{"id":38961,"date":"2019-12-06T10:18:02","date_gmt":"2019-12-06T09:18:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=38961"},"modified":"2019-12-06T10:18:02","modified_gmt":"2019-12-06T09:18:02","slug":"sbarco-del-4-dicembre-arrestati-tre-presunti-scafisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/12\/06\/sbarco-del-4-dicembre-arrestati-tre-presunti-scafisti\/","title":{"rendered":"Sbarco del 4 dicembre, presi tre scafisti"},"content":{"rendered":"<p>Sono tre i presunti scafisti individuati dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza di Messina durante i controlli realizzati a seguito dello sbarco avvenuto lo scorso 4 dicembre a Messina. Ma andiamo con ordine.<br \/>\nMercoled\u00ec scorso \u00e8 giunta a Messina, presso il molo Norimberga, la nave <em>Alan Kurdi <\/em>della Ong tedesca<em> Sea Eye<\/em>, con a bordo 61 migranti, soccorsi nei giorni precedenti in acque internazionali dove erano stati intercettati su imbarcazioni carenti di dotazioni di sicurezza, tanto da rendere necessario un immediato intervento a tutela della loro vita.<br \/>\nAd attenderli, sulla banchina del molo Norimberga, c\u2019erano, tra gli altri, anche gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Messina e del Gico della Guardia di Finanza che, congiuntamente, hanno avviato immediate indagini volte all\u2019individuazione di presunti scafisti. In particolare, gli investigatori hanno colto, fin da subito, gli elementi degni di approfondimento, grazie anche alle informazioni fornite da alcuni migranti.<br \/>\nLe versioni di coloro che sono stati ascoltati come testimoni sono risultate attendibili e hanno consentito di ricostruire quanto avvenuto prima della partenza. In alcuni casi, i migranti, dopo aver pagato una somma di denaro nel paese di origine, sono stati trasportati in Libia dove hanno trascorso alcuni giorni in un campo di detenzione in attesa di intraprendere il viaggio verso l\u2019Europa. In altri casi, invece, hanno subito torture e maltrattamenti. Solo dopo un periodo di prigionia e, in alcuni casi, di lavoro non retribuito, sono riusciti a partire.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 investigativa, seguita alle consuete operazioni di sbarco, \u00e8 stata supportata da immagini video estrapolate da alcuni cellulari in possesso dei migranti e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, ha permesso di individuare, tra le 61 persone soccorse in acque internazionali, coloro i quali hanno provveduto fattivamente al trasferimento dei migranti a bordo di natanti di fortuna dalla costa africana. Sono tre e hanno un\u2019et\u00e0 compresa tra 21 e i 25 anni e sono originari del Sudan, Somalia e Senegal.<br \/>\nSono tutti gravemente indiziati di aver commesso atti diretti a procurare illegalmente l\u2019ingresso nel territorio dello Stato dei cittadini extracomunitari dietro corresponsione di somme di denaro dall\u2019importo variabile, con le aggravanti di aver commesso i fatti in relazione a pi\u00f9 di cinque persone, esponendole a pericolo per la loro vita e incolumit\u00e0 fisica, sottoponendole a trattamento inumano e degradante.<br \/>\nSu disposizione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, i tre presunti scafisti sono stati trasferiti presso il carcere di Gazzi.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tre i presunti scafisti individuati dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza di Messina durante i controlli realizzati a seguito dello sbarco avvenuto lo scorso 4 dicembre a Messina. 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