{"id":32141,"date":"2019-05-02T12:14:58","date_gmt":"2019-05-02T10:14:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=32141"},"modified":"2019-05-02T12:14:58","modified_gmt":"2019-05-02T10:14:58","slug":"dia-panvino-lascia-la-dirigenza-per-recarsi-a-nuoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/05\/02\/dia-panvino-lascia-la-dirigenza-per-recarsi-a-nuoro\/","title":{"rendered":"Dia, Panvino lascia la dirigenza per recarsi a Nuoro"},"content":{"rendered":"<p>Dopo cinque anni di permanenza a capo del Centro Operativo Dia, il primo Dirigente della Polizia di Stato dottor Renato Panvino lascia Catania per assumere l\u2019incarico di Vicario del Questore di Nuoro. Giunto nel 2014 a dirigere la Dia etnea, sotto la direzione del dottor Panvino sono stati raggiunti importanti risultati operativi nel campo del contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso in tutta la Sicilia orientale, con la conduzione di significative operazioni di polizia giudiziaria e l\u2019aggressione ai patrimoni illeciti dei clan mafiosi, mediante il sequestro e la confisca di beni per centinaia di milioni di euro.<br \/>\nNumerose sono state le operazioni di polizia giudiziaria condotte dal 2014 nelle province di Catania, Messina (dove insiste la dipendente Sezione Operativa), Siracusa e Ragusa, che hanno consentito in questi anni di giungere anche alla cattura di latitanti: nel 2014 <strong>Mario Pappalardo<\/strong>, ritenuto al vertice del clan mafioso catanese dei Mazzei (noti come <em>Carcagnusi<\/em>); nel 2015, <strong>Paolo Balsamo<\/strong>, soprannominato \u201c<em>Sucasangu-Buttafuoco<\/em>\u201d, affiliato al clan catanese dei \u201c<em>Cursoti<\/em>\u201d; nel 2016, in collaborazione con il Serv<em>izio di Cooperazione Internazionale di Polizia, <\/em>veniva catturata a Malta la latitante <strong>Donatella Concas, <\/strong>colpita da ordine di esecuzione per la carcerazione per reati associativi, in quanto appartenente al noto clan mafioso dei <strong><em>\u201c<\/em><\/strong><em>Casalesi<strong>\u201d<\/strong><\/em> attivo in Campania.<br \/>\n<strong>Lotta alla criminalit\u00e0 organizzata.<\/strong> Svariate e significative sono le attivit\u00e0 investigative svolte a contrasto delle pi\u00f9 pericolose e potenti cosche mafiose operanti nelle province siciliane, tra le quali si ricordano le pi\u00f9 importanti. Nel <strong>2014<\/strong>, l\u2019operazione <strong><em>\u201cIppocampo\u201d<\/em><\/strong>, con l\u2019arresto di esponenti di spicco del pericoloso sodalizio mafioso catanese dei Mazzei. Sul versante messinese, veniva condotta l\u2019importante operazione di polizia giudiziaria denominata \u201c<strong><em>Tekno\u201d<\/em><\/strong>, nell\u2019ambito della quale erano tratti in arresto funzionari del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) di Messina, in quanto ritenuti responsabili dei reati di turbata libert\u00e0 degli incanti, corruzione, istigazione alla corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilit\u00e0, in relazione all\u2019aggiudicazione di appalti pubblici banditi dal Cas, condotte consistite in ripetute anomale richieste, offerte e dazioni di denaro e di altre utilit\u00e0 in favore dei pubblici funzionari ed imprenditori coinvolti in detti appalti. Gli approfondimenti di un troncone dell\u2019indagine relativo alle verifiche sui meccanismi di attribuzione dei premi ai dipendenti confluiva nell\u2019operazione <strong><em>\u201cTekno- Incentivi progettuali\u201d<\/em><\/strong>, nel <strong>2017,<\/strong> che ha visto coinvolti 57 indagati, tutti dipendenti del Cas, alcuni dei quali destinatari della misura interdittiva della sospensione dall\u2019esercizio di pubblico ufficio o servizio, per la durata di mesi 6, tutti gli indagati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di peculato e falsit\u00e0 ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. L\u2019ulteriore attivit\u00e0 investigativa, finalizzata a risalire alle connivenze esistenti all\u2019interno della Pubblica Amministrazione, conduceva all\u2019operazione <strong><em>\u201cTerzo livello\u201d<\/em><\/strong>, che svelava una rete di rapporti clientelari e affaristici nella gestione del Comune di Messina. Veniva data esecuzione dei 13 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Messina, nei confronti di esponenti di spicco della politica cittadina, tra i quali l\u2019ex presidente del Consiglio Comunale \u2013 che avrebbe gestito e pilotato in maniera personalistica appalti e affari all\u2019interno del Comune \u2013 e della criminalit\u00e0 peloritana, imprenditori e faccendieri di origine messinese, e a provvedimenti cautelari reali per un valore complessivo di circa 35 milioni di euro.<br \/>\nNell\u2019ottobre del <strong>2016<\/strong>, nell\u2019ambito dell\u2019operazione denominata <strong><em>\u201cG\u00f2rgoni\u201d<\/em><\/strong>, veniva sottoposti a fermo Ascenzio Maria Catena Maesano, sindaco pro tempore del comune di Aci Catena, unitamente a un consigliere del medesimo Comune (Presidente della 1^ Commissione Consiliare Bilancio e Finanze e gi\u00e0 funzionario del Comune fino al 2010) e a un imprenditore<strong>, <\/strong>Direttore Generale della Halley Consulting SpA, tutti ritenuti responsabili &#8211; a vario titolo &#8211; del reato continuato di corruzione per atti contrari ai doveri d\u2019ufficio. L\u2019attivit\u00e0 investigativa, completata nel 2017, consentiva di disvelare il rapporto esistente tra la mafia ed il settore imprenditoriale dei cosiddetti colletti bianchi e culminava nell\u2019emissione di un provvedimento cautelare, in esecuzione del quale venivano arrestate <strong>16 <\/strong>persone, elementi di spicco dei clan \u201c<em>Cappello<\/em>\u201d e \u201c<em>Laudani<\/em>\u201d di Catania, nonch\u00e9 di imprenditori e funzionari amministrativi del Ccomune di Trecastagni, responsabili dei procedimenti di affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti, con il sequestro preventivo di beni per un valore di <strong>30 milioni di euro<\/strong>, e dell\u2019intero compendio aziendale della societ\u00e0 E.F. Servizi Ecologici srl, alla quale veniva contestata la responsabilit\u00e0 unitamente alla Senesi SpA. Nel <strong>2017,<\/strong> si segnala anche l\u2019operazione <strong><em>\u201cLazarus\u201d<\/em><\/strong>, con l\u2019arresto di diversi pregiudicati, tra i quali spicca il boss mafioso Maurizio Galletta, pluripregiudicato e cugino del noto boss Maurizio Zuccaro<strong>, <\/strong>imparentato con Salvatore Santapaola, fratello del pi\u00f9 noto Benedetto <em>\u201cNitto\u201d <\/em>Santapaola.<br \/>\nLa materia degli appalti banditi e affidati per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani \u00e8 stata ulteriormente approfondita nell\u2019ambito di un\u2019ulteriore operazione di polizia giudiziaria, <strong><em>\u201cGarbage Affair\u201d<\/em><\/strong>, che nel <strong>2018<\/strong> conduceva all\u2019arresto di imprenditori e funzionari con ruoli apicali in seno alla Pubblica Amministrazione, in servizio presso il comune di Catania \u2013 Settore Ecologia e Ambiente e la Ragioneria Generale, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di turbata libert\u00e0 degli incanti e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. In particolare, il provvedimento ha colpito dirigenti e soci delle societ\u00e0 ECO.CAR srl e Senesi SpA, funzionari comunali, quali il Ragioniere Generale, il Direttore della Direzione Ecologia e Ambiente e il Direttore Esecuzione del Contratto per i servizi di spazzamento, raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e altri servizi di igiene pubblica, del Comune di Catania, appalto considerato il pi\u00f9 consistente nel territorio nazionale (350 milioni di euro). Per tale operazione Legambiente conferiva il Premio Ambiente e Legalit\u00e0 2018 alla Dia di Catania. Sempre nel 2018, anche la Fondazione Antonino Caponnetto conferiva al Centro Operativo Dia di Catania il Premio OMCOM per <em>\u201cl\u2019impegno quotidiano profuso dall\u2019Ufficio contro la mafia degli anni \u201890\u201d.<\/em><br \/>\nSempre nel <strong>2018<\/strong>, dopo l\u2019operazione <strong><em>\u201cAgon\u201d<\/em><\/strong>, con la notifica di numerosi avvisi di garanzia per il reato di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale, nel mese di luglio nell\u2019ambito dell\u2019operazione denominata \u201c<strong><em>Giano Bifronte<\/em>\u201d,<\/strong> sono stati tratti in arresto imprenditori coinvolti nella distrazione di fondi regionali per un valore di circa 10 milioni di euro, destinati a strutture socio-sanitarie. In particolare, il provvedimento ha colpito tra gli altri Corrado Labisi, gi\u00e0 Presidente del Consiglio di Amministrazione dell\u2019Istituto Medico Psico-Pedagogico \u201cLucia Mangano\u201d, ente che si propone di assistere moralmente e socialmente i poveri della citt\u00e0 e della provincia, nonch\u00e9 Presidente dell\u2019associazione denominata \u201cSaetta \u2013 Livatino\u201d, impegnata a sostenere iniziative antimafia.<br \/>\n<strong>Aggressione ai patrimoni illeciti. <\/strong>Nell\u2019ambito dell\u2019aggressione ai patrimoni illeciti, nel corso degli ultimi cinque anni sono stati, complessivamente, sequestrati beni per un valore di circa <strong>279 milioni di euro<\/strong> e confiscati beni per oltre <strong>456 milioni di euro<\/strong>, patrimoni illeciti sottratti alla disponibilit\u00e0 delle consorterie mafiose operanti nelle province della Sicilia orientale e riacquisiti a disposizione della collettivit\u00e0, in piena sinergia con le Direzioni Distrettuali Antimafia di Catania e Messina. Si citano, di seguito, le pi\u00f9 rilevanti.<br \/>\nNel <strong>2014<\/strong>, ad opera della Sezione Operativa di Messina, il contestuale sequestro e confisca dell\u2019intero patrimonio riferibile a <strong>Giuseppe<\/strong> <strong>Scinardo<\/strong> \u2013 ritenuto appartenere alla famiglia mafiosa di Mistretta e uomo di fiducia del defunto boss Sebastiano Rampulla, quest\u2019ultimo al vertice della stessa e rappresentante di Cosa Nostra per la provincia di Messina &#8211; ammontante a circa <strong>50 milioni di euro<\/strong>.<br \/>\nNel <strong>2016,<\/strong> la Dia di Messina procedeva al sequestro\/confisca del patrimonio nella disponibilit\u00e0 di <strong>Mario Giuseppe Scinardo,<\/strong> per un valore complessivo pari a\u00a0 <strong>15 milioni di euro.<\/strong><br \/>\nNel <strong>2017<\/strong>, sempre ad opera della Sezione Operativa di Messina, confisca del patrimonio, mobiliare e immobiliare di <strong>Salvatore<\/strong> <strong>Santalucia<\/strong> (strettamente legato alle note famiglie mafiose <em>Santapaola<\/em> di Catania &#8211; per il tramite di esponenti di vertice del clan \u201c<em>Brunetto<\/em>\u201d attivo nel versante jonico della provincia etnea &#8211; e a quella \u201c<em>Barcellonese<\/em>\u201d, <em>\u201creferente\u201d <\/em>per la zona di Roccella Valdemone delle attivit\u00e0 criminali finalizzate all\u2019illecito controllo degli appalti) per un valore complessivo di <strong>28,5 milioni di euro<\/strong>, e la confisca di tutto il patrimonio, comprensivo anche di svariati contesti imprenditoriali, il tutto per un valore pari ad <strong>170 milioni di euro<\/strong>, riconducibile all\u2019imprenditore <strong>Pietro Tindaro Mollica.<\/strong> Nel dicembre 2017, ad opera del Centro Operativo di Catania, il sequestro del patrimonio di <strong>Giovanni Cilia<\/strong>, appartenente al <em>clan<\/em> mafioso \u201cDominante\u201d, aderente alla <em>Stidda<\/em>, egemone a Vittoria e in tutta la provincia di Ragusa, per un valore complessivamente stimato in <strong>20 milioni di euro.<\/strong><br \/>\nNel <strong>2018<\/strong>, si segnalano: <strong>1) <\/strong>nel mese di gennaio<strong>, <\/strong>\u00a0la Sezione Operativa di Messina procedeva alla confisca definitiva del patrimonio di <strong>Nicola Pellegrino<\/strong>, per un valore complessivo di circa <strong>51 milioni <\/strong>di Euro; <strong>2) <\/strong>nel mese di marzo, il Centro Operativo di Catania procedeva alla confisca definitiva del patrimonio di <strong>Gaetano Liuzzo Scorpo,<\/strong> noto imprenditore originario di Tortorici a capo di alcune aziende operanti nel settore del noleggio di apparecchiature elettroniche (videogiochi) &#8211; ritenuto in stretti rapporti con gli elementi di vertice del clan mafioso \u201c<em>Trigila \u2013 Aparo\u201d<\/em>, attivo nel territorio della provincia aretusea &#8211; consistenti in beni di varia natura per un valore complessivo stimato in <strong>9 milioni<\/strong> di Euro<strong>; 3) <\/strong>nel mese di giugno, la Dia di Messina, supportata dal Centro Operativo di Catania, a conclusione di un\u2019articolata attivit\u00e0 investigativa procedeva al sequestro di un ingente patrimonio nella disponibilit\u00e0 di <strong>Pietro Nicola Mazzagatti<\/strong>, soggetto di Santa Lucia del Mela socialmente pericoloso ed indiziato di appartenere all\u2019organizzazione mafiosa denominata \u201cclan dei Barcellonesi\u201d, attiva nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto e nei comuni limitrofi, costola di \u201cCosa Nostra\u201d siciliana. Il patrimonio, comprensivo anche di contesti imprenditoriali importanti quale la prestigiosa struttura ricettiva e sala ricevimenti \u201cVilla Mont Valerie\u201d, o anche il bar\/gelateria \u201cValerie Coffee and Pastry\u201d sito nella nota localit\u00e0 turistica di Milazzo ed appena inaugurato, comprendeva svariati beni immobili, aziende, terreni, rapporti finanziari e mezzi personali e aziendali, per un valore complessivo stimato di circa <strong>32 milioni di euro; 4) <\/strong>nel mese di luglio, la Dia di Messina, supportata dal Centro Operativo di Catania, a conclusione di un\u2019articolata attivit\u00e0 d\u2019indagine economico-finanziaria procedeva, in esecuzione a specifico provvedimento emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione di Messina, al sequestro del patrimonio nella disponibilit\u00e0 di <strong>Nunzio Ruggieri<\/strong>, del quale era stato appurato l\u2019esercizio di attivit\u00e0 usuraia, per un valore stimato di circa <strong>9 milioni di euro;<\/strong> il Centro Operativo di Catania procedeva alla confisca del patrimonio nella disponibilit\u00e0 di <strong>Giacomo Consalvo<\/strong>, pluripregiudicato e gi\u00e0 sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, capo del nucleo familiare contiguo al <em>clan<\/em> mafioso \u201c<strong>Dominante<\/strong>\u201d, aderente alla <em>Stidda<\/em>, titolare di una ditta di imballaggi per prodotti ortofrutticoli, per un valore stimato di <strong>5 milioni di euro<\/strong>.<br \/>\nNel primo quadrimestre <strong>2019<\/strong> si segnala la confisca patrimoniale, per un valore stimato di <strong>10 milioni di euro,<\/strong> eseguita dal Centro Operativo di Catania nel mese di aprile, nei confronti di <strong>Rosario Di Perna<\/strong>, imprenditore agricolo di Patern\u00f2 (CT), gi\u00e0 colpito dal ordinanza di custodia cautelare nell\u2019ambito dell\u2019operazione di polizia giudiziaria denominata \u201c<em>Slave<\/em>\u201d perch\u00e9 ritenuto indiziato di aver costituito un\u2019associazione, operante in Patern\u00f2 e Romania, preordinata al reclutamento manodopera rumena per l\u2019impiego nelle campagne paternesi in assenza delle garanzie minime di tutela spettanti ai lavoratori, costringendo le numerose vittime a subire condizioni lavorative vessatorie con violenze e minacce, implicite ed esplicite, integrando nei loro confronti pi\u00f9 delitti di estorsione (<em>cosiddetto caporalato<\/em>).<br \/>\nTali risultati costituiscono la realizzazione di un vero e proprio \u201cmodello Catania\u201d nei metodi di contrasto alla criminalit\u00e0 mafiosa nella Sicilia orientale, secondo quanto propiziato e sostenuto dal Procuratore Capo della Repubblica di Catania, dottor Carmelo Zuccaro, che ha sapientemente coordinato le attivit\u00e0 investigative, riconoscendo alla Dia etnea un ruolo di primo piano nella conduzione delle pi\u00f9 delicate indagini, riguardanti non solo la lotta ai clan pi\u00f9 pericolosi di Catania e delle province della Sicilia sud-orientale, ma anche il nebuloso settore dove da sempre operano e fanno affari i vertici delle organizzazioni criminali e i \u201ccolletti bianchi\u201d, dell\u2019imprenditoria e della Pubblica Amministrazione, nella quale, secondo una pi\u00f9 recente e rinnovata strategia criminale, i clan tentano continuamente di infiltrarsi per condizionarne il funzionamento e lucrare nuovi illeciti guadagni, principalmente tramite il controllo degli appalti pubblici.<br \/>\nA quest\u2019ultimo proposito, notevole \u00e8 stato l\u2019impegno profuso dalla Dia di Catania e Messina, che, sotto la direzione del dottor Panvino, hanno massimizzato gli sforzi operativi anche sotto il profilo del monitoraggio degli appalti pubblici e dell\u2019attivit\u00e0 informativa antimafia, in piena sinergia con le autorit\u00e0 prefettizie, con le quali hanno collaborato strettamente anche in occasione dell\u2019attivit\u00e0 svolta dalle commissioni di accesso istituite, in seguito ad importanti operazioni di polizia giudiziaria, nei comuni di Trecastagni, Vittoria, Pachino, Mistretta, tutti all\u2019esito sciolti con provvedimento governativo.<br \/>\nIn tale ambito, un particolare sforzo operativo \u00e8 stato profuso con un importante contributo fornito, mediante una intensa, permeante e tempestiva attivit\u00e0 informativa, in occasione dei preparativi e dello svolgimento dell\u2019importante vertice internazionale del G7, tenutosi a Taormina nel maggio del 2017.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo cinque anni di permanenza a capo del Centro Operativo Dia, il primo Dirigente della Polizia di Stato dottor Renato Panvino lascia Catania per assumere l\u2019incarico di Vicario del Questore di Nuoro. 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