{"id":42962,"date":"2020-04-30T16:36:57","date_gmt":"2020-04-30T14:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=42962"},"modified":"2020-04-30T16:36:57","modified_gmt":"2020-04-30T14:36:57","slug":"covid-19-tutti-malati-sviluppano-gli-anticorpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/04\/30\/covid-19-tutti-malati-sviluppano-gli-anticorpi\/","title":{"rendered":"Covid 19, tutti malati sviluppano anticorpi"},"content":{"rendered":"<p>Chi guarisce dal Covid 19 sviluppa gli anticorpi protettivi al virus. La conferma arriva da uno studio della Chongqing Medical University, pubblicato sulla rivista &#8220;Nature Medicine&#8221;, che ha rilevato nel 100% dei pazienti analizzati (285) la presenza degli anticorpi IgG, cio\u00e8 quelli prodotti durante la prima infezione e che proteggono a lungo termine. Ci\u00f2 significa che il test sierologico pu\u00f2 essere utile per diagnosticare i pazienti sospetti, risultati negativi al tampone, e identificare quelli asintomatici.<br \/>\nFinora non era chiaro se la risposta degli anticorpi al virus SarsCov2 durasse nel tempo e se il test sierologico potesse essere utile. In questa ricerca, guidata da Ai-Long Huang, si \u00e8 visto che tutti i 285 pazienti studiati avevano sviluppato gli anticorpi specifici per il virus dopo circa 17-19 giorni dalla comparsa dei sintomi, mentre quelli con gli anticorpi IgM (quelli cio\u00e8 che si attivano subito quando l\u2019organismo entra in contatto con una nuova infezione, dando una protezione di breve durata) erano il 94,1%, dopo 20-22 giorni dall\u2019inizio dei sintomi.<br \/>\nNelle prime tre settimane dalla comparsa dei sintomi, c\u2019\u00e8 stato un aumento di entrambi i tipi di anticorpi, anche se quelli IgM hanno mostrato un lieve calo nella terza settimana. Non sono stati invece trovati legami tra le caratteristiche cliniche di ogni malato e il diverso livello di anticorpi. Lo studio ha dimostrato inoltre l\u2019utilit\u00e0 del test sierologico come metodo di sorveglianza su un gruppo di 164 contatti stretti dei pazienti positivi al Covid-19.<br \/>\nDi queste persone, 16 erano risultate positive al tampone, di cui tre asintomatiche. Le altre 148 erano negative al tampone e non avevano sintomi. L\u2019esame sierologico per gli anticorpi \u00e8 stato fatto 30 giorni dopo l\u2019esposizione al virus. Sedici persone positive al tampone avevano tutte gli anticorpi, mentre 7 dei 148 negativi al tampone avevano gli anticorpi specifici per il virus: ci\u00f2 significa che il 4,3% dei contatti stretti era sfuggito al tampone.<br \/>\nInoltre, 10 dei 164 contatti stretti di chi aveva gli anticorpi, era asintomatico. Tuttavia, avvertono gli studiosi, il lavoro presenta limitazioni: non \u00e8 stato fatto il test per rilevare le attivit\u00e0 degli anticorpi IgG nel neutralizzare il virus, e inoltre il campione di pazienti in gravi condizioni studiato \u00e8 piccolo.<br \/>\nIl tampone rimane efficace per confermare precocemente l\u2019infezione, ma l\u2019esame degli anticorpi pu\u00f2 essere importante come complemento per la diagnosi dei casi sospetti negativi al tampone, e nel sorvegliare le persone entrate in contatto con i malati ma asintomatici.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi guarisce dal Covid 19 sviluppa gli anticorpi protettivi al virus. 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