{"id":44824,"date":"2020-06-19T10:22:15","date_gmt":"2020-06-19T08:22:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=44824"},"modified":"2020-06-19T10:22:15","modified_gmt":"2020-06-19T08:22:15","slug":"webinar-su-ponte-sullo-stretto-unoccasione-per-rilanciare-il-paese-stremato-dal-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/06\/19\/webinar-su-ponte-sullo-stretto-unoccasione-per-rilanciare-il-paese-stremato-dal-covid\/","title":{"rendered":"Webinar su Ponte sullo Stretto: un&#039;occasione per rilanciare il paese stremato dal covid?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nelle ultime settimane si \u00e8 tornato a parlare con sempre maggiore insistenza, soprattutto a livello nazionale, di un tema di cui si discute da diversi decenni, quello del ponte sullo Stretto, la cui realizzazione implicherebbe, a detta dei suoi sostenitori, un rilancio del sud Italia e, dunque, dell\u2019intero paese. Rilancio divenuto ancor pi\u00f9 importante in occasione della pandemia da coronavirus, che ha avuto e avr\u00e0 delle forti ripercussioni economiche negative anche in Italia. Ed \u00e8 proprio quello del rilancio dell\u2019Italia il filo conduttore che collega due tematiche apparentemente sconnesse, appunto quella del ponte sullo Stretto e quella del covid, che sono state ampiamente trattate nella videoconferenza organizzata dall\u2019associazione studentesca \u201cAthena\u201d, che si \u00e8 tenuta nel pomeriggio di ieri sulla pagina Facebook \u201cAssociazione Athena Messina\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Relatori dell\u2019incontro, chiamato \u201cPonte sullo Stretto: scenari post Covid-19\u201d, sono stati il professor Enzo Siviero, rettore dell\u2019universit\u00e0 Ecampus, il professor Michele Limosani, direttore del dipartimento di Economia dell\u2019Ateneo peloritano, il professor Giuseppe Muscolino, docente presso il dipartimento di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Messina che, tra le altre cose, ha fatto parte del Comitato scientifico che venne costituito per il ponte, l\u2019avvocato Fernando Rizzo, presidente di Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno e l\u2019ingegner Giovanni Mollica, ex consulente di Eurolink, la societ\u00e0 che vinse il bando per realizzare il ponte.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad aprire i lavori \u00e8 stato il <strong>professor Limosani<\/strong> che, a partire dal concetto di produttivit\u00e0, inteso come la quantit\u00e0 di beni e servizi prodotti ogni ora lavorata, ha evidenziato le ripercussioni economiche positive che il ponte sullo Stretto potrebbe avere nel Mezzogiorno. In sintesi, il professor Limosani ha spiegato che nel Mezzogiorno sono presenti elevate sacche di bassa produttivit\u00e0, che generano pertanto poca ricchezza, determinate perlopi\u00f9 dal settore pubblico e dalle pmi del settore manifatturiero, e che pertanto obiettivo dei governi dovrebbe essere quello di attrarre imprese che operano in settori ad elevata produttivit\u00e0, che risiedono all\u2019estero e operano nei mercati internazionali: \u201cA tal fine \u00e8 necessario avere un\u2019Europa connessa, &#8211; ha affermato il professor Limosani al termine del suo intervento &#8211; non pu\u00f2 esistere una regione dell\u2019Europa, come la Sicilia, che con oltre 5 milioni di abitanti \u00e8 sconnessa dall\u2019Europa. Tra l\u2019altro, in questo momento storico non c\u2019\u00e8 un problema di risorse economiche, in quanto il costo dell\u2019indebitamento, grazie alle politiche europee aventi il fine di contrastare il covid, \u00e8 pressoch\u00e9 nullo. Se non ora quando dobbiamo realizzare tale opera?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopodich\u00e9 \u00e8 stata la volta dell\u2019<strong>avvocato Rizzo<\/strong>, che ha riassunto per tappe la strada che ha portato alla stesura del progetto del ponte sullo Stretto. Riassumendo, Rizzo ha spiegato che si \u00e8 iniziato a parlare ufficialmente di ponte sullo Stretto a partire dagli anni \u201970, e in particolare nel 1971, anno in cui venne approvata la legge 1158\/71, con la quale per la prima volta venne messo nero su bianco che quello della continuit\u00e0 territoriale tra la Sicilia e il resto del paese \u00e8 un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo dell\u2019Italia intera. A tal fine, venne istituita una concessionaria, la societ\u00e0 Stretto di Messina che, tra le altre cose, aveva il compito di valutare il progetto pi\u00f9 opportuno, che venne individuato soltanto nel 2006, quando, dopo che il governo istitu\u00ec un apposito bando, affid\u00f2 la realizzazione del progetto al gruppo Eurolink. Di l\u00ec in avanti la realizzazione del ponte sub\u00ec dei rallentamenti, in quanto venne pi\u00f9 volte osteggiata, anche e soprattutto per questioni di natura ideologica. Nel 2011, nel bel mezzo della tempesta causata dalla crisi del debito sovrano europeo, che aveva portato a un vertiginoso innalzamento dello spread italiano, il governo Monti decise, al fine di contenere la spesa pubblica, di sacrificare il ponte sullo Stretto, sospendendone la realizzazione. Pertanto, il miliardo e mezzo di euro circa che era gi\u00e0 stato stanziato per la realizzazione di quest\u2019opera venne destinato a un\u2019infrastruttura genovese, la tav Genova-Milano: \u201cIl progetto per\u00f2 non \u00e8 stato cancellato, \u2013 sottolinea Rizzo \u2013 ma soltanto definanziato. Quello della continuit\u00e0 territoriale era ed ancora un aspetto fondamentale per lo sviluppo del paese, in quanto riconosciuto dalla legge, e questo momento storico \u00e8 il momento opportuno per rimettere nell\u2019ordine del giorno tale opera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>professor Muscolino<\/strong> ha invece raccontato la sua esperienza all\u2019interno dell\u2019allora Comitato scientifico che venne realizzato per il ponte, il cui obiettivo era quello di validare il progetto definitivo. Tra i vari problemi che vennero affrontati durante la discussione del progetto vi \u00e8 anche quello del luogo comune secondo cui il ponte non potrebbe essere realizzato perch\u00e9 ubicato in una zona ad elevato rischio sismico, quale quella dello Stretto di Messina. In realt\u00e0, il professor Muscolino ha spiegato che il ponte \u00e8 una struttura molto flessibile, che pertanto consente di resistere anche a un terremoto. Relativamente poi al rischio legato al verificarsi di uno tsunami, ci\u00f2 non sarebbe un problema, in quanto il ponte progettato era sufficientemente alto per evitare che lo stesso fosse direttamente colpito dall\u2019onda anomala. Insomma, niente di irrisolvibile sotto il profilo tecnico, ma anche economico. Infatti, il professor Muscolino ha sottolineato che il costo stimato della struttura oscillava tra i 3 miliardi e gli 8 miliardi di euro: \u201cSi tratta di un costo tutto sommato contenuto se raffrontato a quello di altre opere pubbliche pi\u00f9 note, quali la tav Torino-Lione\u201d, ha spiegato il professore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ospite d\u2019eccezione dell\u2019incontro \u00e8 stato il rettore dell\u2019Universit\u00e0 telematica Ecampus, il <strong>professor Siviero<\/strong>, che ha discusso delle motivazioni sostanziali che hanno portato alla mancata realizzazione del ponte. Il rettore ha evidenziato che il ponte non \u00e8 stato realizzato soprattutto per ragioni di tipo politico, e in particolare per via di una mancanza di visione della classe politica italiana che, tormentata dalle dispute all&#8217;interno delle coalizioni che la compongono, non ha avuto abbastanza coraggio di realizzare l&#8217;opera, accontentandosi piuttosto di compromessi al ribasso che di fatto ne hanno arenato la realizzazione: \u201cAvevamo un consenso trasversale e solo per via di qualche veto incrociato non \u00e8 stata realizzata. La maggior parte dei soggetti che si sono messi di traverso non sa nulla dei vantaggi che Messina avrebbe potuto avere dalla realizzazione di quest\u2019opera. Abbiamo perso un\u2019occasione strepitosa. Adesso per\u00f2 abbiamo anche i soldi per realizzarla: vogliamo finalmente far vedere che siamo italiani e non italioti? La politica cominci a guardare in avanti: con il ponte la Sicilia diverrebbe il baricentro di tre continenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, <strong>l&#8217;ingegner Mollica<\/strong>, ex consulente di Eurolink, ha sottolineato quanto quest&#8217;opera sia divenuta importante anche sotto il profilo geopolitico, in quanto consentirebbe di allontanare dalla sfera di influenza russa quella parte di merci che transitano dai Balcani per arrivare nell&#8217;Europa orientale: &#8220;La mancata realizzazione del ponte ha spostato il percorso del transito delle merci dall&#8217;Italia ai Balcani, che si conclude nell&#8217;est Europa, parte della quale \u00e8 sotto la sfera di influenza russa. Ci\u00f2 ha spaventato i paesi dell&#8217;Europa centrale, e in particolare Francia e Germania. Il ponte eviterebbe invece uno scenario del genere. Inoltre, i porti del Mediterraneo stanno crescendo, e pertanto \u00e8 una follia non sfruttare questa opportunit\u00e0. L\u2019italia non conta nulla e pu\u00f2 contare solo se riacquista il suo ruolo nel Mediterraneo, mirando anche all\u2019Africa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane si \u00e8 tornato a parlare con sempre maggiore insistenza, soprattutto a livello nazionale, di un tema di cui si discute da diversi decenni, quello del ponte sullo Stretto, la cui realizzazione implicherebbe, a detta dei suoi sostenitori, un rilancio del sud Italia e, dunque, dell\u2019intero paese. 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