{"id":47297,"date":"2020-09-18T11:30:58","date_gmt":"2020-09-18T09:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=47297"},"modified":"2020-09-18T11:30:58","modified_gmt":"2020-09-18T09:30:58","slug":"conoscere-le-radici-per-valutare-il-presente-la-recensione-de-la-promessa-del-legionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/09\/18\/conoscere-le-radici-per-valutare-il-presente-la-recensione-de-la-promessa-del-legionario\/","title":{"rendered":"Conoscere le radici per valutare il presente: perch\u00e9 leggere &quot;La promessa del legionario&quot;"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p>Riportiamo qui di seguito la recensione de &#8220;La promessa del legionario&#8221;, il nuovo romanzo storico di Diego Celi e Pino Privitera, a firma di Nuccia Miroddi, professoressa di Lettere Classiche presso Licei statali e Rettore dell\u2019Universit\u00e0 Popolare Comprensoriale Filippese.<br \/>\n\u201cLa promessa del legionario\u201d \u00e8 un testo piacevole a leggersi e stimola alla curiositas, alla conoscenza delle nostre tradizioni, non solo storiche, ma private, di un contesto facile a declinare nell\u2019oblio.<br \/>\nLa vicenda personale di un cittadino luciese, Salvatore Alibrando, di origini contadine, si snoda in un contesto storico-sociale-ambientale complesso, analizzato con scrupolo storicistico e con acuto interesse culturale.<br \/>\nLa prima guerra mondiale volge gi\u00e0 a termine, per cui il protagonista non partecipa direttamente alle battaglie, ma vive \u201cil senso di orgoglio nazionale, ritrovato dopo la disfatta di Caporetto, che port\u00f2 alla gloria di Vittorio Veneto\u201d (pag.33).<br \/>\nE\u2019 un soldato esemplare e nel foglio di congedo illimitato si legge \u201cdurante la sua permanenza alle armi ha tenuto buona condotta e ha servito con fedelt\u00e0 e onore\u201d (pag.35).<br \/>\nDurante il fascismo la vita politica luciese \u00e8 caratterizzata da conflittualit\u00e0 tra l\u2019avvocato Sindona e i Fulci, i quali ebbero una battuta d\u2019arresto con il terremoto del 1908, in cui perse la vita Nicol\u00f2 Fulci, eletto deputato nel Collegio di Milazzo.<br \/>\nSul comportamento del Sindona da una relazione viene sottolineata \u201cla volubilit\u00e0 e incostanza per le ammissioni ed estrazioni del fascio locale\u201d (pag.46).<br \/>\nLa lotta politica luciese \u00e8 aspra e su Sindona prevalgono giudizi negativi. Un ispettore dichiara \u201c\u00e8 parso che la sua azione fosse ispirata unicamente alla brama di sfogare la sua sete di vendetta\u201d (pag. 47-48).<br \/>\nIn una relazione ispettiva emerge un giudizio negativo sul Podest\u00e0 Sindona che\u201d per le sue origini e per la sua attivit\u00e0 professionale, per il suo carattere duro\u2026. si \u00e8 man mano logorato e isolando nel Comune\u201d (pag. 49). Durante il fascio\u201d la situazione amministrativa \u00e8 al collasso\u201d (pag. 53).\u201cin seguito a lotte e beghe politiche si \u00e8 lasciata una eredit\u00e0 gravissima, poich\u00e9 si \u00e8 dotato il Comune di debiti senza provvedere all\u2019impianto di servizi pubblici\u201d (pag. 54).<br \/>\nIl Fascismo ha difficolt\u00e0 ad attecchire in Sicilia, perch\u00e9 viene considerato \u201ccome prodotto imposto dall\u2019 Italia pi\u00f9 ricca e benestante\u2026estraneo ai bisogni e alle esigenze del popolo siciliano\u201d (pag. 60).<br \/>\nNell\u2019impresa africana, iniziata nel 1935 e conclusa vittoriosamente nel 1936 con la proclamazione dell\u2019Impero, molti giovani siciliani partono per l\u2019Africa per un futuro migliore. Con la conquista dell\u2019Etiopia la Sicilia sarebbe stata \u201cisola imperiale\u201d, \u201cponte tra l\u2019Impero nascente e l\u2019Italia\u201d(pag.61).<br \/>\nSalvatore Alibrando non vedr\u00e0 mai le terre dell\u2019Impero. Egli conduce una vita faticosa, dedita al lavoro dei campi, avendo due fondi, uno in affitto e l\u2019altro in mezzadria. Coltiva fave, ceci, fagioli, ortaggi, alleva animali da cortile, alcune vacche e suini. Abita in paese in una casa modesta, in cui al piano terra tiene l\u2019asino, unico mezzo di trasporto. E\u2019 uno dei \u201cnasetari\u201d schierati con il podest\u00e0 Sindona, che sostiene il riscatto dei fondi in affitto, mentre i proprietari sono schierati con i Fulci.<br \/>\nMolti giovani partono come volontari in Africa, sollecitati anche dalla propaganda di un buon ingaggio e di un contributo sostanziale per il loro lavoro.<br \/>\nIntanto dal 1936 in Spagna si combatte su due fronti contrapposti, repubblicano e nazional-franchista, che chiede il sostegno di Mussolini.<br \/>\nAvviene che soldati, i quali fanno richiesta come volontari in Africa, si trovano assegnati alla Spagna, come capita ad Alibrando, per cui \u201cla convinzione ideologica\u201d dei volontari italiani \u00e8 molto modesta.<br \/>\nI detti popolari conservano lo stato emotivo diffuso, fra cui \u201cmegghiu morti onurataca vita scillirata\u201d (pag. 69). Il senso dell\u2019onore, della dignit\u00e0, del rispetto, della stima \u00e8 patrimonio anche della classe sociale povera. Nel 1936 la met\u00e0 della popolazione luciese \u00e8 indigente e la vita \u00e8 una strenua e costante lotta per la sopravvivenza, essendo le attivit\u00e0 principali l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento del bestiame, con produzione di formaggio. Le donne si dedicano alla tessitura. Un peso determinante ha la produzione del carbone, esportato anche nelle zone limitrofe. Diffuse le attivit\u00e0 artigianali, che si trasmettono da padre in figlio.<br \/>\nIl contadino non riesce a mettere da parte il denaro per una casa, per cui partire come volontario avrebbe consentito la realizzazione di primarie aspirazioni, guadagnando soldi a servizio del governo.<br \/>\nIl protagonista si ritrova legionario per caso, avendo fatto domanda di arruolamento come volontario per l\u2019AOI (Africa Orientale Italiana), mentre successivamente si trova arruolato d\u2019ufficio come volontario dell\u2019OMS (Operazioni Militari Spagna).<br \/>\n\u201cEgli con tanti volontari sbarc\u00f2 a Cadice; era un legionario in terra di Spagna, un combattente per la fede cattolica e per la difesa della Spagna dal pericolo comunista, cos\u00ec almeno secondo la propaganda del regime fascista\u201d (pag. 81).<br \/>\nEgli opera per ben 18 mesi e certamente non conosce il significato del termine legionario, perch\u00e9 un contadino difficilmente sa qualcosa di storia romana, a cui il termine si rif\u00e0, o comprende la politica estera fascista.<br \/>\nSi racconta un episodio particolare, quando il protagonista non rientra a casa come al solito, dove \u00e8 atteso dai familiari, in preda ad angoscia. Spiegher\u00e0 il vero motivo solo alla moglie. Quando stava per rientrare in paese, sente una voce dentro di s\u00e9, \u201ccome se qualcuno lo spingesse a recarsi verso una grande chiesa che sorgeva in quel paese \u201c(Montalbano) (pag.86).<br \/>\nDopo aver percorso molti chilometri a piedi, giunge al Santuario, dove assiste alle funzioni del mattino, restando colpito dalla devozione degli abitanti verso la Madonna della Provvidenza, protettrice della citt\u00e0, festeggiata il 24 agosto.<br \/>\nDiffuso \u00e8 l\u2019impegno storicistico, condotto con scrupolosa documentazione, specifico nel capitolo della ricostruzione della situazione storico-sociale della Spagna fino allo scoppio della guerra civile, quando \u201cla Repubblica era un calderone di incompatibilit\u00e0 e di reciproci sospetti in cui convivevano centralisti, comunisti, regionalisti e liberali. Le forze nazionaliste, invece, erano pi\u00f9 unite perch\u00e9 combinavano tre fattori di aggregazione: erano di destra, centraliste e autoritarie nello stesso tempo\u201d (pag.100).<br \/>\nIn questo calderone viene catapultato il protagonista Salvatore e molti altri volontari, a cui solo alla partenza del piroscafo Sardegna, attraverso gli altoparlanti viene comunicato che la destinazione non \u00e8 l\u2019Africa, ma la Spagna. \u201cLa bugia era svelata. Niente terra d\u2019Abissinia da bonificare n\u00e9 attrezzi da lavoro per dissodare e piantare alberi da frutto, al loro posto erano stati consegnati pesanti moschetti e vecchi elmetti\u201d (pag.107).<br \/>\nL\u2019interesse e lo scrupolo storicistico emergono anche nella narrazione degli scontri a Guadalajara, dove per Alibrando avviene il battesimo di fuoco, e la carneficina si conclude senza vincitori e vinti. Tuttavia i fanti della Littorio si comportano con onore a differenza di altre divisioni italiane, che si bloccano alle prime difficolt\u00e0. Molti sono i morti, alla cui sepoltura partecipa anche Salvatore, il quale, da buon cristiano, ritiene che anche i nemici meritano di essere seppelliti.<br \/>\nL\u2019altro scontro \u00e8 quello del Passo del Escudo, che, nonostante le molte difficolt\u00e0, i legionari riescono a conquistare. Durante le operazioni in questo scontro Alibrando rimane ferito alla testa, ma riesce a rincuorare i commilitoni, invitandoli a pregare la Madonna.<br \/>\nComprende di essere un miracolato e pronuncia il voto che segner\u00e0 la sua esistenza: al ritorno in paese avrebbe costruito \u201cuna piccola chiesa da dedicare alla Madonna della Provvidenza, quella venerata in quel Santuario di Montalbano, dove si era recato prima della partenza (pag.117).<br \/>\n\u201cEra una guerra stracciona con combattenti malvestiti e spesso affamati dall\u2019una e dall\u2019altra parte (pag.117).<br \/>\nGli autori non si limitano alla narrazione storica, ma sottolineano lo stato d\u2019animo del protagonista.<br \/>\n\u201cLa sera pi\u00f9 che pensare al riposo, era il momento della melanconia e del ricordo struggente dei familiari(pag.118).<br \/>\n\u201cUnica nota positiva era quella di pensare che a casa, grazie all\u2019arruolamento, le famiglie se la passavano meglio di prima\u201d (pag.120).<br \/>\nIl contadino Salvatore tra tante atrocit\u00e0 \u00e8 sostenuto da una fede salda in Dio, da una devozione sincera e profonda verso la Madonna, \u201cche hanno rappresentato lo scudo contro le avversit\u00e0 e la spada contro la miscredenza\u201d (pag. 125).<br \/>\nCertamente egli ha rivolto la sua supplica alla Virgen del Pilar, testimoniata da una immaginetta, che i familiari conservano\u201d come un\u2019eredit\u00e0, una reliquia preziosa, un lascito morale imperituro\u201d (pag.124).<br \/>\nSalvatore rientra in Italia nell\u2019ottobre del 1938. Da Cadice giunge a Napoli e, prima della partenza, a tutti i soldati viene corrisposto il premio di fine di ferma volontaria con il foglio di viaggio e l\u2019autorizzazione a tenere lo zaino.<br \/>\nLa scena del rientro a casa rimane impressa nella figlia Maria, spesso descritta dalla madre. Egli appare nel vico S. Antonio, si ferma sull\u2019uscio di casa, riabbraccia moglie e figli e i vicini vengono a salutarlo.<br \/>\nRiprende la vita di contadino e in due giorni concretizza il suo cammino di ringraziamento, recandosi al Santuario di Montalbano.<br \/>\nQuando non lavora, visita le numerose chiese, partecipando con devozione profonda alle funzioni, assume un aspetto ascetico, al punto che \u00e8 soprannominato \u201cu santaru\u201d.<br \/>\nHa sempre in testa un chiodo fisso: la costruzione della chiesetta, di dimensioni uguali alla sua casa. Non ha i mezzi, ma non si scoraggia.<br \/>\nGrazie all\u2019avvocato Burrascano ottiene l\u2019area di circa duemila metri quadrati nel piano di San Nicol\u00f2, dove nella primavera de 1947 inizia il lavoro di spianamento del terrapieno, su cui costruire la chiesetta.<br \/>\nI primi anni sono i pi\u00f9 duri, durante i quali lavora con assiduit\u00e0. La notte riposa in un pagliericcio nella grotta di San Nicola, dove si respira un\u2019aria santa, come aveva sentito narrare, quando era ragazzo.<br \/>\nDurate l\u2019inverno \u00e8 impossibile restare l\u00ec a causa del freddo. Pietra dopo pietra con un impasto di sabbia e calce costruisce un casotto, dove di giorno si cucina e la notte si dorme. D\u2019estate alcuni vanno a lavorare in cambio del vitto. Non mancano pane, pasta, legumi, ortaggi, formaggi.<br \/>\nLa chiesetta \u00e8 costruita dagli inizi degli anni Quaranta agli inizi degli anni Sessanta e trascorrono circa 26 anni dal voto fatto dopo il ferimento in battaglia a Puerto del Escudo.<br \/>\nAgli inizi degli anni Sessanta padre Insana, Rettore del Seminario, comincia a frequentare la contrada di San Nicola, portando i ragazzi della colonia estiva e organizzando passeggiate domenicali per le famiglie.<br \/>\nIl protagonista \u00e8 un exemplum di una persona semplice e di una devozione viva e fervida, dimostrando che anche gli umili possono essere eroi e occupare un posto nella Storia, secondo la concezione manzoniana, concretizzata nei Promessi Sposi.<br \/>\nE\u2019 un\u2019opera a quattro mani, scritta da due \u201cteste pensanti\u201d, ma non emergono dualismo, disorganicit\u00e0, anzi risulta abbastanza compatta, uniforme nella struttura e nel linguaggio.<br \/>\nChi pu\u00f2 e deve leggere quest\u2019opera e per quale motivo? Tutti sono potenziali lettori, dall\u2019adolescente all\u2019anziano, perch\u00e9 \u00e8 interessante l\u2019argomento: le vicende personali di un contadino luciese, inserite in un contesto politico-sociale-ambientale, locale, nazionale, europeo (Spagna).<br \/>\nPersonaggio-protagonista inconsapevole, in quanto le sue scelte sono determinate da necessit\u00e0 economica, per migliorare la condizione di vita sua e dei suoi familiari e dalla devozione religiosa, che lo guida e sostiene nella realizzazione della sua promessa; perch\u00e9 piacevole, scorrevole, accessibile, comprensibile \u00e8 il linguaggio, ben curato, puntuale, senza orpelli, arricchito e vivificato dalla presenza di espressioni, detti, proverbi siciliani, recuperati dalla tradizione orale e, affidati alla scrittura, sono sottratti all\u2019oblio.<br \/>\nMolteplici sono i motivi per leggere questo testo, ma in particolare la \u201ccuriositas cognoscendi\u201d, la curiosit\u00e0 di conoscere: che cosa?<br \/>\nLe radici, le tradizioni, i costumi, la storia del passato, per comprendere, valutare il presente e programmare, soprattutto per le giovani generazioni, un futuro solido e produttivo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Nuccia Miroddi<\/strong><!--\/data\/user\/0\/com.samsung.android.app.notes\/files\/clipdata\/clipdata_bodytext_200918_110410_146.sdocx--><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo qui di seguito la recensione de &#8220;La promessa del legionario&#8221;, il nuovo romanzo storico di Diego Celi e Pino Privitera, a firma di Nuccia Miroddi, professoressa di Lettere Classiche presso Licei statali e Rettore dell\u2019Universit\u00e0 Popolare Comprensoriale Filippese. \u201cLa promessa del legionario\u201d \u00e8 un testo piacevole a leggersi e stimola alla curiositas, alla conoscenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":33675,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[16],"tags":[],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/D6E8C6DA-C2BB-4B6C-9B54-BE1EA944E239.jpeg","author_info":{"display_name":"red..me","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/redstage\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47297"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}