{"id":41656,"date":"2020-03-25T11:37:35","date_gmt":"2020-03-25T10:37:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=41656"},"modified":"2020-03-25T11:37:35","modified_gmt":"2020-03-25T10:37:35","slug":"coronavirus-la-ricerca-non-si-ferma-lesperienza-di-una-ricercatrice-in-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/03\/25\/coronavirus-la-ricerca-non-si-ferma-lesperienza-di-una-ricercatrice-in-spagna\/","title":{"rendered":"Coronavirus, la ricerca non si ferma: l&#039;esperienza di una ricercatrice in Spagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\">La ricerca dell\u2019Ateneo peloritano non si ferma, anche (e soprattutto) in occasione dell\u2019emergenza coronavirus. La comunit\u00e0 scientifica dell\u2019Universit\u00e0 di Messina, fermo restando il rispetto degli obblighi in materia di contenimento del covid-19, prosegue con l\u2019attivit\u00e0 di ricerca in diversi campi. \u00c8 il caso della dottoressa Veronica Marozzo, ricercatrice presso il Dipartimento di Economia dell\u2019Ateneo di Messina che da gennaio si trova in Spagna per un periodo di ricerca presso la Universidad de Huelva. A supportarla nel suo lavoro vi \u00e8 il docente spagnolo\u00a0Alfonso Vargas-S\u00e0nchez, in passato visiting professor presso l\u2019Ateneo peloritano; insieme stanno ottenendo risultati (evidenziati anche da alcuni canali informativi iberici e all\u2019interno del blog dello stesso Vargas) che sottolineano, oltretutto, le capacit\u00e0 in ambito internazionale dell\u2019Universit\u00e0 messinese.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\">\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\">\u201cIn pochissimo tempo \u2013 ha testimoniato la ricercatrice \u2013 anche qui l\u2019emergenza coronavirus ci ha costretto a restare in casa, ma nonostante questo si continua a lavorare perch\u00e9 la ricerca non si pu\u00f2 e non si deve fermare\u201d. Nello specifico, la dottoressa Marozzo sta portando avanti un\u2019attivit\u00e0 di ricerca riguardante il \u2018Concetto dell\u2019autenticit\u00e0 di prodotto\u201d, analizzando e studiando il comportamento del consumatore, con particolare riferimento ai prodotti del settore agroalimentare.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\">\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\">\u201cMi trovo in Spagna \u2013 ha aggiunto la ricercatrice \u2013 grazie alla collaborazione tra l\u2019Universit\u00e0 di Messina e quella di Huelva, in particolar modo grazie ai professori Augusto D\u2019Amico e Tindara Abate che mi hanno messo in contatto col professor Alfonso Vargas-S\u00e0nchez, con il quale sto conducendo una parte del mio lavoro. Viste le attuali restrizioni non si pu\u00f2 che lavorare in modalit\u00e0 smart working, ma ci\u00f2 non sta influendo negativamente sugli sviluppi della ricerca e anzi, paradossalmente, sotto alcuni punti di vista sta permettendo di concentrare le energie e gli sforzi verso il raggiungimento degli obiettivi. Siamo tutti chiamati a rispettare le indicazioni di quarantena e di isolamento ed \u00e8 per questo che io resto a casa, io lavoro da casa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca dell\u2019Ateneo peloritano non si ferma, anche (e soprattutto) in occasione dell\u2019emergenza coronavirus. 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