complessit\u00e0 della scena criminis, ha reso necessario l\u2019intervento delle componenti specialistiche dell\u2019Arma dei Carabinieri tra cui gli addetti della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Messina ed i Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche che hanno operato con il supporto del 12\u00b0 Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania Fontanarossa, per le ricognizioni aeree.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso delle attivit\u00e0 di sopralluogo \u00e8 stata svolta un\u2019attenta opera di catalogazione e repertamento di numerosissimi frammenti di materiale vario, tra cui piccole parti di circuiti elettronici e componenti delle attrezzature utilizzate dagli operai, rinvenute a distanza anche di decine o centinaia di metri ove erano stati scagliati dalla potenza dello scoppio. I numerosi reperti sequestrati si sono rivelati fondamentali per la ricostruzione della dinamica dei fatti, effettuata anche a seguito delle puntuali analisi di laboratorio eseguiti dai carabinieri della Sezione \u201cChimica, Esplosivi ed Infiammabili\u201d del R.I.S. di Messina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, sono state svolte attivit\u00e0 di ispezione anche da parte dei vigili del fuoco del Nucleo investigativo antincendio territoriale di Palermo che, attraverso mirati accertamenti, ha consentito di escludere che l\u2019esplosione ed il successivo incendio fossero da attribuire a \u201ccausa elettrica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le indagini sono proseguite con la raccolta di numerose testimonianze tese a ricostruire i fatti, definire la legittimit\u00e0 delle posizioni lavorative degli operai impiegati nonch\u00e9 a ricostruire i rapporti di natura commerciale tra le ditte e, contestualmente, \u00e8 stata acquisita la documentazione amministrativa, comprensiva delle licenze e autorizzazioni possedute per l\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 di fabbricazione di fuochi d\u2019artificio. Parimenti, con il contributo specialistico dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Messina e del dipartimento di Prevenzione U.O.C. SPRESAL dell\u2019Asp sono stati approfonditi gli aspetti relativi al rispetto delle normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, riscontrando gravi violazioni nello specifico settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quadro indiziario \u00e8 stato arricchito dai riscontri emersi dalle intercettazioni telefoniche compiute dai carabinieri di Barcellona P.G., grazie alle quali \u00e8 stato possibile acquisire preziosi elementi che, globalmente, hanno consentito di ricostruire la delicata vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cosa avvenne il giorno dell&#8217;esplosione.<\/strong> Al fine della completa e puntuale ricostruzione della dinamica dei fatti e delle responsabilit\u00e0 degli indagati, sono risultati decisivi i convergenti elementi raccolti nel corso delle articolate investigazioni svolte dai carabinieri. Le attivit\u00e0 di sopralluogo avevano da subito permesso di individuare l\u2019area in cui si era verificata l\u2019esplosione e le acquisizioni di informazioni da parte dei testimoni avevano coerentemente integrato il quadro emerso, parallelamente le attivit\u00e0 tecniche di intercettazione avevano confermato la ricostruzione dei fatti e gli accertamenti tecnici dei carabinieri del Ris di Messina, effettuati mediante l\u2019analisi dei numerosi reperti e la valutazione degli scenari possibili, secondo ricostruzioni operate in laboratorio, hanno contribuito a ricostruire la verosimile dinamica dell\u2019evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il complessivo esito degli accertamenti ha permesso di ricostruire che l\u2019esplosione ha avuto come punto di origine il fabbricato n. 7, destinato all\u2019attivit\u00e0 di miscelazione dei colori dei manufatti pirotecnici. A seguito della prima deflagrazione, dal punto di origine la stessa esplosione si \u00e8 propagata al fabbricato n. 6, adibito allo stoccaggio dei manufatti pirotecnici finiti, ed al fabbricato n. 8 adibito a laboratorio. Proprio al casello n.7, al cui interno erano presenti diversi quintali di materiale esplodente, stavano lavorando sia con l\u2019elettrosaldatrice che con la smerigliatrice, entrambi utensili capaci di produrre scintille, i lavoratori della ditta Bottega del Ferro. L\u2019esecuzione di questi lavori, in presenza di materiale esplodente molto sensibile all\u2019innesco, ha costituito la causa dell\u2019esplosione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, la conferma della ricostruzione dei fatti \u00e8 arrivata dal sequestro dello smartphone di Antonino Bagnato, nella cui memoria \u00e8 stata rinvenuta una fotografia, scattata pochi istanti prima della tragedia, che riprendeva uno degli operai della ditta \u201cBottega del Ferro\u201d mentre stringe tra le mani una saldatrice con cui lavorava alla sbarra di scorrimento delle grate installate nel casello 7. In tale quadro, non avere rimosso il materiale esplodente dalla zona interessata ai lavori costituisce una grave imprudenza commessa dai tre arrestati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al termine delle indagini, la locale Procura ha avanzato richiesta di misura cautelare a carico dei tre indagati, avendo ricostruito che, in data 20 novembre 2019 la ditta \u201cBottega del Ferro\u201d di Bagnato Corrado ed Antonino, stava eseguendo, all\u2019interno dello stabilimento industriale \u201cCosta Vito e figli\u201d, sotto la supervisione del titolare Costa Vito, lavori di installazione di cancelli di sicurezza e grate di protezione nei caselli destinati al deposito di materiale esplodente attivo, senza che i responsabili adottassero le adeguate cautele, evidenziando, pertanto, imprudenza, negligenza ed imperizia nonch\u00e9 l\u2019inosservanza delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Gip del Tribunale di Barcellona P.G., condividendo la ricostruzione operata dall\u2019Ufficio di Procura, a seguito dei convergenti elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini dai carabinieri del Comando provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona P.G., ha emesso l\u2019ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari a carico degli odierni ristretti nonch\u00e9 il sequestro preventivo dei complessi aziendali e l\u2019interdizione dell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale. Al termine delle formalit\u00e0 di rito gli arrestati sono stati condotti presso le proprie abitazioni a disposizione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati individuati i presunti responsabili dell&#8217;esplosione, avvenuta il 19 novembre 2019, della fabbrica di giochi d&#8217;artificio barcellonese che caus\u00f2 la morte di ben 5 persone. 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