{"id":44575,"date":"2020-06-11T11:25:53","date_gmt":"2020-06-11T09:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=44575"},"modified":"2020-06-11T11:25:53","modified_gmt":"2020-06-11T09:25:53","slug":"maturita-lettera-di-un-docente-ad-azzolina-questa-e-la-scuola-in-cui-crede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/06\/11\/maturita-lettera-di-un-docente-ad-azzolina-questa-e-la-scuola-in-cui-crede\/","title":{"rendered":"Maturit\u00e0, lettera di un docente ad Azzolina: &quot;Questa \u00e8 la scuola in cui crede?&quot;"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo qui di seguito una lunga lettera aperta indirizzata alla ministra dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina da Fabio Bonasera, docente di Diritto ed economia presso l&#8217;ITET &#8220;Tomasi di Lampedusa&#8221; di Sant&#8217;Agata Militello. Nella lettera aperta Bonasera critica aspramente le decisioni prese dalla ministra in vista della maturit\u00e0 di quest&#8217;anno, che si terr\u00e0 sotto forma di prova orale, da svolgere in presenza a scuola.<br \/>\n&#8220;Lucia Azzolina, sono un professore di diritto. Insegno in un istituto tecnico di Sant\u2019Agata di Militello, in provincia di Messina. Le scrivo per rappresentarle lo sconforto che provo dinanzi alle risoluzioni da lei adottate, in qualit\u00e0 di ministra dell\u2019istruzione, per l\u2019imminente maturit\u00e0, oltre che per le operazioni di scrutinio di fine anno.<br \/>\n&#8220;Secondo le sue disposizioni, in occasione degli esami di stato, pur essendo obbligati a svolgere la nostra professione in un clima di ansia e paura, alimentato quotidianamente dal governo di cui lei fa parte e dalla commissione tecnico scientifica dallo stesso incaricata, noi docenti, all\u2019ingresso a scuola, dovremmo firmare una dichiarazione nella quale asseriamo di non avere la febbre, n\u00e9 i sintomi del Covid-19, di non essere stati in quarantena, n\u00e9 di essere stati a contatto con soggetti positivi negli ultimi 14 giorni. Liberando lei e la pletora di scienziati e burocrati che ha partorito questo obbrobrio da ogni responsabilit\u00e0. Dovremmo ancora indossare le mascherine, ininterrottamente, per non meno di cinque o sei ore, con i gravi rischi che ci\u00f2 comporta per la nostra salute. Senza sottovalutare il regime da ambulatorio medico imposto ai candidati. Che potranno presentarsi non prima dei 15 minuti precedenti l\u2019esame, con un solo accompagnatore, e che dovranno volatilizzarsi all\u2019istante, una volta conclusa la prova.<br \/>\n&#8220;E lei questa la chiama scuola? Questi li chiama esami di stato? Svolti in un\u2019atmosfera da <em>disaster movie<\/em> di cui non si comprendono il motivo e l\u2019utilit\u00e0.<br \/>\n&#8220;\u00c8 gi\u00e0 sbagliato stabilire ufficialmente le regole del gioco il 16 maggio, appena un mese prima degli esami. \u00c8 altrettanto sbagliato distogliere i docenti dalla loro missione, la didattica, l\u2019insegnamento, per sommergerli di moduli e scartoffie somministrati con tempistiche indegne perfino di una pubblica amministrazione inefficiente: Pai, Pia\u2026 sembra di essere in una storia di Walt Disney. Mentre \u00e8 solo un incubo, che coincide con il colpo di grazia all\u2019istruzione e al suo significato. Sbagliato, ancora, \u00e8 impartire le istruzioni su come svolgere gli adempimenti poco prima della scadenza. L\u2019idea che noi addetti ai lavori ne ricaviamo \u00e8 di una pressoch\u00e9 totale assenza di organizzazione e di visione d\u2019insieme.<br \/>\n&#8220;Il tutto frutto della necessit\u00e0 di fare propaganda a ogni costo. Perch\u00e9, vede, le alternative erano due. E molto semplici. O l\u2019emergenza \u00e8 finita e, allora, \u00e8 possibile svolgere gli esami di stato in presenza, in totale sicurezza e fiducia. O non lo \u00e8 e, allora, chi rappresenta le istituzioni ha il sacro dovere di evitare simili pantomime, con conseguenti rischi, anche di natura psicologica, per lavoratori e studenti. <em>Tertium non datur<\/em>. E siccome il ministero della salute e l\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 dicono che esistono ancora dei focolai in quasi tutta Italia. Siccome l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, che a Roma gode di grande credito malgrado le tante cantonate prese, non fa altro che ammonire sui rischi di un\u2019emergenza che ritiene tutt\u2019altro che archiviata, mi dica lei cosa dovremmo pensare noi comuni mortali. Che ci esponete deliberatamente a un pericolo che voi stessi dichiarate ancora attuale?<br \/>\n&#8220;Lucia Azzolina, non si alimenta un clima di terrore perenne per poi contraddirsi nei fatti e tirare fuori dal cilindro un esame di stato in presenza con prescrizioni da reparto malattie infettive. Ci vuole coerenza. Ci vuole chiarezza. Soprattutto, un leader, quale un ministro dovrebbe essere, dovrebbe mettere i propri uomini e le proprie donne nelle condizioni di rendere al meglio. Non al peggio delle proprie possibilit\u00e0.<br \/>\n&#8220;Ha letto le pubblicazioni scientifiche sulle conseguenze dello stress che pu\u00f2 scaturire da una simile situazione, oltre che dalla didattica a distanza, soprattutto tenendo conto che la classe insegnante italiana \u00e8 la pi\u00f9 anziana d\u2019Europa? Ha idea di cosa significa convivere con la paura alimentata dagli allarmi che diffondete ininterrottamente da mesi, portandosela perfino in classe? Siete riusciti addirittura a prevedere, in vista del rientro a scuola, a settembre, l\u2019obbligo della mascherina per i bambini che, in base a studi effettuati da pi\u00f9 che autorevoli scienziati, come Sara Gandini, direttore di ricerca dell\u2019Istituto europeo di oncologia, non sono predisposti, salvo eccezioni, a contrarre il virus. Ancora meno a diffonderlo.<br \/>\n&#8220;Lei \u00e8 una docente e mi meraviglia apprendere che questa \u00e8 la sua concezione di scuola. Un esamificio, nel migliore dei casi, nel quale, a dispetto delle reali esigenze dei nostri ragazzi, mandare in scena a tutti i costi un\u2019esibizione pubblica di efficientismo. Un lager, o un laboratorio di esperimenti sociologici ed epidemiologici, nel peggiore.<br \/>\n&#8220;Lucia Azzolina, lo scorso dicembre lei ha rilevato il ministero da un suo collega che ha avuto il coraggio, rarissimo in politica, di dimettersi perch\u00e9 la scuola nella quale credeva era stata calpestata dal governo del quale faceva parte. Esattamente come avevano fatto tutti i governi precedenti, quelli che lei dice di disprezzare. A questo punto, le chiedo dove sono le differenze. E, mi creda, non \u00e8 la Settimana enigmistica.<br \/>\n&#8220;Questa \u00e8 la scuola nella quale lei crede? Non so se avr\u00e0 mai la possibilit\u00e0 di lavorare come dirigente scolastica, grazie agli esiti di quel concorso al quale ha deciso di partecipare, mettendosi in competizione con altri docenti, nonostante la veste di deputata, di componente della commissione cultura. Trascurando che, se \u00e8 prevista un\u2019indennit\u00e0 per i parlamentari, \u00e8 proprio per compensare eventuali rinunce fatte a causa del ruolo istituzionale. Ruolo liberamente scelto e non certo ordinato dal medico. \u2018Il trattamento economico dei parlamentari, nel complesso, \u00e8 dunque concepito come condizione dell&#8217;esercizio indipendente di una fondamentale funzione costituzionale e, al tempo stesso, come garanzia che tutti i cittadini, senza riguardo al patrimonio o al reddito, possano realmente concorrere alla elezione delle Camere. Tale trattamento, di cui \u00e8 parte essenziale anche la pensione spettante dopo la cessazione dal mandato, \u00e8 finalizzato a creare le condizioni per cui il parlamentare possa impegnarsi nelle sue funzioni &#8211; a scapito del lavoro o di altre attivit\u00e0 economiche &#8211; senza dover dipendere da altri soggetti, incluso il partito politico cui appartiene\u2019. Lo dice il sito istituzionale online del Senato della Repubblica. E lei, che \u00e8 laureata in legge, docente, dirigente scolastica <em>in pectore<\/em>, deputata e ministra, questa materia dovrebbe ben conoscerla.<br \/>\n&#8220;Non so nemmeno se mai torner\u00e0 in classe o preferir\u00e0 insistere nella carriera politica. N\u00e9 so quale sia, oggettivamente, il male minore. Quel che so \u00e8 che, oggi, lei ha una grande opportunit\u00e0: quella di fare la cosa giusta. Di fare il bene di persone, spesso non pi\u00f9 giovani, i docenti italiani, che tra pochi giorni dovranno sottoporsi a uno stress psico &#8211; fisico inaccettabile in una societ\u00e0 ritenuta civile. Di fare il bene degli studenti, affinch\u00e9 non abbiano come ultimo ricordo della scuola quello di un laboratorio di esami clinici gestito in tempo di guerra, ma quello di un luogo di apprendimento, di arricchimento, di partecipazione, di gioia, di crescita, di condivisione. Un luogo di cultura. Quel che so \u00e8 che, oggi, lei ha questa grande opportunit\u00e0. E la sta gettando letteralmente alle ortiche&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Fabio Bonasera<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo qui di seguito una lunga lettera aperta indirizzata alla ministra dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina da Fabio Bonasera, docente di Diritto ed economia presso l&#8217;ITET &#8220;Tomasi di Lampedusa&#8221; di Sant&#8217;Agata Militello. 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