{"id":41905,"date":"2020-04-01T17:05:06","date_gmt":"2020-04-01T15:05:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=41905"},"modified":"2020-04-01T17:05:06","modified_gmt":"2020-04-01T15:05:06","slug":"mastroeni-probabilmente-sottostimato-il-numero-degli-infetti-non-si-spiegherebbero-tutti-questi-morti-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/04\/01\/mastroeni-probabilmente-sottostimato-il-numero-degli-infetti-non-si-spiegherebbero-tutti-questi-morti-in-italia\/","title":{"rendered":"Mastroeni: \u201cProbabilmente sottostimato il numero degli infetti, non si spiegherebbero tutti questi morti in Italia\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lo dice lo scienziato messinese che insegna a Cambridge: \u201cI modelli matematici dicono che la curva del contagio \u00e8 destinata ad appiattirsi presto, ma tutto dipende dal senso civico delle persone\u201d <\/em><\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laurea a Messina e poi la formazione post universitaria fra Cambridge, Londra e brevemente Parigi. <strong>Pietro Mastroeni<\/strong>, docente a Cambridge, \u00e8 uno dei quei \u201ccervelli\u201d che si sono affermati all\u2019estero. Oggi \u00e8 <strong>docente di \u201cInfection and Immunity\u201d all\u2019Universit\u00e0 di Cambrige<\/strong> dove \u00e8 anche vicedirettore dell\u2019insegnamento accademico. Una formazione fra le pi\u00f9 importanti e prestigiose Scuole europee (<strong>Universit\u00e0 di Cambridge, Imperial College di Londra e l\u2019Istituto Pasteur di Parigi<\/strong>), e una carriera ricca di onorificenze nell\u2019ambito della <strong>Microbiologia e Immunologia<\/strong>. Dall\u2019Estero sta seguendo gli sviluppi della pandemia, che in Europa ha colpito, per il momento, maggiormente l\u2019Italia. Il suo \u00e8 un contributo che \u201cfotografa\u201d e analizza allo stesso tempo la contaminazione diffusa dal terribile Covid-19.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo lei l\u2019Italia e il SSN si sono fatti trovare impreparati per fronteggiare l\u2019espandersi del Covid-19, tenuto conto che il virus \u00e8 partito a fine dicembre in Cina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Non vivo ed non opero in Italia, quindi apprendo notizie sul nostro Paese da fonti ufficiali dell&#8217;OMS (Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0) e ISS (Istituto superiore della Sanit\u00e0). Con il senno di poi \u00e8 facile criticare. Ho l&#8217;impressione che il SSN italiano stia reagendo bene e con efficienza, viste le risorse disponibili. \u00a0Credo che la Cina fosse pi\u00f9 pronta perch\u00e9 veniva dall\u2019esperienza terrificante della SARS e pi\u00f9 marginalmente MERS di qualche anno fa. \u00a0Detto questo mi sarei aspettato una risposta un poco pi\u00f9 rapida da parte dell&#8217;Italia e anche da molti paesi Europei e USA, visto che l&#8217;OMS aveva gi\u00e0 dichiarato lo stato di emergenza il 30 Gennaio 2020 e avevamo avuto il monito di altre epidemie recenti come per esempio la pandemia influenzale H1N1 del 2009. Per\u00f2, a meno che non ci siano piani di emergenza gi\u00e0 pronti a scattare operativamente, non \u00e8 facile agire rapidamente. Ci si prepara alle emergenze in tempo di pace, non si prova a reagire in tempo di guerra, quando la paura e la confusione sono nemiche ulteriori da fronteggiare. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo lei cosa si dovrebbe fare per essere pi\u00f9 pronti ad emergenze simili che potrebbero ripresentarsi in futuro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>E un discorso di risorse, priorit\u00e0 e creazione di competenze. Ovviamente bisogna investire di pi\u00f9 su sanit\u00e0 e Universit\u00e0. Ma \u00e8 essenziale farlo bene basandosi su indici meritocratici oggettivi e certi e non facendosi guidare dalla politica. Lo si dice da decenni, ma poco si \u00e8 fatto! Lo stesso vale per la ricerca; questa con le tecnologie odierne pu\u00f2 rapidamente creare vaccini e immunoterapie. In Italia abbiamo la capacit\u00e0 e le competenze per essere rapidamente responsivi ad emergenze di questo tipo. Basti pensare, ad esempio il \u2018vaccine hub\u2019 internazionale del Toscana life sciences (TLS), a Siena con cui io stesso collaboro da anni. E&#8217; per\u00f2 impensabile, in fase di emergenza, di dover cercare fondi per la ricerca su vaccini, immunoterapici e test diagnostici da canali di finanziamento convenzionali tramite procedure standard che sono notoriamente lunghe e complicate. Quando la bufera Covid-19 sar\u00e0 passata, lo Stato Italiano dovrebbe seriamente considerare di creare uno strumento istituzionale per la ricerca di emergenza, immediatamente accessibile a gruppi di ricerca e sviluppo gi\u00e0 identificati e scrutinati, per far partire le opportune attivit\u00e0 con solerzia. Avere una maggiore capacit\u00e0 interna di ricerca, sviluppo, produzione di farmaci e diagnostica \u00e8 fondamentale perch\u00e9 svincolerebbe il Paese dalla dipendenza assoluta dagli altri stati; inoltre costituirebbe un fatto di prestigio internazionale e avrebbe un riscontro economico notevole.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si parla da tanto sul fatto che per essere pronti alle emergenze, e anche per migliorare la sanit\u00e0 in genere, bisogna formare nuovi scienziati, medici e infermieri. Il ragionamento \u00e8 semplice ma e la soluzione richieder\u00e0 tempo, investimenti e un improbabile cambio di mentalit\u00e0. Infatti, per creare buoni professionisti della ricerca e medicina ci vogliono strutture adeguate e sempre pi\u00f9 tecnologicamente avanzate. Bisognerebbe inoltre stabilire una massa critica di eccellenze, cercando attivamente e sperando di reclutare il meglio disponibile nel mondo, con incentivi che attraggano tali persone in Italia. Queste persone diventerebbero un fulcro attorno il quale giovani capaci e volenterosi potrebbero formarsi professionalmente. Invece in Italia si parla ancora di abilitazione e concorsi! Per la formazione di nuovi medici e infermieri, \u00e8 essenziale garantire un rapporto numerico efficace tra docenti, discenti e casi clinici disponibili per l\u2019insegnamento. Quindi sarebbe controproducente dal punto di vista qualitativo incrementare il numero di accesso alle Facolt\u00e0 di Medicina se queste non venissero prima potenziate per poter migliorare la loro efficacia didattica\u201d. \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le misure di contenimento adottate dal suo Paese d\u2019origine stanno dando i frutti sperati, o si doveva fare di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCredo che fosse difficile fare di pi\u00f9 dal punto di vista legislativo. I decreti del governo sono drastici e i risultati si cominciano a vedere. <\/em>\u00a0<em>La loro applicazione e soprattutto la risposta di una parte della popolazione magari sono state inizialmente non omogenee. Ma la paura spesso fa brutti scherzi. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E torniamo sempre al discorso che ci si debba preparare in tempo di pace. Questo vale anche e soprattutto per il senso civico e l&#8217;osservanza delle regole. Le faccio un esempio molto semplice ma illustrativo. Non me ne vogliate, ma quando torno a Messina e passeggio con gioia nella nostra bellissima citt\u00e0, non posso fare a meno di notare che pochi, usano la cintura di sicurezza alla guida (obbligatoria per legge); molti usano il cellulare in macchina e parcheggiano in zone vietate. Questo accade anche in altre parti d\u2019Italia, ma raramente in quelle nazioni dove il controllo \u00e8 pi\u00f9 severo. Le leggi da noi non vengono fatte sempre rispettare e quindi la diseducazione civica regna sovrana e si propaga alle nuove generazioni, fatto questo gravissimo. Quindi \u00e8 poi difficile chiedere a un popolo di rispettare regole e decreti in una situazione emergenziale, quando in tempi di quiete non si \u00e8 costruito in loro un senso di legalit\u00e0. \u00a0Allora bisogna ricorrere all&#8217;imposizione, che non dovrebbe essere necessaria, visto che siamo un grande popolo\u201d. \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli esperti italiani parlano del pericolo Sud. C\u2019\u00e8 il rischio che l\u2019esodo verso il Meridione possa scatenare una nuova emergenza. Le vede questo pericolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCerto questo \u00e8 possibile. Se due aree hanno un\u2019epidemia in corso e si equivalgono per numero di casi, allora si pu\u00f2 verosimilmente prevedere che la mobilit\u00e0 tra le due regioni abbia un effetto minimo. Ci\u00f2 che fa la differenza pi\u00f9 grande \u00e8 il comportamento degli individui all&#8217;interno di ciascuna zona. Cio\u00e8 se si mantiene il distanziamento fisico. \u00a0Se per\u00f2 c\u2019\u00e8 mobilit\u00e0 da una zona ad altissima incidenza (come alcune parti del Nord Italia) verso una zona a bassa incidenza si rischia di peggiorare le cose. Al Sud la sanit\u00e0 purtroppo soffre in alcune zone; non per mancanza di capacit\u00e0 degli operatori sanitari, ma per insufficienza di strutture e risorse. Quindi sarebbe un pericolo se i casi aumentassero oltre il livello di saturazione del SSN nel meridione. Gli amministratori del meridione, e anche quelli della nostra citt\u00e0, sono coscienti di ci\u00f2 e cercano di arginare il pericolo, anche se non sempre con metodi e modi ortodossi o appropriati alla carica istituzionale che ricoprono\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Italia conta un terzo dei decessi a livello mondiale, c\u2019\u00e8 una spiegazione scientifica oppure qualche Paese sta \u201cnascondendo\u201d i suoi morti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Nessuno nasconde i propri morti. E&#8217; vero che il numero di decessi per Covid-19 fino ad ora \u00e8 pi\u00f9 alto in Italia che in altri paesi. Si tenga per\u00f2 in considerazione che l&#8217;Italia \u00e8 un paese con un alto numero di persone anziane e quindi a rischio; il popolo e lo Stato hanno una coscienza e conoscenza sanitaria superiore a quella di molti altri Paesi, cosa che porta all\u2019allungamento della vita di molte persone con patologie croniche gravi. Poi bisogna anche tenere in considerazione come si registrano i decessi per Covid-19 e come si calcolano percentualmente rispetto al numero delle persone infettate. Sul primo punto dovrebbe chiedere ai colleghi di malattie infettive e terapia intensiva. Sul secondo punto, metto in evidenza uno studio matematico pubblicato da poco da colleghi dell&#8217;Imperial College di Londra; questo indica che si sottostimano enormemente il numero di infetti per Covid-19. Infatti la percentuale di mortalit\u00e0 dipende dal denominatore della frazione numero di morti\/numero di infetti. In particolare, si stima che il numero di individui infettati sia molto superiore in Italia che in altri paesi e questo sarebbe concausa per un elevato numero cumulativo di decessi&#8221;. \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019epidemia non sta risparmiando anche altri Paesi europei, secondo lei quale nazione non \u00e8 in grado di affrontarlo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Ogni Paese ha fatto una scelta diversa sul come e quando agire, chiaramente con conseguenze diverse. Tutti i Paesi sanno esattamente ci\u00f2 che fanno perch\u00e9 si avvalgono di esperti. Nulla \u00e8 lasciato al caso. Spero che ogni paese abbia esperti e consulenti di alto livello, anche l&#8217;Italia. Considerazioni sia etiche ed economiche dettano il modus operandi. Alcuni Paesi certamente avrebbero potuto sfruttare meglio le informazioni provenienti dall&#8217;Italia, dove l&#8217;impennata esponenziale dei casi giornalieri si \u00e8 verificata prima che altrove\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia il governo ha deciso di prolungare per altre due settimane di contenimento, a suo avviso quando si potr\u00e0 tornare ad una vita quasi normale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Questa \u00e8 una domanda complessa. Ci vorr\u00e0 ancora tempo e pazienza. E&#8217; difficile dire quanto, visto che ci sono variabili numericamente poco quantificabili. Secondo molti modelli matematici, mantenendo le misure restrittive attuali, la curva che rappresenta il numero di nuovi casi giornalieri in Italia dovrebbe appiattirsi presto; gi\u00e0 sembra che si veda un effetto e questo \u00e8 molto incoraggiante. Anche il numero giornaliero di decessi scender\u00e0.\u00a0 Il corso futuro dell&#8217;epidemia ovviamente dipender\u00e0 molto dalle misure prese e mantenute per appiattire la curva di contagio. Misure drastiche di distanziamento fisico allungheranno la durata dell&#8217;epidemia ma eviteranno pi\u00f9 decessi dovuti a Covid-19. Misure meno drastiche consentiranno un picco relativamente pi\u00f9 veloce con minore impegno per la Sanit\u00e0 pubblica e possibilmente maggiore sacrificio di vite umane, soprattutto anziani e persone che gi\u00e0 soffrono di altre patologie. Bisogna anche per\u00f2\u00a0considerare la salute mentale della gente che i decreti attuali stanno mettendo a dura prova. Inoltre si deve anche evitare ad ogni costo che la priorit\u00e0 Covid-19 faccia s\u00ec che altre patologie vengano temporaneamente trascurate nel loro trattamento o negli screening di prevenzione.\u00a0 Fino a quando il virus circoler\u00e0 e ci sar\u00e0 un numero considerevole di soggetti suscettibili nella popolazione, il rilassamento delle misure di contenimento porterebbe probabilmente ad un impennata dei contagi. E&#8217; ovvio che la disponibilit\u00e0 di un vaccino efficace cambierebbe lo scenario in modo drastico<\/em>\u201d.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><strong>Davide Gambale<\/strong><\/pre>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo dice lo scienziato messinese che insegna a Cambridge: \u201cI modelli matematici dicono che la curva del contagio \u00e8 destinata ad appiattirsi presto, ma tutto dipende dal senso civico delle persone\u201d Laurea a Messina e poi la formazione post universitaria fra Cambridge, Londra e brevemente Parigi. 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