{"id":49726,"date":"2020-12-03T06:01:57","date_gmt":"2020-12-03T05:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=49726"},"modified":"2020-12-03T06:01:57","modified_gmt":"2020-12-03T05:01:57","slug":"comunita-di-santegidio-nessuno-sia-lasciato-da-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/12\/03\/comunita-di-santegidio-nessuno-sia-lasciato-da-solo\/","title":{"rendered":"Comunit\u00e0 di Sant&#039;Egidio, nessuno sia lasciato da solo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di due stundetesse universitarie che propongono un focus sulla Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sporchi, ubriaconi, pericolosi, violenti, reietti, fastidiosi mendicanti, untori. Non \u00e8 cos\u00ec, d\u2019altronde, che si definiscono coloro che vivono per strada? Coloro che ogni notte vivono in una casa fatta di coperte e cartoni, in una casa cos\u00ec fatiscente da non poter dare n\u00e9 riparo n\u00e9 calore, custodendo in quel loro unico bagaglio un pezzo della propria storia identitaria, un frammento del loro essere umani. Realt\u00e0 come queste a Messina ne esistono tante, anche pi\u00f9 di quanto si possa pensare. E no, non le troverete solo nelle zone periferiche, come da immaginario collettivo, ma soprattutto nel pieno centro cittadino: propriamente ai margini delle strade, negli anfratti pi\u00f9 bui e riparati, tra i grandi palazzi del regno della movida.<\/em><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Giovanni era uno di loro, un inutile barbone, uno scarto, un signor nessuno come, fuor da ogni moralismo, verrebbe socialmente percepito. Non \u00e8 in fondo cos\u00ec che chiameremmo un uomo totalmente improduttivo, un ingombrante peso per una societ\u00e0 capitalista e performante come la nostra? \u00c8 certamente vero, da una prospettiva esclusivamente materialista ed efficientista ogni vita umana vale ed \u00e8 ci\u00f2 che produce. Eppure, se non si vuole appiattire l\u2019esistenza alla mera effettualit\u00e0, bisogna credere che esista un senso altro di considerare antropologicamente la vita, un senso che mi fa comprendere che la vita umana ha un suo valore costitutivo, che non pu\u00f2 e non deve identificarsi con il ruolo che socialmente si investe. \u00c8 cos\u00ec che noi vogliamo invitarvi a guardare alla vita dei tanti poveri, dei tanti Giovanni, dei tanti ultimi che forse tante volte abbiamo incontrato per strada senza mai realmente vedere. La strada mi fa capacitare del fatto che nell\u2019essere autenticamente uomini si d\u00e0 l\u2019incontro con l\u2019altro, altro a cui devo dare un volto, un nome, una storia familiare, un\u2019origine, un senso. Fare questo, approssimarsi con amorevole delicatezza all\u2019altro, mi permette di incontrare donne e uomini come Giovanni, che nella miseria e nel dolore pi\u00f9 inimmaginabili mi insegnano ad essere grato, di quella gratitudine pura di cui, nella quotidianit\u00e0 reiterata, raramente si fa esperienza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Giovanni \u00e8 stato ucciso con undici coltellate per poi essere bruciato. Lo scopo? Rubargli 650 euro di pensione. La sua vita: inesistente. La sua morte: inesistente. Eppure, noi giovani della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio di Messina quello sguardo, quel sorriso, come quelli di ciascun senzatetto, non lo dimentichiamo. Come si pu\u00f2 dimenticare l\u2019esistenza di chi ti ha donato la straordinaria possibilit\u00e0 di credere nel bene? \u00c8 quest\u2019unico senso a muoverci, a spingerci ogni venerd\u00ec a preparare un pasto e una bevanda calda da portare, insieme con coperte, vestiti, parole amiche e sorrisi a chi non ha la fortuna di fare ritorno ogni sera al proprio posto sicuro. Esporsi a queste realt\u00e0, toccando con mano la sofferenza dell\u2019altro che, seppur apparentemente non mi riguarda, in realt\u00e0 mi chiama direttamente in causa, \u00e8 tutt\u2019altro che semplice. Si tratta di un dolore che mi sconvolge, che mi investe con tutta la sua irruenza e verit\u00e0, ma che al contempo mi spinge a rispondere con l\u2019azione, a non restare annichilito, a non essere indifferente. In molti casi, infatti, ci\u00f2 che viene richiesto \u00e8 un aiuto concreto, un supporto per coloro che hanno difficolt\u00e0, anche \u201cbanalmente\u201d, seppur cos\u00ec banale non \u00e8, a mettere un piatto in tavola. Noi, come la maggior parte di voi che state leggendo queste parole, non abbiamo esperito cosa significhi sprofondare nella miseria, nella disperazione e tutto questo perch\u00e9 noi non abbiamo scelto, cos\u00ec come loro, dove venire al mondo, di chi essere figli, a quale ceto sociale appartenere. Vi sarete chiesti, almeno una volta nella vita, il perch\u00e9. Perch\u00e9? Per un insulso gioco della sorte, del caso: noi siamo nati dalla parte fortunata del mondo. E allora, cosa fare? Godere beatamente di questa agiatezza non scelta senza mai chiedersi: \u201cperch\u00e9 proprio a me e non a loro?\u201d. Questa domanda noi volontari ce la siamo posta e ce la poniamo, ce la poniamo ogniqualvolta doniamo il nostro tempo al servizio dell\u2019altro, ogniqualvolta proviamo rabbia, frustrazione e un senso di impotenza dinnanzi a tutto questo male senza senso. Farsi inghiottire da un pessimismo sempre pi\u00f9 imperante e arrestarsi in un gelido nichilismo non \u00e8 per noi la soluzione. Forse saremo degli illusi, dei sognatori, ma ci piace pensare che il bene sia diffusivo, che ogni singola azione umana sia una goccia essenziale nel grande oceano del bene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Grazie all\u2019aiuto di tanti, noi volontari della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio di Messina ci impegniamo ad agire attivamente sul territorio, affinch\u00e9 si possa creare insieme una catena umanitaria. Le nostre attivit\u00e0 coinvolgono tutte le fasce sociali, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, dai senzatetto alle famiglia in difficolt\u00e0, affinch\u00e9 nessuno sia mai lasciato solo. La scuola della pace, che a Messina si trova presso la sede della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Camaro, \u00e8 una realt\u00e0 familiare che accompagna il bambino nel suo percorso scolastico e umano. \u00c8 una scuola solidale, aperta agli altri, fondata sull\u2019integrazione e sul dialogo, con l\u2019intento di promuovere l\u2019inclusione nelle differenze. Nessuno infatti deve essere isolato, nemmeno gli anziani, che vengono spesso abbandonati in istituti o lasciati da soli nelle proprie case. Per questa ragione la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio dona loro una presenza amica, attenta ai bisogni e alle necessit\u00e0 di ciascuno. Soprattutto in questo difficile momento storico, in cui il rischio dell\u2019isolamento \u00e8 sempre pi\u00f9 prossimo, il nostro obiettivo \u00e8 quello di continuare ad esserci anche attraverso mezzi alternativi. I volontari della Scuola della pace, ad esempio, aiutano i bambini nello svolgimento dei compiti scolastici mediante le videochiamate. E ancora, si intrattengono contatti con gli amici anziani attraverso chiamate telefoniche, interessandosi al loro stato attuale e cercando di comprendere di cosa possano avere bisogno. La pandemia ha inoltre piegato economicamente molte famiglie, che si sono rivolte alla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio per ricevere un pacco spesa mensile. Di fronte a queste difficolt\u00e0 noi volontari stiamo cercando, in questi mesi, di accogliere e soddisfare tutte le richieste, per quanto sempre pi\u00f9 numerose.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quest\u2019anno, come tutti, anche la comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio non potr\u00e0 festeggiare il Natale come era solita fare, organizzando il grande pranzo con tutti i suoi amici. Eppure, nonostante la situazione totalmente inusuale, noi non vogliamo rinunciare a far sentire la nostra presenza anche se con modalit\u00e0 nuove. Cercheremo, difatti, di raggiungere tutti attraverso la distribuzione itinerante del pranzo e di un regalo, un piccolo dono destinato non soltanto ai bambini, ma a tutti. Certamente comprenderete quanto sia complesso riuscire in quest\u2019impresa, sia economicamente sia logisticamente. Per questo motivo, certi di ottenere un buon riscontro, vogliamo invitarvi a partecipare attivamente a questo grande progetto. Ognuno, secondo le sue possibilit\u00e0, potr\u00e0 aiutare contribuendo alla raccolta fondi organizzata dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio Sicilia, al fine di coprire l\u2019intero territorio regionale. Inoltre, saremmo grati se qualcuno volesse donarci beni di prima necessit\u00e0, quali prodotti alimentari e coperte, molto richieste durante i freddi mesi invernali. \u00c8 poi certamente ben accolto chiunque voglia direttamente partecipare a queste attivit\u00e0, offrendo il suo tempo, la sua presenza, il suo affetto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se siete ancora alla ricerca del motivo che vi spinga a fare attivamente, ad esserci, a donare il vostro tempo e le vostre energie, provate, anche soltanto per un istante, a chiedervi: \u201cse non io, chi?\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Cristina Alessi e Giusy Mantarro<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di due stundetesse universitarie che propongono un focus sulla Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio. Sporchi, ubriaconi, pericolosi, violenti, reietti, fastidiosi mendicanti, untori. 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