{"id":42810,"date":"2020-04-27T10:57:15","date_gmt":"2020-04-27T08:57:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=42810"},"modified":"2020-04-27T10:57:15","modified_gmt":"2020-04-27T08:57:15","slug":"coronavirus-e-la-crisi-economica-in-citta-chi-paga-il-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/04\/27\/coronavirus-e-la-crisi-economica-in-citta-chi-paga-il-conto\/","title":{"rendered":"Coronavirus e la crisi economica in citt\u00e0: Chi paga il conto?"},"content":{"rendered":"<p class=\"s3\" style=\"text-align: justify;\">Per rispondere a tale quesito rivolgiamo lo sguardo alla tipologia dei redditi percepiti in citt\u00e0 partendo subito da un primo dato. Nel 2018 (ultima informazione disponibile) il 43% della popolazione residente in citt\u00e0 (circa 100.000 persone) non hadichiarato alcun tipo di reddito. Se teniamo fuori da questo conto i giovani, ossia i soggetti di et\u00e0 compresa tra 0 e 19 anni, circa 40 mila persone, questo segmento di popolazione includer\u00e0, in prevalenza, moltissime donne che hannorinunziato da tempo a cercare lavoro ed una cospicua fetta disoggetti che popolano il folto bosco del mercato nero, alcuni dei quali \u201csopravvivono\u201d di espedienti. Difficile misurare l\u2019impatto che il Corona Virus ha generato su questa fascia di popolazione, ma non escludo che gli effetti siano statidirompenti; soprattutto per coloro che vivono di lavori -se cos\u00ec si possono definire- retribuiti ad ore e a giornate.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p class=\"s6\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s5\">Secondo<\/span> <span class=\"s5\">elemento<\/span><span class=\"s5\">.<\/span> E\u2019 noto che i soggetti che dichiarano redditi da lavoro dipendente e da pensione costituiscono il90% circa del totale delle dichiarazioni fiscali. Ora, i pensionati e i pubblici dipendenti hanno i redditi garantiti dallo Stato. Anche per i dipendenti regolarmente assunti dalle imprese private, tuttavia, lo Stato \u00e8 intervenuto attraverso l\u2019erogazione della cassa integrazione (anche quella in deroga). C\u2019\u00e8 stato in Sicilia, a causa di una inefficiente burocrazia regionale, un forte ritardo nell\u2019erogazione di tale contributo; ma ci\u00f2 che conta \u00e8 che anche la stragrande maggioranza di questi redditi \u00e8 stata garantita dallo Stato. I percettori di redditi da immobili, inoltre, -specie quelli concessi in locazione alle attivit\u00e0 commerciali- sembra si siano garantitida soli. I commercianti hanno lamentato spesso la mancanza di sensibilit\u00e0 da parte dei proprietari degli immobili che, al di l\u00e0 delle oggettive difficolt\u00e0, hanno comunque preteso il pagamento del canone di locazione.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p class=\"s7\" style=\"text-align: justify;\">\u200b<span class=\"s5\">Terzo <\/span><span class=\"s5\">elemento<\/span>. Nel caso dei redditi da lavoro autonomo la situazione \u00e8 leggermente pi\u00f9 articolata. In primo luogo coloro che dichiarano redditi da lavoro autonomo (artigiani, professionisti, agenti di commercio, etc\u2026) sono poco pi\u00f9 di 3.000. All\u2019interno di tale categoria, inoltre, si trovano soggetti con fasce di reddito molto variegate; dal coloro che guadagnano 15.000 euro l\u2019anno (piccoli artigiani) a riconosciuti professionisti con redditi superiori ai 100.000 euro. Una parte dei lavoratori autonomi (avvocati, notai, commercialisti), poi, lavora a \u201cprestazione\u201d e spesso pu\u00f2 risultare difficile individuare quante prestazioni sono state interrotte in questo periodo. Il governo, comunque, \u00e8 intervenuto in questo settore con un contributo destinato ai lavoratori autonomi di 600 euro. Si tratta di un modesto sussidio e tanti reclamano interventi pi\u00f9 consistenti. E\u2018 pur vero, tuttavia, che in molte professioni, vedi quella degli avvocati per esempio, i problemi di natura economica vengono da lontano ed \u00e8 ragionevole pensare che la crisi del corona virus li abbia soltanto fatti emergere nella loro cruda oggettivit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"s6\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s8\">Dulcis in fundo<\/span> la tipologia sicuramente pi\u00f9 colpita dalla crisi, i redditi da impresa e soprattutto quelli della piccola impresa, individuale e\/o familiare, con un scarso numero di dipendenti, rimasta ferma in questo periodo. Come \u00e8 noto il settore delle piccole imprese presentava gi\u00e0 prima della pandemia enormi criticit\u00e0. Nel 2018 erano pi\u00f9 di <span class=\"s5\">8<\/span><span class=\"s5\">.<\/span><span class=\"s5\">000<\/span> le imprese inattive e circa <span class=\"s5\">5.000<\/span> le ditte individuali che,registrando perdite di esercizio nell\u2019anno corrente,presentavano un imponibile pari a zero. Non \u00e8 dato sapere quante di queste aziende riprenderanno le attivit\u00e0 e se la crisi ha distrutto irreversibilmente quel poco di capitale umano e finanziario che consentiva loro di sopravvivere. Per le piccole imprese rimanenti (altre <span class=\"s5\">5.0<\/span><span class=\"s5\">00<\/span>) la sfida \u00e8 quella della ripartenza.<\/p>\n<p class=\"s6\" style=\"text-align: justify;\">Il governo \u00e8 intervenuto anche a sostegno dei redditi dei piccoli imprenditori con l\u2019erogazione delle 600 euro; una somma irrisoria, tuttavia, che non \u00e8 stata nemmeno sufficiente per coprire quei costi che non \u00e8 stato possibile rinviare per decreto. Il governo nazionale si \u00e8 inoltre preoccupato di far pervenire liquidit\u00e0 alle imprese attraverso le garanzie prestate al sistema bancario; ma sempre di un debito si tratta, anche se a costi minimi, un debito che peser\u00e0 nella fase di ripartenza dove serviranno inevitabilmente risorse aggiuntive. In estrema sintesi, quindi, perdite significative, mancato guadagno, maggiore debito, fatturato azzerato e per molte imprese (specialmente quelle che operano nel settore del commercio e della ristorazione) un futuro incerto. <span class=\"s5\">Cosa chieder di pi\u00f9?<\/span><\/p>\n<p class=\"s6\" style=\"text-align: justify;\">A pagare il conto pi\u00f9 salato saranno quindi i \u201cpiccoli\u201d imprenditori ed alcuni soggetti in \u201cnero\u201d. E\u2019 auspicabile pertanto che nella prossima manovra di bilancio sia previsto un congruo contributo a fondo perduto alle piccole imprese, calibrato sul fatturato registrato nel corso dell\u2019anno precedente, a parziale ristoro delle perdite subite e per sostenere la fase di ripartenza; cos\u00ec come si render\u00e0 necessario estendere le misure finalizzate a sostenere i redditi degli indigenti e di quei numerosi soggetti che non godono di alcuna garanzia e protezione perch\u00e9 nascosti al fisco e alla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>\u200b\u200b\u200b\u200b\u200b\u200b\u200b\u200bMichele Limosani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per rispondere a tale quesito rivolgiamo lo sguardo alla tipologia dei redditi percepiti in citt\u00e0 partendo subito da un primo dato. Nel 2018 (ultima informazione disponibile) il 43% della popolazione residente in citt\u00e0 (circa 100.000 persone) non hadichiarato alcun tipo di reddito. 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