{"id":36914,"date":"2019-09-18T13:11:21","date_gmt":"2019-09-18T11:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=36914"},"modified":"2019-09-18T13:11:21","modified_gmt":"2019-09-18T11:11:21","slug":"tentato-omicidio-aggravato-dal-metodo-mafioso-i-dettagli-dellindagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/09\/18\/tentato-omicidio-aggravato-dal-metodo-mafioso-i-dettagli-dellindagine\/","title":{"rendered":"Tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso: i dettagli dell&#039;indagine"},"content":{"rendered":"<p>Tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi comuni da sparo, rapina aggravata in concorso e trasferimento fraudolento di valori. Sono questi i gravi reati di cui sono ritenuti responsabili a vario titolo il 39enne Giuseppe Cut\u00e8 e il 22enne Paolo Gatto, messinesi gi\u00e0 noti alle forze dell\u2019ordine nei confronti dei quali alle prime luci dell\u2019alba di oggi \u00e8 stata eseguita un\u2019ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<h5><strong>Il reato di tentato omicidio<\/strong><\/h5>\n<p>Il provvedimento restrittivo trae origine dagli esiti di un\u2019articolata attivit\u00e0 d\u2019indagine sviluppata dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Messina Centro a seguito del tentato omicidio del 64enne pregiudicato Francesco Cuscin\u00e0, avvenuto il 25 agosto 2018 sul Viale Giostra, che ha consentito di individuare i responsabili del fatto di sangue &#8211; perpetrato in un contesto mafioso &#8211; e di far emergere il loro coinvolgimento in altri reati. Nello specifico i due destinatari della misura restrittiva sono ritenuti responsabili, in concorso tra di loro, di aver compiuto \u201c<em>atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte<\/em>\u201d dell\u2019uomo, \u201c<em>esplodendo diversi colpi d\u2019arma da fuoco, che lo colpivano alla testa, all\u2019addome e al braccio<\/em>\u201d, con la \u201c<em>circostanza aggravante di aver commesso il fatto con premeditazione e con modalit\u00e0 mafiose<\/em>\u201d.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 investigativa ha consentito di ricostruire il movente riconducibile ad un contrasto interno alla consorteria mafiosa egemone del quartiere di Giostra e la dinamica dell\u2019agguato armato, commesso in pieno giorno. Quella mattina i due arrestati si sono incontrati per premeditare l\u2019azione delittuosa ed intorno alle 8 e 45, a bordo di un motociclo, hanno raggiunto la vittima che si trovava in sosta con il proprio motociclo sul Viale Giostra, lungo la carreggiata in direzione mare-monte. Si sono affiancati al 64enne ed hanno esploso alcuni colpi d\u2019arma da fuoco in direzione dell\u2019uomo, sparando per uccidere. Tuttavia i due non sono riusciti a portare a termine l\u2019azione delittuosa a causa dell\u2019inceppamento della pistola dopo i primi colpi esplosi e hanno ingaggiato anche una colluttazione con la vittima. Quindi i due si sono dati alla fuga a bordo del motociclo mentre la vittima si \u00e8 recata prima presso il punto territoriale di emergenza di Messina Nord e, successivamente, presso l\u2019ospedale \u201cPiemonte\u201d.<br \/>\nLa vittima dell\u2019agguato, dopo le dimissioni dall\u2019ospedale, \u00e8 stata sentita dai Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro, dimostrandosi assolutamente non collaborativo e fornendo una versione dei fatti del tutto discordante rispetto a quanto accertato dai militari dell\u2019Arma. Nonostante le dichiarazioni fuorvianti della vittima, la successiva attivit\u00e0 investigativa condotta dai militari dell\u2019Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Messina, ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e attribuire la responsabilit\u00e0 del tentato omicidio ai due arrestati. Il quadro indiziario a carico dei due responsabili si \u00e8 arricchito anche grazie al contributo offerto dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, intraneo sin dai primi anni Novanta al clan mafioso operante nella zona di Giostra e facente capo al boss Luigi Galli, cos\u00ec come del resto anche i due autori del tentato omicidio e la vittima.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<h5><strong>Gli altri reati<\/strong><\/h5>\n<p>Dall\u2019inchiesta, inoltre, sono inoltre emersi ulteriori responsabilit\u00e0 dei due arrestati anche in relazione ad altri reati. In particolare, \u00e8 stata documentata l\u2019attribuzione fittizia ad un prestanome della titolarit\u00e0 di un negozio di scommesse sportive sito nel quartiere \u201cVilla Lina\u201d, di fatto di propriet\u00e0 e gestito da Cut\u00e8 ma intestato ad una 20enne incensurata del posto al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione. L\u2019autorit\u00e0 giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del suddetto esercizio commerciale che, peraltro, \u00e8 stato recentemente chiuso. Inoltre, Gatto \u00e8 stato individuato quale responsabile di una rapina a mano armata perpetrata nel mese di gennaio 2019 presso un distributore di benzina del Viale Giostra a Messina. In tale occasione, sotto la minaccia di un coltello, puntato alla gola e al ventre dell\u2019addetto al distributore, il 22enne si era fatto consegnare l\u2019incasso della giornata, pari a 500 euro. Infine, le indagini hanno evidenziato, cos\u00ec come riportato dal Gip nell\u2019ordinanza, il \u201c<em>clima di omert\u00e0 e reticenza che ha contrassegnato l\u2019intera vicenda, quale traspare dalla renitenza della stessa vittima a fornire agli inquirenti elementi utili per lo svolgimento delle indagini, renitenza spintasi fino alla rappresentazione dei fatti in modo totalmente diverso rispetto al loro effettivo svolgimento<\/em>\u201d.<br \/>\nDagli elementi raccolti emerge inoltre l\u2019allarmante caratura criminale degli indagati che ha indotto il Gip ha sottoporre gli arrestati alla misura di massimo rigore, ritenuta \u201c<em>unico strumento cautelare adeguato ad arginarne la temibile vocazione criminale e a prevenire il fondato pericolo di recidivizzazione<\/em>\u201d. Al termine delle operazioni gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Messina Gazzi a disposizione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di Messina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi comuni da sparo, rapina aggravata in concorso e trasferimento fraudolento di valori. 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