{"id":32760,"date":"2019-05-19T09:14:35","date_gmt":"2019-05-19T07:14:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=32760"},"modified":"2019-05-19T09:14:35","modified_gmt":"2019-05-19T07:14:35","slug":"le-sfide-insidiose-e-il-futuro-della-sicilia-di-limosani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/05\/19\/le-sfide-insidiose-e-il-futuro-della-sicilia-di-limosani\/","title":{"rendered":"Le sfide insidiose e il futuro della Sicilia. Di Limosani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quattro sono le grandi sfide che il governo della regione siciliana \u00e8 chiamato ad affrontare se intende garantire, in un prossimo futuro, uno sviluppo pi\u00f9 equo e sostenibile. Proviamo, sia pure in poco spazio, a tratteggiare i contorni di tali sfide. <strong>La prima \u00e8 quella demografica<\/strong>. Nel 2050, secondo le proiezioni ISTAT, la popolazione risulter\u00e0 in media pi\u00f9 anziana -passando da 43 a 51 anni- e la quota percentuale degli over 65 rispetto alla popolazione risulter\u00e0 pi\u00f9 alta che nel nord, attestandosi attorno al 40 per cento. La popolazione siciliana, quindi, invecchia e la quota di anziani sul totale aumenta. Non ci sono analisi statistiche consolidate per affermare che una popolazione meno giovane \u00e8 \u2018<em>meno inventiva, meno motivata e quindi meno produttiva<\/em>\u2019; ma \u00e8 certamente vero che l\u2019economia produrr\u00e0 di meno se le persone in et\u00e0 lavorativa diminuiscono.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda sfida \u00e8 quella tecnologica<\/strong>. Viviamo l\u2019era della rivoluzione digitale con prodotti sempre pi\u00f9 \u201cintelligenti, connessi, personalizzati, verdi e realizzati con nuovi materiali\u201d. A causa della rivoluzione digitale, per\u00f2, nei prossimi 15 anni il 47% dei posti di lavoro in USA sono a rischio; si stima un valore intorno al 30% per il nostro paese. Ora, guardando alle precedenti esperienze storiche, molti economisti sostengono che il mercato sar\u00e0 in grado di creare -nel lungo periodo- posti di lavoro in misura tale da superare quelli che sono andati \u201cdistrutti\u201d. Nessuna garanzia, tuttavia, pu\u00f2 essere concessa al fatto che il meccanismo di sostituzione sia valido anche per i singoli territori. Cio\u00e8 a dire, se si perdono 1000 posti di lavoro in Sicilia e nello stesso tempo si creano mille nuove occupazioni in Veneto il saldo occupazionale per il paese sar\u00e0 nullo, ma la Sicilia avr\u00e0 registrato una perdita netta. Se i nuovi posti, quindi, si creeranno prevalentemente nelle regioni ad economia forte, quelle in grado di investire in nuove tecnologie e formazione, mentre le perdite pi\u00f9 ingenti si registreranno nelle regioni ad economia debole, il divario \u00e8 destinato ad aumentare e l\u2019economia siciliana a subire un ulteriore collasso.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La terza sfida \u00e8 quella del capitale sociale<\/strong>. Secondo le proiezioni Istat, nel 2050 l&#8217;isola avr\u00e0 perso un milione di abitanti a causa d\u00ec denatalit\u00e0 e immigrazione e la \u2018fuga\u2019 riguarder\u00e0 prevalentemente i pi\u00f9 giovani. Non esiste evidenza empirica a favore della tesi che a lasciare i territori siano le risorse \u201cmigliori\u201d, ossia quelle che non hanno trovato protezione da parte del sistema di potere che sovente \u201ccontrolla\u201d la debole economia locale (<em>processi di selezione avversa<\/em>); ma certo \u00e8 che si tratta della pi\u00f9 ingente perdita di capitale sociale dopo la grande migrazione dei meridionali degli anni \u201950, perdita che incider\u00e0 negativamente sulle potenzialit\u00e0 di crescita futura del sistema economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La quarta sfida, infine, \u00e8 quella organizzativa<\/strong>. Secondo quasi tutti gli indicatori conosciuti, l\u2019Italia si colloca nelle posizioni di centro classifica per quanto riguarda l\u2019efficienza e l\u2019efficacia dell\u2019azione della pubblica amministrazione. E\u2019 un problema nazionale, dunque. Ma in Sicilia questa criticit\u00e0 assume rilievo ancora maggiore per il triste primato raggiunto nella gestione dei fondi strutturali. Ne abbiamo parlato altre volte; in questa sede \u00e8 utile ribadire che senza un\u2019azione di governo incisiva l\u2019inefficienza della macchina burocratica aumenta i costi per le imprese e compromette la capacit\u00e0 di generare reddito nel sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La consapevolezza delle sfide da affrontare deve accompagnare l\u2019azione dei <em>policy maker<\/em> e favorire nell\u2019opinione pubblica il dibattito ed il confronto tra le diverse opzioni di politica economica che i governi, sia nazionale che regionale, hanno la responsabilit\u00e0 di mettere sul tavolo. Vincere queste sfide, infatti, dipender\u00e0 da quello che tutti noi saremo in grado di fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prof. Michele Limosani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro sono le grandi sfide che il governo della regione siciliana \u00e8 chiamato ad affrontare se intende garantire, in un prossimo futuro, uno sviluppo pi\u00f9 equo e sostenibile. Proviamo, sia pure in poco spazio, a tratteggiare i contorni di tali sfide. La prima \u00e8 quella demografica. 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