{"id":42951,"date":"2020-04-30T11:12:28","date_gmt":"2020-04-30T09:12:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=42951"},"modified":"2020-04-30T11:12:28","modified_gmt":"2020-04-30T09:12:28","slug":"fase-2-anche-barbieri-e-parrucchieri-sul-piede-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/04\/30\/fase-2-anche-barbieri-e-parrucchieri-sul-piede-di-guerra\/","title":{"rendered":"Fase 2, anche barbieri e parrucchieri sul piede di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Anche barbieri, parrucchieri e pi\u00f9 in generale operatori dell\u2019estetica di Messina avviano la loro protesta contro il governo nazionale, che com\u2019\u00e8 noto ha consentito a questa tipologia di attivit\u00e0 di poter riaprire soltanto a partire dal primo giugno. L\u2019iniziativa, denominata #TagliatiFuori, \u00e8 sostenuta da Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato e consiste nell\u2019aprire simbolicamente luned\u00ec prossimo, data di riapertura per molte altre attivit\u00e0, i propri negozi per 20 minuti (dalle 9.00 alle 9.20). L\u00ec verr\u00e0 esposto l\u2019hashtag che li rappresenta: #TagliatiFuori.<br \/>\n\u201cL\u2019iniziativa nasce dalla necessit\u00e0 di dover dar voce a tutti noi, centri estetici, parrucchieri e barbieri, che ci siamo visti inspiegabilmente ignorati e tagliati fuori dalla cos\u00ec detta \u201cFase 2\u201d del governo Conte, che ci ha costretti ad abbassare le saracinesche tra i primi (l\u20198 marzo) e ha poi deciso di farci aprire per ultimi (il 1\u00b0 giugno)\u201d, si legge in una nota a firma di oltre 50 operatori dell\u2019estetica.<br \/>\n\u201cQuello che chiediamo \u00e8 di non essere #TagliatiFuori da questa fase, &#8211; si continua a leggere nella nota &#8211; chiediamo di poter riaprire al pi\u00f9 presto con delle linee guida ufficiali che riguardano la sanificazione e le disposizioni anticovid, l\u2019igiene e l\u2019accoglienza, chiediamo di avere una liquidit\u00e0 sotto forma di prestiti a fondo perduto, chiediamo maggiore tutela per i nostri dipendenti, chiediamo che il sistema di tassazione con le relative scadenze venga rivisto e rielaborato, altrimenti ci ritroveremo ad abbassare definitivamente le saracinesche.<br \/>\n\u201cTutte le restrizioni adottate fino in questo momento, che riteniamo ovviamente giuste per tutelare la salute di tutti, hanno per\u00f2 creato un buco enorme nel nostro settore. Siamo stati privati di circa il 70\/80% degli incassi annuali ordinari, e il riconoscimento del \u2018bonus 600 euro\u2019 \u00e8 per noi un\u2019umiliazione: non \u00e8 nulla in confronto a quanto siamo tenuti a pagare in termini di tasse e contributi. I nostri collaboratori e dipendenti stanno affrontando una situazione gravissima non avendo ancora oggi percepito alcun reddito dai rispettivi fondi bilaterali di appartenenza.<br \/>\n\u201cLa decisione presa dal Governo mette in ginocchio la categoria! Non c&#8217;\u00e8 nessuna misura a favore di questo comparto: negozi tagliati fuori, collaboratori tagliati fuori, fornitori tagliati fuori, tutto l&#8217;indotto tagliato fuori. Migliaia di operatori del settore e le loro famiglie continuano ad affrontare una situazione gravissima. A tutto ci\u00f2 bisogna aggiungere che, paradossalmente, l\u2019Inps non ha ancora riconosciuto la sospensione del pagamento dei contributi sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, sebbene questa sia prevista nel D.L. 18\/2020, per cui rischiamo che ci vengano recapitati avvisi di mancato pagamento con applicazione di sanzioni ed interessi, come se ci\u00f2 non dipendesse dal Coronavirus ma da una nostra voluta inadempienza. Quello che inoltre evidenziamo \u00e8 la totale mancanza di precise linee guida inerenti ai protocolli di sicurezza da seguire all\u2019interno delle nostre attivit\u00e0 nel momento in cui apriremo. Per quanto riguarda poi l\u2019aspetto dell\u2019accesso ai finanziamenti, di cui altrimenti non avremmo avuto bisogno, riteniamo che questi andrebbero concessi con il 100% a fondo perduto, senza lungaggini burocratiche legate all\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019azienda, eliminando quindi la valutazione del merito creditizio e tutte le indagini bancarie in questo caso fini a s\u00e9 stesse.<br \/>\n\u201cAltro problema di cui il Governo e la Regione dovrebbero tenere in considerazione \u00e8 il dilagarsi del lavoro nero che, a causa del protrarsi delle chiusure obbligatorie dei locali in regola, si comincer\u00e0 a diffondere a macchia d\u2019olio, sia per colpa di chi gi\u00e0 prima dell\u2019emergenza coronavirus operava illecitamente, sia a causa della frustrazione che tutti i nostri clienti stanno vivendo ormai da ben due mesi. Sotto questo aspetto rinnoviamo la necessit\u00e0 di maggiori controlli sia verso i lavoratori abusivi che verso i loro fornitori; sarebbe opportuno creare una rete di controllo delle vendite che riguardano tutti i materiali specifici del nostro settore. Altrettanto importante \u00e8 poi la necessit\u00e0 di predisporre sin da subito apposite misure economiche preventive capaci di tutelarci nel caso in cui, come gi\u00e0 ipotizzato e comunicato in tutte le trasmissioni televisive, si dovesse ripresentare un nuovo rischio di contagi che implichi una ulteriore chiusura delle nostre attivit\u00e0.<br \/>\n\u201cPassando invece all\u2019aspetto morale, chiediamo innanzitutto maggiore valore alla nostra dignit\u00e0, finora calpestata senza ritegno da tutte le decisioni prese da questo Governo e da questa Regione. Chiediamo che sia concesso a tutte le aziende, in grado di garantire sufficienti livelli di sicurezza igienica e sanitaria, di poter riaprire immediatamente, predisponendo appositi protocolli operativi atti a garantire la sicurezza all\u2019interno del proprio negozio, come d\u2019altronde gi\u00e0 previsto dall\u2019attuale normativa vigente.<br \/>\n\u201cAlla luce di tutto quanto suddetto, abbiamo deciso di unirci al gruppo di titolari di centri estetici, parrucchieri e barbieri di Palermo, per manifestare il nostro risentimento e protestare, chiaramente in maniera civile e pacifica, luned\u00ec 4 maggio 2020. Tutti insieme apriremo i nostri locali ed esporremo il nostro manifesto \u201c#TagliatiFuori\u201d dalle ore 9:00 alle ore 9:20.<br \/>\n\u201cCi farebbe piacere che al nostro fianco ci fossero anche le forze politiche che attualmente ci rappresentano, per cui rivolgiamo ufficialmente l\u2019invito a voler partecipare sostenendoci esponendo il nostro #tagliatifuori, al sindaco De Luca, a tutti i rappresentanti comunali, a tutti gli esponenti regionali nonch\u00e9, ai rappresentanti delle associazioni di categoria. Non vogliamo immaginare una citt\u00e0 senza Barbieri, Parrucchieri e Centri Benessere, n\u00e9 vogliamo immaginare una citt\u00e0 in cui si favorisca il lavoro nero\u201d.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche barbieri, parrucchieri e pi\u00f9 in generale operatori dell\u2019estetica di Messina avviano la loro protesta contro il governo nazionale, che com\u2019\u00e8 noto ha consentito a questa tipologia di attivit\u00e0 di poter riaprire soltanto a partire dal primo giugno. 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