{"id":43761,"date":"2020-05-21T09:41:01","date_gmt":"2020-05-21T07:41:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=43761"},"modified":"2020-05-21T09:41:01","modified_gmt":"2020-05-21T07:41:01","slug":"furti-agli-anziani-arrestata-banda-di-rom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/05\/21\/furti-agli-anziani-arrestata-banda-di-rom\/","title":{"rendered":"Furti agli anziani: arrestata banda di rom"},"content":{"rendered":"<p>Questa mattina sono stati arrestati sei rom, domiciliati in campi nomadi della provincia di Roma, in quanto si sarebbero resi responsabili, tra le altre cose, del reato di furto in danno di alcune persone anziane, che sarebbe stato commesso nel Messinese. In particolare, alle prime luci dell\u2019alba di oggi, in Roma e Guidonia Montecelio (RM), i carabinieri della Compagnia di Patti, con il supporto dei militari della Compagnia di Tivoli (RM), in esecuzione di un\u2019ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, hanno arrestato la 42enne <strong>Marika Goman<\/strong>, la 61enne <strong>Nina Goman<\/strong>, la 40enne <strong>Renata <\/strong><strong>Goman<\/strong>, la 34enne <strong>Sonia Goman<\/strong>, il 32enne <strong>Mirko Jovanovic <\/strong>e il 46enne <strong>Kristijan<\/strong>\u00a0<strong>Orsus<\/strong>, ritenuti responsabili &#8211; a vario titolo &#8211; di furto aggravato in concorso, estorsione in concorso, indebito utilizzo di carte di credito, uso di atto falso e false dichiarazioni a pubblico ufficiale.<br \/>\nIl provvedimento restrittivo scaturisce dalle attivit\u00e0 di indagine sviluppate dalla Sezione Operativa della Compagnia carabinieri di Patti e dalle Stazioni di Santa Domenica Vittoria, San Piero Patti e Ficarra, i cui esiti hanno consentito di ricostruire le presunte attivit\u00e0 criminali commesse dagli indagati che, tra il 2017 ed il 2018, in alcuni Comuni della provincia di Messina, si sarebbero resi responsabili di numerosi reati contro il patrimonio, tanto pi\u00f9 odiosi, in quanto commessi in danno di persone ultraottantenni, prescelte come vittime in ragione della loro vulnerabilit\u00e0.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 investigativa ha avuto origine da una denuncia sporta nel giugno 2017 da un\u2019anziana donna 85enne di Santa Domenica Vittoria, la quale si \u00e8 rivolta ai carabinieri della locale Stazione dopo essersi accorta che dalla propria abitazione erano stati rubati 11.800 euro in denaro contante, la propria carta d\u2019identit\u00e0 ed una carta Bancoposta con i relativi codici da cui erano stati effettuati tre prelievi da 600 euro l\u2019uno, presso gli uffici postali situati a Giarre (CT) e Campora San Giovanni (CS).<br \/>\nLa vittima ha raccontato ai militari che, pochi giorni prima di accorgersi dell\u2019ammanco dei valori, due donne di giovane et\u00e0 si erano furtivamente introdotte all\u2019interno della sua abitazione mentre lei era impegnata ad innaffiare i fiori. L\u2019anziana aveva sorpreso le due intruse all\u2019interno del salotto di casa e queste si erano giustificate dicendo che una di loro era in stato di gravidanza e necessitava del bagno, carpendo, in tal modo, la fiducia dell\u2019anziana signora che acconsentiva al suo utilizzo. In seguito, prima di lasciare l\u2019abitazione le due donne abbracciavano contemporaneamente la malcapitata per lunghi secondi, al fine di distrarla ed impedirle di notare, evidentemente, altri movimenti sospetti.<br \/>\nAlcuni mesi dopo, alla fine del mese di dicembre 2017 si \u00e8 verificato un ulteriore furto, in danno di una signora 83enne di San Piero Patti, commesso con modalit\u00e0 assimilabili al precedente. In quella circostanza, una donna, successivamente identificata in <strong>Marika Goman<\/strong>, dopo aver citofonato all\u2019abitazione della vittima, si era introdotta all\u2019interno della casa con il pretesto di chiedere informazioni sul conto di una certa \u201cMaria\u201d. Una volta in casa, l\u2019indagata entrava in varie stanze, allontanandosi appena appreso che il marito della vittima stava rincasando. La vittima constatava in seguito che le era stata sottratta la carta Bancoposta con relativi codici da cui, successivamente, veniva effettuato un prelievo di 600 euro da uno sportello di Falcone (ME).<br \/>\nGli ulteriori reati accertati sono avvenuti nel mese di giugno del 2018. In particolare, in una circostanza, un furto \u00e8 stato commesso in danno di una signora 87enne di Ficarra. In quell\u2019occasione la vittima aveva lasciato la porta della propria abitazione aperta mentre si trovava nel giardino ed aveva notato all\u2019interno della sua propriet\u00e0 due donne, una delle quali successivamente identificata in <strong>Sonia <\/strong><strong>Goman<\/strong>, le quali per giustificare la loro presenza, si erano proposte come badanti, disponibili ad offrire assistenza a domicilio alla vittima. L\u2019anziana declinava l\u2019offerta e allontanava le due giovani, salvo poi accorgersi che da una credenza della propria abitazione erano stati asportati alcuni documenti d\u2019identit\u00e0, 500 euro in contanti ed una carta Bancoposta ed i codici di accesso da cui erano stati successivamente prelevati 600 euro presso uno sportello di Brolo (ME).<br \/>\nSempre in Santa Domenica Vittoria alcuni malviventi hanno colpito nuovamente la stessa anziana derubata esattamente un anno prima. In questa occasione, senza che la vittima se ne accorgesse, una donna successivamente identificata in <strong>Marika<\/strong>\u00a0<strong>Goman <\/strong>si era introdotta nell\u2019abitazione asportando un borsellino con all\u2019interno la carta Bancoposta ed i relativi codici, con cui veniva in seguito effettuato un prelievo di 600 euro presso uno sportello di Falcone (ME). Gli accertamenti condotti dai carabinieri a seguito di questo furto hanno permesso di risalire all&#8217;auto utilizzata dai ladri per commettere il reato che era stata noleggiata presso un autonoleggio situato a Lamezia Terme (CZ) e con il supporto della locale Stazione carabinieri \u00e8 stato possibile, nel corso di un apposito servizio di osservazione, controllare ed identificare <strong>Renata <\/strong><strong>Goman<\/strong>, la donna che aveva noleggiato l\u2019auto. Si \u00e8 accertato che <strong>Renata <\/strong><strong>Goman<\/strong> aveva stipulato, nel corso di quell\u2019anno, ben 12 contratti di noleggio esibendo una patente di guida straniera, risultata falsa. Inoltre la donna, all\u2019atto del controllo, ha esibito anche ai carabinieri di Lamezia Terme tale documento contraffatto, cosicch\u00e9 \u00e8 stata indagata per il reato di uso di atto falso e false dichiarazioni a pubblico ufficiale.<br \/>\nInfine si \u00e8 accertato che durante la loro trasferta siciliana <strong>Marika <\/strong><strong>Goman, Sonia Goman<\/strong> e <strong>Renata Goman <\/strong>unitamente a <strong>Nina Goman<\/strong>, ed a due uomini, <strong>Mirko Jovanovic <\/strong>e<strong> Kristijan Orsus, <\/strong>avevano dimorato presso un albergo di Nizza di Sicilia rendendosi responsabili di estorsione in concorso tra loro, ai danni dell\u2019albergatore. In particolare i carabinieri hanno accertato che in periodi coincidenti a quelli dei furti perpetrati nel Messinese, il gruppo di uomini e donne si era recato, senza prenotazione, presso la struttura alberghiera pretendendo di non pagare o saldando solo in parte il conto delle camere prese in affitto e richiedendo, al contempo, all\u2019albergatore di non essere registrati, rifiutando di esibire i documenti. Tali richieste sarebbero state accompagnate da pesanti minacce attuate sia attraverso la presenza fisica dei due uomini, presentati dalle complici come \u201csoggetti pericolosi\u201d, sia attraverso la prospettazione di ritorsione nei confronti dei familiari dell\u2019albergatore, se lo stesso non avesse acconsentito di sottostare alle richieste del gruppo.<br \/>\nLe indagini, condotte dai carabinieri della Sezione Operativa di Patti e dalle competenti Stazioni carabinieri \u2013 rivelatesi particolarmente complesse, in ragione del ricorso fatto dagli indagati di documenti falsi intestati ad identit\u00e0 fittizie, finalizzati a occultarne la vera identit\u00e0 \u2013 sono state svolte partendo dalle dichiarazioni rese dalle vittime e da alcuni testimoni ed attraverso la visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza nei pressi dei luoghi in cui sono stati commessi i reati e dagli apparati installati presso gli sportelli automatici ove sono stati effettuati i prelievi con i bancomat rubati. Si \u00e8 cos\u00ec potuto risalire ad alcuni dei veicoli utilizzati dai ladri per i loro spostamenti e ad individuare in tal modo gli utilizzatori di questi mezzi e la loro rete relazionale. Sono stati altres\u00ec acquisiti i tabulati del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati, peraltro intestate a prestanome, ricostruendo cos\u00ec, almeno in parte, i loro spostamenti in relazione ai reati. Infine, le fotografie degli indagati sono state visionate dalle anziane vittime che hanno riconosciuto con certezza alcuni degli autori dei reati subiti.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina sono stati arrestati sei rom, domiciliati in campi nomadi della provincia di Roma, in quanto si sarebbero resi responsabili, tra le altre cose, del reato di furto in danno di alcune persone anziane, che sarebbe stato commesso nel Messinese. 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