{"id":42173,"date":"2020-04-07T13:05:21","date_gmt":"2020-04-07T11:05:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=42173"},"modified":"2020-04-07T13:05:21","modified_gmt":"2020-04-07T11:05:21","slug":"allarme-sociale-per-i-lavoratori-in-nero-uil-e-in-atto-un-altro-dramma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/04\/07\/allarme-sociale-per-i-lavoratori-in-nero-uil-e-in-atto-un-altro-dramma\/","title":{"rendered":"Allarme sociale per i lavoratori in nero, Uil: &quot;\u00c8 in atto un altro dramma&quot;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il sud Italia potrebbe essere chiamato ad affrontare un\u2019emergenza nell\u2019emergenza, di cui purtroppo ancora non si sta parlando sufficientemente. L\u2019emergenza coronavirus probabilmente verr\u00e0 ricordata non soltanto per i suoi disastrosi effetti sul fronte sanitario, ma anche sotto il profilo economico. Non a caso nelle ultime settimane le istituzioni ad ogni livello si sono mobilitate nell\u2019elargire aiuti economici a favore delle famiglie maggiormente in difficolt\u00e0. Il fatto \u00e8 che spesso questi aiuti escludono del tutto quelle famiglie che si sostenevano finanziariamente grazie al lavoro in nero. Fermo restando che quello del lavoro in nero rimane una piaga sociale che va eradicata con ogni mezzo, \u00e8 altrettanto vero che in questa fase emergenziale andrebbe aiutato chiunque, nessuno escluso.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul tema sono intervenuti Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo, rispettivamente, segretari generali della Uil Messina e della Feneal-Uil Messina-Palermo: \u201cCome era ampiamente prevedibile, accanto al tragico bilancio sanitario che nel nostro paese sta gi\u00e0 contando oltre 16.500 vittime, il maledetto Covid-19 e il conseguente necessario lockdown stanno provocando una vera e propria ecatombe sociale che, nel debolissimo tessuto economico della provincia di Messina, equivale ad uno tsunami senza precedenti. Qualche numero per comprendere le proporzioni delle macerie sociali: in appena due settimane sono quasi 3.500 le richieste di avvio della procedura di cassa integrazione che abbiamo ricevuto da parte delle aziende. Si tratta di una platea di circa 9.000 lavoratori. Numeri paurosi e ancora assolutamente provvisori che rendono l\u2019idea dei danni collaterali che sta producendo la pandemia\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cInsieme a tutte le nostre categorie, nel mantenere aperti i nostri uffici di Patronato e Caf al servizio dei lavoratori, stiamo operando ininterrottamente e siamo coinvolti nelle previste procedure di consultazione sindacale telematica per garantire in tempi pressoch\u00e9 immediati l\u2019assistenza ai lavoratori e il supporto a tutti i consulenti del lavoro della nostra provincia, ai quali rivolgiamo il nostro plauso per la professionalit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 che stanno dimostrando nell\u2019espletamento delle procedure per il riconoscimento della cassa integrazione\u201d hanno continuato i sindacalisti. La Uil di Messina ha messo in atto ogni azione necessaria per snellire l&#8217;iter della programmata consultazione sindacale affinch\u00e9 questo imponente lavoro si possa rapidamente tramutare in concreta liquidit\u00e0 nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori. In questo quadro \u00e8 fondamentale l\u2019azione dell\u2019Inps affinch\u00e9 si arrivi alla liquidazione delle risorse in tempi rapidissimi: oggi vi sono migliaia e migliaia di famiglie che non hanno assolutamente nulla. Tutti gli attori istituzionali devono, per\u00f2, essere consci che queste misure, certamente importanti, non basteranno ed<strong> \u00e8 indispensabile che il governo nazionale e quello regionale continuino ad intervenire sapendo, senza ipocrisie di sorta, che nella nostra realt\u00e0 vi \u00e8 un esercito di lavoratori a nero che vivono un dramma nel dramma:<\/strong> si tratta di migliaia di famiglie che non riceveranno alcun risorsa dagli ammortizzatori sociali e nei confronti delle quali nessuno pu\u00f2 voltarsi dall\u2019altra parte o pensare di abbandonarle\u201d, hanno proseguito i due sindacalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Relativamente alla ricostruzione del tessuto economico della citt\u00e0, i sindacalisti dichiarano: \u201cAuspichiamo che il sindaco cominci, finalmente, ad attivarsi concretamente per ragionare riguardo un\u2019indispensabile programmazione finalizzata alla ricostruzione economica e sociale. La finisca di emulare e scimmiottare tristi figuri del passato condannati dalla storia che tanti danni hanno provocato al nostro paese e, nelle more delle infinite dirette Facebook, predisponga tutti gli investimenti nelle facolt\u00e0 dell\u2019amministrazione comunale. Investire e pompare risorse, deve essere questa la parola d\u2019ordine, anche attraverso la riprogrammazione dei fondi Europei; somme da indirizzare al contrasto dell\u2019emergenza ma, soprattutto, per facilitare la ripartenza economica e sociale del nostro territorio. Il Comune deliberi celermente i pagamenti a favore dei tanti fornitori che vantano crediti, al fine di consentire il pagamento dei lavoratori delle medesime imprese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cGiocare a firmare decine di inutili ordinanze per poi fare marcia indietro in quanto sistematicamente stoppate, &#8211; concludono i sindacalisti &#8211; comprare droni a prezzi ignoti per proferire turpiloqui gratuiti o annunciare di fornire generi di prima necessit\u00e0 ai cittadini in difficolt\u00e0 salvo poi prevedere parametri di accesso pressoch\u00e9 impossibili, tutto ci\u00f2 \u00e8 poco sensato. L\u2019unico imperativo e il preciso dovere che, oggi, una normale amministrazione dovrebbe compiere \u00e8 il lavoro sinergico con tutte le istituzioni e le autorit\u00e0 sanitarie, nonch\u00e9 la fornitura di beni di prima necessit\u00e0 a favore delle fasce vulnerabili della societ\u00e0. Purtroppo, a Messina tutto ci\u00f2 non sta accadendo in quanto assistiamo ad un\u2019inutile baraonda finalizzata esclusivamente all\u2019audience via social. La Uil \u00e8 pronta a dare il suo fattivo contributo alla ricostruzione di Messina e della sua provincia. \u00c8 un\u2019impresa ardua e complicatissima, ma decisamente non impossibile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sud Italia potrebbe essere chiamato ad affrontare un\u2019emergenza nell\u2019emergenza, di cui purtroppo ancora non si sta parlando sufficientemente. L\u2019emergenza coronavirus probabilmente verr\u00e0 ricordata non soltanto per i suoi disastrosi effetti sul fronte sanitario, ma anche sotto il profilo economico. 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