{"id":43794,"date":"2020-05-22T10:41:09","date_gmt":"2020-05-22T08:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=43794"},"modified":"2020-05-22T10:41:09","modified_gmt":"2020-05-22T08:41:09","slug":"rischi-di-un-mare-caldo-e-unestate-sahariana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/05\/22\/rischi-di-un-mare-caldo-e-unestate-sahariana\/","title":{"rendered":"Rischi di un mare caldo e un\u2019estate Sahariana"},"content":{"rendered":"<p>Mi stava a cuore sviscerare esaustivamente l&#8217;argomento piuttosto delicato, con la finalit\u00e0 di sgombrare il campo da ogni perplessit\u00e0 e incognita.<br \/>\nScandagliamo scrupolosamente il mare nostrum e usiamo come metafora un enorme serbatoio energetico.<br \/>\nQuando la circolazione atmosferica viene dinamicizzata da scambi meridiani e non persevera nessuna alta pressione ostinata, questo serbatoio risulta vacante.<br \/>\nViceversa, quando l&#8217;anticiclone subtropicale inizia a prendere confidenza e vessare ripetutamente il Mediterraneo centrale, la disponibilit\u00e0 di benzina ( tecnicamente CAPE INDEX) aumenta esponenzialmente di pari passo con la massima insolazione.<br \/>\nPertanto, l&#8217;anticiclone subtropicale non \u00e8 altro che un erogatore di carburante, che viene azionato da saccature iberiche o ( peggio ancora) da pericolosissimi cut ff marocchini.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di benzina immessa all&#8217;interno di questo serbatoio dipende da alcuni fattori:<br \/>\n1) intensit\u00e0 dell&#8217;ondata di calore<br \/>\n2) totale assenza di ventilazione<br \/>\n3) durata dell&#8217;ondata di calore<br \/>\n4) accumulo di umidit\u00e0 nei bassi strati.<br \/>\nE non \u00e8 finita qui. Una ulteriore insidia \u00e8 rappresentata dal rapido riscaldamento superficiale del Tirreno meridionale. Il mare caldo superficialmente non fa altro che fornire umidit\u00e0 alla libera atmosfera, accentuando ragguardevolmente l&#8217;intensit\u00e0 dei moti convettivi e degli updrafts.<br \/>\nNon a caso, le alluvioni pi\u00f9 apocalittiche sono quasi sempre intercorse nel periodo autunnale, quando la temperatura del mare oscilla dai 20 ai 25\u00b0.<br \/>\nMa il mare caldo non sempre ci condanna ad un autunno catastrofico, qualora le sinottiche non concorrono alla perfezione. Ad esempio, sar\u00e0 difficile assistere a fenomeni alluvionali qualora l&#8217;alta pressione dovesse traccheggiare a lungo. In parole povere, occorre un drastico cambio circolatorio, un alito fresco a 500 hpa che entri in conflitto con un catino caldo pre esistente.<br \/>\nI contrasti termici fra i bassi strati e la media troposfera, a questo punto diventano determinanti.<br \/>\nDurante la terza decade di Maggio, il Tirreno meridionale potrebbe raggiungere i 21.4\u00b0 superficialmente e a mio avviso, fare il pieno di benzina fra Maggio e Giugno non \u00e8 mai rassicurante per il lungo termine. Ricordiamoci che almeno fino a met\u00e0 Settembre, il Mediterraneo \u00e8 soggetto a importanti riscaldamenti simil caraibici.<br \/>\nStiamo molto attenti, perch\u00e8 questo accumulo di calore potrebbe nuocere gravemente alla salute naturalistica, ambientalistica e geologica. Stiamo in campana!<br \/>\nAlessio Campobello<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi stava a cuore sviscerare esaustivamente l&#8217;argomento piuttosto delicato, con la finalit\u00e0 di sgombrare il campo da ogni perplessit\u00e0 e incognita. Scandagliamo scrupolosamente il mare nostrum e usiamo come metafora un enorme serbatoio energetico. Quando la circolazione atmosferica viene dinamicizzata da scambi meridiani e non persevera nessuna alta pressione ostinata, questo serbatoio risulta vacante. 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