{"id":40739,"date":"2020-02-28T20:39:59","date_gmt":"2020-02-28T19:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=40739"},"modified":"2020-02-28T20:39:59","modified_gmt":"2020-02-28T19:39:59","slug":"mafia-maxi-blitz-a-barcellona-p-g-59-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2020\/02\/28\/mafia-maxi-blitz-a-barcellona-p-g-59-arresti\/","title":{"rendered":"Abbattuta la nuova Cupola barcellonese: 59 arresti. TUTTI I NOMI"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019erano i figli degli storici capimafia della zona ai vertici dei clan di Barcellona. Emerge dall\u2019indagine della Dda di Messina che ha portato a 59 arresti.<br \/>\nI rampolli mafiosi, figli di boss detenuti, erano a capo di una struttura criminale che operava con metodo mafioso, nel traffico e nella distribuzione di fiumi di cocaina, hashish e marijuana, nell\u2019area tirrenica della provincia di Messina e nelle isole Eolie, anche rifornendo ulteriori gruppi criminali satelliti, attivi nello spaccio minore. Tra gli arrestati ci sono\u00a0<strong>Nunzio Di Salvi<\/strong>, figlio di \u201cSam\u201d Di Salvo;\u00a0<strong>Vincenzo Giolitti<\/strong>, figlio del capo della famiglia mafiosa barcellonese Giuseppe, e\u00a0<strong>Cristian Barresi<\/strong>, figlio di Eugenio e nipote del boss Filippo Barresi.<br \/>\nI tre \u201cfigli d\u2019arte\u201d hanno assunto ruoli di rilievo nell\u2019attivit\u00e0 del traffico di stupefacenti. Erano loro a risolvere le controversie legali ai traffici di droga e a tenere i rapporti con altri gruppi criminali calabresi e catanesi fornitori delle partite di stupefacenti che venivano poi distribuite nell\u2019area tirrenica della provincia di Messina, anche attraverso gruppi minori, autorizzati a spacciare sul territorio a Milazzo, Terme Vigliatore e a Lipari. L\u2019operazione ha fatto luce anche su numerose estorsioni messe a segno da anni da esponenti della famiglia mafiosa a commercianti e imprese del territorio barcellonese. Commercianti, imprenditori, agenzie di pompe funebri, ma anche chi vinceva alle le slot machine finiva nel mirino del racket nel messinese. I clan di Barcellona Pozzo di Gotto chiedevano soldi a tappeto. A raccontare i particolari delle attivit\u00e0 illegali delle cosche sono diversi pentiti come Carmelo D\u2019Amico, Aurelio Micale e Nunziato Siracusa.<br \/>\nI collaboratori di giustizia hanno riferito che due ragazzi, avevano vinto 500 mila euro giocando a una slot-machine installata nel centro scommesse Snai di Barcellona Pozzo di Gotto. La vincita aveva suscitato l\u2019interesse dell\u2019organizzazione mafiosa barcellonese che si \u00e8 subito attivata per chiedere il pizzo sull\u2019incasso, riuscendo a ottenere con le minacce 5 mila euro. Gli incassi del racket non sono pi\u00f9 sufficienti, le vittime delle estorsioni, in difficolt\u00e0 per la crisi economica, denunciano. Per questo la mafia di Barcellona Pozzo di Gotto \u00e8 tornata a puntare al vecchio business della droga.<br \/>\n <br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40740\" src=\"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/757302A6-CE0F-4CF4-B16A-17F6A3B37562-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><br \/>\nPer il pentito ex mafioso Alessio Alesci \u201ccon le estorsioni non si guadagnava pi\u00f9, le persone denunciavano e volevano fare con la droga. C\u2019era la crisi e le persone soldi non ne avevano e si \u00e8 parlato di prendere la droga. La prendeva uno e valeva per tutti, il ricavato andava a tutti\u201d.<br \/>\nDalle intercettazioni \u2013 nei dialoghi gli affiliati usavano un linguaggio in codice per indicare lo stupefacente \u2013 emerge che la cosca si riforniva di droga in Calabria dalla \u2018ndrangheta.<br \/>\n<strong>LE PIAZZE DI SPACCIO<\/strong>. Tra le pi\u00f9 redditizie piazze di spaccio c\u2019era l\u2019isola di\u00a0<strong>Lipari <\/strong>dove operavano due distinti gruppi criminali con a capo Simone Mirabito, Andrea Villini e Antonio Iacono. Le due bande agivano in regime di duopolio servendo la clientela dell\u2019isola con ogni tipo di droga parte della quale veniva acquistata tramite la famiglia mafiosa barcellonese.<br \/>\nA\u00a0<strong>Terme Vigliatore<\/strong>\u00a0\u00e8 stata accertata un\u2019altra piazza di spaccio gestita da un gruppo organizzato che vendeva cocaina e marijuana, ed era in contatto con esponenti del clan barcellonese. I pusher utilizzavano come base logistica, il bar \u201cIl Ritrovo\u201d che \u00e8 stato sequestrato. Altra banda operava a\u00a0<strong>Milazzo<\/strong>\u00a0con Francesco Doddo, Giovanni Fiore, Francesco Anania, Gjergj Precj e Sebastiano Puliafito.<br \/>\nUno dei principali canali di approvvigionamento di droga del clan barcellonese era quello calabrese che faceva capo a Giuseppe Scalia che provvedeva a consegnare la droga ai corrieri barcellonesi e milazzesi che si organizzavano per prelevarla solitamente in Calabria attraverso lo stratagemma del noleggio di autovetture di comodo o utilizzando degli scooter o talvolta, per evitare i controlli stradali di polizia, attraversando lo stretto senza mezzi di trasporto per poi fare rientro a Messina con zaini o borsoni carichi di droga.<br \/>\n <br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40743\" src=\"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/41E8DAE0-ABB4-4C13-BF31-AECD3207B1CB-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><br \/>\n<strong>A Catania, a interagire con i barcellonesi e con il gruppo dei milazzesi era Salvatore Laudani<\/strong>, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e collegato alla criminalit\u00e0 mafiosa catanese. Infine i barcellonesi si rifornivano a Messina da Francesco Turiano del clan di Mangialupi.<br \/>\n\u201cCome dimostrato da questa operazione la tradizione di Cosa nostra si tramanda di padre in figlio, vale per quella palermitana, ma anche per tutte le altre forme organizzative mafiose \u2013 ha detto il procuratore di Messina Maurizio De Lucia -. Una volta che i boss sono in carcere gli spazi devono essere occupati: o c\u2019\u00e8 una guerra e qualcun altro prende il potere di chi \u00e8 in carcere, o c\u2019\u00e8 una successione indolore come in questo caso\u201d.<br \/>\n\u201cUna brillante operazione dei carabinieri in contrasto alla criminalit\u00e0 della fascia tirrenica del Messinese. Dopo l\u2019operazione di qualche settimana fa nel territorio dei Nebrodi oggi ci siamo soffermati su un\u2019altra area della provincia con la disarticolazione della criminalit\u00e0 organizzata nel territorio. Emerge \u2013 prosegue De Lucia \u2013 l\u2019attivit\u00e0 dello spaccio e distribuzione di droga oggi una necessit\u00e0 proprio per accumulare subito capitali in modo veloce, in vista anche dell\u2019 estate dove questa attivit\u00e0 aumenta perch\u00e9 si incrementa la distribuzione in particolare nelle isole Eolie dove il mercato della droga \u00e8 notevole nel periodo estivo\u201d.<br \/>\n\u201cQuesta indagine \u2013 aggiunge il sostituto procuratore Vito Di Giorgio \u2013 \u00e8 una svolta storica nel contrasto alla mafia barcellonese prima contraria allo spaccio di droga, prova ne \u00e8 che gran parte degli omicidi del passato nascevano dal traffico non autorizzato di spaccio di stupefacenti. Inoltre, adesso molto degli esponenti del clan sono stati arrestati e c\u2019era necessit\u00e0 di mantenere le famiglie di queste persone in carcere. Quindi era necessario un veloce aumento di denaro e si \u00e8 deciso di dedicarsi al traffico di droga\u201d.<br \/>\n<strong>I NOMI DEGLI ARRESTATI<\/strong>. ANANIA Francesco, 53enne; BARRESI Cristian, 32enne; BENENATI Carmelo, 34enne; BERTOLAMI Daniele Salvatore, 33enne; BUCOLO Salvatore, 31enne; BONFIGLIO Pietro, 49enne; CALABR\u00d2 Mariano, 34enne; CALDERONE Alessandro, 22enne; CALIRI Dylan Seby, 22enne; CALIRI Pietro, 48enne; CANNISTR\u00c0 Carmelo, 26enne; CHILLARI Salvatore Felice, 42enne; CHIOFALO Antonino, 23enne; CHIOFALO Carmelo, 40enne; CRIN\u00d2 Giovanni, 34enne; DI SALVO Nunzio, 34enne; DODDO Francesco Duilio, 56enne; FEBO Claudio, 39enne; FIORE Giovanni, 30enne; FORMICA Marco, 31enne; FOTI Carmelo Vito, 53enne; FUGAZZOTTO Luciano, 56enne; GALLO Vito Vincenzo, 39enne; GENOVESE Filippo, 33enne; GIARDINA Mattia, 20enne; GIARDINA Tindaro, 33enne; GRASSO Nunzio Antonino, 45enne; GULLOTTI Vincenzo, 27enne; IACONO Antonino, 25enne; IANNELLO Maurizio, 31enne; IANNELLO Francesco, 35enne; LAUDANI Salvatore, 40enne; MARINO Samuele, 29enne; MAZZ\u00d9 Carmelo, 31enne; MAZZ\u00d9 Lorenzo, 34enne; MIRABITO Simone, 29enne; MUNAF\u00d2 Massimiliano, 50enne; NDOJ Edomond, 41enne; PICCOLO Matias Jesus, 26enne; PICCOLO Salvatore, 53enne; PORCINO Angelo, 63enne; PRECI Gjergj, 33enne; PULIAFITO Giuseppe, 29enne; PULIAFITO Sebastiano, 54enne; QUATTROCCHI Carmelo, 44enne; RECUPERO Antonino, 29enne; ROSANO Vincenzo, 51enne; SCALIA Giuseppe, 50enne; SCARPACI Francesco, 29enne; SCORDINO Carmelo Tindaro, 57enne; SCORDINO Tindaro Santo, 35enne; SGROI Andrea, 24enne; SOFIA Giovanni, 36enne; SPADA Sergio, 39enne; TORRE Filippo, 53enne; TORRE Giuseppe, 25enne; TURIANO Francesco, 35enne; VILLINI Andrea, 24enne<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019erano i figli degli storici capimafia della zona ai vertici dei clan di Barcellona. 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