{"id":39194,"date":"2019-12-18T07:15:26","date_gmt":"2019-12-18T06:15:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=39194"},"modified":"2019-12-18T07:15:26","modified_gmt":"2019-12-18T06:15:26","slug":"bufera-caronte-arresti-eccellenti-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/12\/18\/bufera-caronte-arresti-eccellenti-in-calabria\/","title":{"rendered":"Corruzione: arrestati sindaco di Villa e vertici &quot;Caronte&amp;Tourist&quot;. TUTTI I NOMI"},"content":{"rendered":"<p>Un maremoto nello Stretto. Appalti pubblici aggiustati, telecomandati, per favorire sempre e solo la holding internazionale padrona del traghettamento tra Reggio Calabria e Messina. \u00c8 una vera bufera quella che ha investito l&#8217;Amministrazione di Villa San Giovanni e la Caronte&amp;Tourist, societ\u00e0 che monopolizza o quasi l&#8217;attraversamento dello Stretto.<br \/>\nNel giro di poche ore, agli arresti domiciliari disposti dalla Procura di Reggio Calabria nell\u2019operazione battezzata &#8220;Cenide&#8221; sono finiti: il sindaco di Villa San Giovanni, <strong>Giovanni Siclari<\/strong>, 49 anni, di Forza Italia, fratello del senatore Marco Siclari; il presidente della Caronte,\u00a0<strong>Antonino Repaci<\/strong>, 78 anni; l\u2019amministratore delegato\u00a0<strong>Calogero Famiani<\/strong>, 54 anni; un vigile urbano in pensione,\u00a0<strong>Vincenzo Bertuca<\/strong>, 64 anni;\u00a0<strong>Gaetano Bevacqua<\/strong>, 59 anni, imprenditore nel settore della ristorazione;\u00a0<strong>Giovanni Marco Morabito<\/strong>, 30 anni, ingegnere;\u00a0<strong>Alessandro Taverriti<\/strong>, 60 anni, ingegnere;\u00a0<strong>Tindara Orsina<\/strong>, 51 anni, architetto;\u00a0<strong>Antonio Artino<\/strong>, 52 anni, architetto.<br \/>\nDestinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere il geometra\u00a0<strong>Giancarlo Trunfio<\/strong>, 65 anni, dell\u2019Ufficio tecnico urbanistico del Comune e l\u2019ingegnere\u00a0<strong>Francesco Morabito<\/strong>, 61 anni, attuale responsabile del Settore tecnico urbanistico.<br \/>\nCinque dipendenti del Comune di Villa San Giovanni sono stati sospesi dall\u2019esercizio di pubblici ufficio per la durata di 12 mesi: <strong>Francesca Gangemi<\/strong>, 64 anni;\u00a0<strong>Giovanna Tedesco<\/strong>, 45 anni;\u00a0<strong>Mario Pitasi<\/strong>, 63 anni;\u00a0<strong>Vincenzo Cama<\/strong>, 58 anni;\u00a0<strong>Rocco Messina<\/strong>, 66 anni. Infine,\u00a0<strong>Alessandro Iacono<\/strong>, 40 anni, ingegnere, \u00e8 stato destinatario di misura<br \/>\ncautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l\u2019attivit\u00e0 professionale di ingegnere per la durata di 12 mesi.<br \/>\nLe contestazioni sono corruzione, abuso d\u2019ufficio, turbativa d\u2019asta, falso in atto pubblico e, solo per un indagato (il cui nome non \u00e8 ancora noto), concorso esterno in associazione mafiosa.<br \/>\nIl sindaco Siclari \u00e8 stato fermato mentre si trovava in Comune per partecipare ad alcune riunioni. I carabinieri si sono presentati in Municipio e, con una scusa, lo hanno invitato a seguirlo, notificandogli l\u2019ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per corruzione. Il prefetto di Reggio Calabria lo ha subito sospeso dalla carica.<br \/>\nSiclari, eletto con una lista civica e passato in Forza Italia nell\u2019ottobre dello scorso anno, \u00e8 stato protagonista di una vicenda particolare subito dopo la sua elezione, avvenuta dopo il turno elettorale dell\u201911 giugno 2017.<br \/>\nDopo appena tre giorni dall\u2019elezione, infatti, Siclari fu sospeso dal prefetto di Reggio Calabria in base alla Legge Severino, perch\u00e9 condannato in primo grado per abuso d\u2019ufficio insieme al suo predecessore Antonio Messina di cui era vicesindaco. Siclari \u00e8 poi tornato in carica nel luglio 2018 dopo che il comune era stato retto dal vicesindaco da lui nominato.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 investigativa, coordinata dai sostituti procuratori Walter Ignazitto e Gianluca Gelso, prende le mosse dal riscontro delle\u00a0<strong>dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Vincenzo Cristiano<\/strong>. La figura centrale sarebbe quella dell\u2019ing.Francesco Morabito, attuale responsabile del Settore tecnico urbanistico del Comune di Villa San Giovanni.<br \/>\n<strong>GLI EPISODI DI CORRUZIONE<\/strong>. La principale vicenda corruttiva riguarda l\u2019esecuzione del \u201cprogetto per la riorganizzazione dell\u2019<strong>area Villa Agip con la realizzazione di un nuovo impianto di bigliettazione<\/strong>\u00a0e connessa automazione\u201d a opera della societ\u00e0 Caronte&amp;Tourist.<br \/>\nUn altro episodio corruttivo che ha visto protagonista ancora una volta Morabito, il quale ha agevolato l\u2019iter delle pratiche edilizie di Gaetano Bevacqua, imprenditore operante<br \/>\nnell\u2019ambito della ristorazione e gestore della sala ricevimenti \u201cVilla Chiringuito\u201d nella localit\u00e0 Cannitello di Villa San Giovanni. Tutto ci\u00f2, in cambio di vantaggi economici,<br \/>\nquali cene gratuite o con rilevanti sconti economici per s\u00e9 e per altri.<br \/>\nSempre Morabito ha illecitamente indirizzato l\u2019aggiudicazione dell\u2019appalto per la progettazione delle\u00a0<strong>opere di riqualificazione del lungomare Fata Morgana di Villa San<\/strong><br \/>\n<strong>Giovanni<\/strong>\u00a0a un gruppo di professionisti, nel quale ha inserito anche suo figlio Giovanni Marco, neo laureato in ingegneria.<br \/>\nE ancora, con il pentito Cristiano, Morabito ha turbato la gara per conto del Comune di Villa San Giovanni per l\u2019<strong>aggiudicazione in favore della cooperativa sociale Pandora degli appalti relativi all\u2019affidamento del \u201cservizio di pulizia locali edificio comunale\u201d negli anni 2014 e 2016<\/strong>. In particolare, Morabito ha concordato con i vertici della cooperativa la presentazione dell\u2019offerta, predeterminando modalit\u00e0 ed entit\u00e0 del ribasso e garantendo loro, preventivamente, l\u2019aggiudicazione dell\u2019appalto.<br \/>\nTale contestazione risulta aggravata dalle modalit\u00e0 mafiose, perch\u00e9 commessa in concorso con Vincenzo Cristiano, oggi collaboratore di giustizia e all\u2019epoca appartenente alla cosca di \u2018ndrangheta Bertuca, operante nel mandamento di Reggio Calabria.<br \/>\n<strong>IL PROCURATORE: \u201cQUADRO DESOLANTE\u201d<\/strong>. \u201cL\u2019inchiesta \u2018Cenide\u2019 fa emergere un quadro desolante di gestione dell\u2019ufficio tecnico del Comune di Villa San Giovanni e tutto ruota sulla figura centrale del dirigente, Francesco Morabito\u201d, ha affermato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri.<br \/>\n\u201cIntendo chiarire \u2013 ha detto Bombardieri \u2013 che in questa indagine non \u00e8 coinvolto il senatore Marco Siclari, di Forza Italia, fratello del sindaco, e la vicenda riguarda la gestione quasi privatistica di un ufficio pubblico, diretto da Morabito, sempre pronto a soddisfare le richieste della societ\u00e0 di navigazione in cambio di favori, di assunzioni, anche con promesse fatte a un consigliere di minoranza (Villa San Giovanni \u00e8 guidata da una maggioranza di centrodestra, ndr) di assumergli un figlio in cambio di un ammorbidimento delle posizioni politiche\u201d.<br \/>\nL\u2019inchiesta, avviata anche a seguito di numerose segnalazioni di cittadini e di associazioni, ha riguardato i lavori di adeguamento di un grande piazzale di cui era proprietaria l\u2019Anas, ceduto poi al Comune, su cui la Caronte&amp;Tourist aveva realizzato un\u2019area di sosta e una biglietteria automatica, secondo l\u2019accusa, non rispettando la legge urbanistica e senza i pareri tecnici comunali.<br \/>\n\u201cLe intercettazioni sono davvero allarmanti \u2013 ha sottolineato ancora Bombardieri \u2013 e consentono di delineare un quadro di convenienze, di \u2018do ut des\u2019, tra Morabito e il suo vice, Giancarlo Trunfio, da una parte, e la societ\u00e0 di navigazione dall\u2019altra\u201d.<br \/>\n\u201cPer agevolare i lavori di ammodernamento del piazzale e la realizzazione della biglietteria, infatti, i vertici della societ\u00e0 si erano impegnati ad assumere uno dei figli di Trunfio, Gianluca, ottenendo dall\u2019ufficio tecnico del comune di Villa San Giovanni un provvedimento autorizzativo illegittimo per la rapida esecuzione dell\u2019opera. Rimanendo in questo ambito sono state registrate ulteriori condotte corruttive, attraverso cui i manager indagati sono riusciti ad asservire la pubblica funzione agli interessi privati della societ\u00e0 di navigazione\u201d, ha concluso il procuratore.<br \/>\n<strong>IL GIP: \u201cPER IL SINDACO UN RITORNO DI CONSENSI\u201d<\/strong>. \u201cGiovanni Siclari, sindaco di Villa San Giovanni, ha ricevuto un ritorno in termini di consenso politico-elettorale da illeciti rapporti di cointeressenza con il presidente del Cda di Caronte e Tourist\u201d, scrive il gip di Reggio Calabria nell\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere con cui ha disposto i domiciliari per entrambi.<br \/>\nL\u2019azione di pressione dei vertici della societ\u00e0 Caronte&amp;Tourist, segnatamente di Repaci, scrive il gip, \u201csi rivelano anche con le risultanze investigative raccolte e versate in atti con riferimento all\u2019ipotesi corruttiva\u201d. Emerge infatti come Repaci, \u201csi sia mosso anche sul fronte politico, individuando quale suo interlocutore il sindaco Giovanni Siclari al fine di assicurarsi l\u2019affidamento dell\u2019area sulla quale la sua societ\u00e0 aveva progettato la realizzazione dei lavori in argomento, area che risultava di propriet\u00e0 Anas\u201d.<br \/>\nIl gip, a tale proposito, afferma come \u201cle investigazioni hanno dimostrato la sussistenza di illeciti rapporti di cointeressenze tra Repaci e Siclari, il quale, bench\u00e9 consapevole dell\u2019illegittima occupazione del suolo Anas su cui insistevano i lavori posti in essere dalla Caronte e Tourist, ha fatto pesare la sua influenza politica per ottenere dalla societ\u00e0 di navigazione indebiti vantaggi che si sono concretizzati in assunzioni di persone e contributi economici e quindi, in un ritorno in termini di consenso politico-elettorale\u201d.<br \/>\nIn particolare, secondo l\u2019accusa, Siclari, sapendo che la Caronte e Tourist aveva in corso lavori per la riorganizzazione della biglietteria su un\u2019area di propriet\u00e0 di Anas, in assenza di un provvedimento concessorio da parte del Comune, \u201csi opponeva, in Consiglio comunale, alla mozione di un consigliere di minoranza volta a chiedere ai competenti uffici comunali di disporre la sospensione dei lavori nelle more delle opportune verifiche circa l\u2019effettiva propriet\u00e0 delle aree interessate\u201d.<br \/>\nInoltre avrebbe sollecitato Anas per la stipula di una convenzione di concessione con il Comune per cederla poi in subconcessione alla Caronte &amp; Tourist. In cambio, Repaci avrebbe promesso del figlio del consigliere comunale Angela Vilardi chiesta dallo stesso Siclari, \u00e8 scritto nel capo di imputazione, \u201cche, cos\u00ec facendo, intendeva assicurarsi il voto favorevole in consiglio della stessa Vilardi\u201d, un\u2019altra assunzione e l\u2019erogazione in favore del comune di almeno 8000 euro per l\u2019organizzazione di manifestazioni culturali, sportive, ricreative e turistiche.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"lasic-1487467876\" class=\"lasic-dopo-il-contenuto\"><\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un maremoto nello Stretto. 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