{"id":39347,"date":"2019-12-25T08:00:44","date_gmt":"2019-12-25T07:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=39347"},"modified":"2019-12-25T08:00:44","modified_gmt":"2019-12-25T07:00:44","slug":"biodiversita-in-mediterraneo-studio-di-unime-pubblicato-su-scientific-reports","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/12\/25\/biodiversita-in-mediterraneo-studio-di-unime-pubblicato-su-scientific-reports\/","title":{"rendered":"Biodiversit\u00e0 in Mediterraneo, studio di Unime pubblicato su Scientific Reports"},"content":{"rendered":"<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"\">Individuate da un team multidisciplinare, coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Messina, 5 nuove specie di policheti pelagici che non erano mai state riscontrate nell\u2019Adriatico meridionale, e in particolare nel Canale di Otranto, ritenuto un importante hotspot naturale della biodiversit\u00e0 planctonica marina.\u00a0<\/span><\/div>\n<div class=\"\">\n<div><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"\">L\u2019importante rinvenimento, oggetto di uno studio pubblicato su Scientific Reports, \u00e8 avvenuto nel corso di una campagna condotta da un team multidisciplinare coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Messina e dalla Stazione Zoologica Anton Dorhn (sede di Messina) al quale hanno partecipato anche l\u2019Istituto di scienze marine (Ismar) del Consiglio nazionale delle ricerche di Venezia, e l\u2019Universit\u00e0 del Salento. Lo studio \u00e8 stato condotto nell\u2019ambito del progetto CoCoNet (Responsabile scientifico professor L. Guglielmo) con la partecipazione di docenti di Unime: professoressa Antonella Granata del Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali, professoressa Nancy Span\u00f2, delegata per le iniziative scientifiche a tutela dell\u2019ambiente e del patrimonio marino, del Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, e il professor Giacomo Zagami del Dipartimento di Scienze Veterinarie.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"\">L\u2019area dell\u2019Adriatico Meridionale &#8211; e il canale di Otranto in particolare &#8211; sono ritenuti un importante hotspot naturale per l\u2019osservazione e lo studio della biodiversit\u00e0 planctonica marina. Il rinvenimento \u00e8 avvenuto nell\u2019ambito di uno studio sulla distribuzione spaziale, la composizione e la struttura dimensionale della comunit\u00e0 di policheti pelagici in un\u2019area chiave del Mediterraneo. Le cinque specie individuate si aggiungono alle oltre 40 gi\u00e0 descritte. La potenziale ricchezza dei policheti pelagici nella zona del Canale di Otranto risulta di grande importanza: molte specie, infatti, non sono ancora state descritte.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"\">I policheti sono un gruppo ampio e diversificato, presente negli habitat di acqua marina e di acqua dolce. \u201c<em>Sono comuni nello zooplancton marino, e sappiamo che svolgono un ruolo importante nella rete trofica pelagica e nella mineralizzazione della sostanza organica, ma alcuni aspetti restano ancora sconosciuti, ad esempio abbiamo poche informazioni sulla composizione delle varie comunit\u00e0 presenti nell\u2019Adriatico meridionale e sul ruolo ecologico che queste svolgono<\/em>\u201d, spiega al riguardo il professor Guglielmo. <\/span><span class=\"\">Lo studio ha, tuttavia, permesso di chiarire la relazione tra la presenza di questi organismi e i meccanismi oceanografici che regolano la circolazione delle acque marine nell\u2019area compresa tra il Canale di Otranto, il Mar Ionio e il bacino Adriatico: \u201c<em>Il confronto tra la ricchezza delle specie nelle diverse masse d\u2019acqua suggerisce che le acque ioniche superficiali siano il principale vettore delle specie nell\u2019area, sebbene un contributo rilevante provenga anche dalle acque adriatiche profonde, che potrebbero alimentare, attraverso correnti di fondo e fenomeni di cascading, cio\u00e8 di inabissamento di acque pi\u00f9 salate e\/o pi\u00f9 fredde e quindi pi\u00f9 dense, i bacini pi\u00f9 profondi dell\u2019Adriatico meridionale con forme\u00a0 larvali o giovanili di policheti pelagici che ritroviamo anche nell\u2019Adriatico settentrionale. Come se, in prossimit\u00e0 del fondale marino, si aprissero delle \u2018finestre di connettivit\u00e0\u2019 che permettono a questi organismi di essere trasportati, specialmente nel periodo tardo-invernale o a inizio primavera<\/em>\u201d.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"\">Scientific Reports (Springer Nature Limited), 20 dec. 2019: <a class=\"\" href=\"http:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-019-55946-6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.nature.com\/articles\/s41598-019-55946-6<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Individuate da un team multidisciplinare, coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Messina, 5 nuove specie di policheti pelagici che non erano mai state riscontrate nell\u2019Adriatico meridionale, e in particolare nel Canale di Otranto, ritenuto un importante hotspot naturale della biodiversit\u00e0 planctonica marina.\u00a0 L\u2019importante rinvenimento, oggetto di uno studio pubblicato su Scientific Reports, \u00e8 avvenuto nel corso di una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":3004,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[7],"tags":[],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unime-2.gif","author_info":{"display_name":"red..me","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/redstage\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39347"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}