{"id":50635,"date":"2020-12-22T15:05:41","date_gmt":"2020-12-22T14:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=50635"},"modified":"2020-12-22T15:05:41","modified_gmt":"2020-12-22T14:05:41","slug":"riconosciuto-il-martirio-il-giudice-livatino-sara-beato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/12\/22\/riconosciuto-il-martirio-il-giudice-livatino-sara-beato\/","title":{"rendered":"Riconosciuto il martirio, il giudice Livatino sar\u00e0 beato"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 beato il giudice Rosario Livatino, assassinato il 21 settembre 1990, a soli 37 anni, dai mafiosi della &#8220;Stidda&#8221;. Di Livatino, nato a Canicatt\u00ec il 3 ottobre 1952, la Santa Sede ha riconosciuto il martirio \u201cin odium fidei\u201d (in odio alla fede).<br \/>\nE\u2019 questo il contenuto di un decreto di cui papa Francesco ha autorizzato la promulgazione, nel corso di un\u2019udienza col cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi.<br \/>\nL\u201dintestazione del decreto recita esattamente che viene riconosciuto \u201cil martirio del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, Fedele laico; nato il 3 ottobre 1952 a Canicatt\u00ec e ucciso, in odio alla Fede, sulla strada che conduce da Canicatt\u00ec ad Agrigento, il 21 settembre 1990\u201d.<br \/>\nLa prova del martirio \u201cin odium fidei\u201d del giovane giudice siciliano, secondo fonti vicine alla causa, \u00e8 arrivata anche grazie alle dichiarazioni rese da uno dei quattro mandanti dell\u2019omicidio, che ha testimoniato durante la seconda fase del processo di beatificazione (portata avanti dall\u2019arcivescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone, agrigentino e Postulatore della causa) e grazie alle quali \u00e8 emerso che chi ordin\u00f2 quel delitto conosceva quanto Livatino fosse retto, giusto e attaccato alla fede e che per questo motivo, non poteva essere un interlocutore della criminalit\u00e0. Andava quindi ucciso.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che, come emerge dalle sentenze dei processi sulla morte del giudice, importanti esponenti locali di Cosa Nostra, quando Livatino era ancora in vita, lo etichettassero come \u201cuno scimunito\u201d, un \u201csantocchio\u201d (un bigotto) perch\u00e9 frequentava assiduamente la parrocchia di San Domenico, a pochi passi dalla casa in cui viveva con i genitori.<br \/>\nUna testimonianza quella del mandante, resa a News Mediaset, che \u00e8 risultata decisiva cos\u00ec come quella di uno dei quattro esecutori materiali del delitto, Gaetano Puzzangaro, che quel 21 settembre era alla guida dell\u2019auto che speron\u00f2 la vettura del \u201cgiudice ragazzino\u201d e che gi\u00e0 in passato aveva deciso di rilasciare alcune dichiarazioni per la fase diocesana del processo.<br \/>\nPuzzangaro ha trovato anche il coraggio di esporsi pubblicamente e intervistato da Tgcom24 si \u00e8 detto \u201cassolutamente pentito interiormente per quel gesto compiuto in giovent\u00f9; quella mattina speravo con tutto il mio cuore che il dottore Livatino facesse un\u2019altra strada\u201d. Dopo la sua morte, nel 1993, Giovanni Paolo II, incontrando ad Agrigento i suoi genitori, aveva definito Livatino \u201cun martire della giustizia e indirettamente della fede\u201d.<br \/>\nAnche Papa Francesco, che ha molto sostenuto la causa di beatificazione aperta nel 2011, ha lodato la figura del magistrato: incontrando nel novembre del 2019 i membri del \u201cCentro Studi Rosario Livatino\u201d, lo ha definito \u201cun esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l\u2019attualit\u00e0 delle sue riflessioni\u201d. La cerimonia di beatificazione di Rosario Livatino potrebbe svolgersi nella primavera del 2021 proprio ad Agrigento.<br \/>\n<strong>CANTARELLA: &#8220;IMPATTO SOCIALE POSITIVO LA BEATIFICAZIONE DI LIVATINO&#8221;<\/strong>. &#8220;La beatificazione di Rosario Livatino, oltre al grande valore religioso per le Chiese di Sicilia avr\u00e0 un<br \/>\nimpatto sociale altamente positivo. Il giovane magistrato di Canicatt\u00ec<br \/>\nucciso dalla mafia sar\u00e0 un punto di riferimento imprescindibile per i<br \/>\nservitori dello Stato, specialmente in un tempo che purtroppo \u00e8 stato<br \/>\nsegnato anche da cattivi esempi&#8221;. Cos\u00ec Fabio Cantarella, componente<br \/>\ndella segreteria nazionale della Lega e vice segretario del Carroccio<br \/>\nin Sicilia.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 beato il giudice Rosario Livatino, assassinato il 21 settembre 1990, a soli 37 anni, dai mafiosi della &#8220;Stidda&#8221;. Di Livatino, nato a Canicatt\u00ec il 3 ottobre 1952, la Santa Sede ha riconosciuto il martirio \u201cin odium fidei\u201d (in odio alla fede). 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