{"id":30303,"date":"2019-03-10T00:44:37","date_gmt":"2019-03-09T23:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=30303"},"modified":"2019-03-10T00:44:37","modified_gmt":"2019-03-09T23:44:37","slug":"la-democrazia-tradita-di-pericle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/03\/10\/la-democrazia-tradita-di-pericle\/","title":{"rendered":"La democrazia tradita. Di Pericle"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lega e Cinque Stelle sono espressione di una deriva democratica che in nome della legittimit\u00e0 (consenso) ha sottomesso la legalit\u00e0 (diritto). In questo matrimonio coatto e di esclusivo interesse, &#8220;il contratto&#8221;, rappresenta la pi\u00f9 palese violazione del patto con gli elettori.<\/span><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La fine dei partiti e l&#8217;evaporazione della classe politica che i partiti avevano prodotto, non ha fatto germogliare una classe dirigente idonea ad affrontare la ristrutturazione o la costruzione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>del Paese. Il post tangentopoli non ha visto nascere figure dotate di visione e lungimiranza che, proiettando l&#8217;occhio verso il futuro, preservassero gli insegnamenti del passato per evitare di ricadere negli errori commessi. Il nuovo ha assunto i caratteri dell&#8217;opportunismo e della contrapposizione fine a se stessa. Si \u00e8 assistito ad un precostituito e pervicace corpo a corpo, ad un duello rusticano nel quale il vincitore dispone d&#8217;ogni cosa, mentre il vinto deve essere privato anche dell&#8217;onore.<\/span><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La fine dei partiti ha annullato in poco tempo anche le ideologie e, con la fine di queste, si sta compromettendo anche la democrazia che lentamente si \u00e8 trasformata in una democratura. Mistificando il concetto di popolo si \u00e8 sviluppato il populismo e si teorizza il sovranismo, mentre l&#8217;incompetenza viene celebrata come egualitarismo. La lotta al cosiddetto establishment ha causato una tabula rasa e un deserto difficile da dissodare. A imprimere questi caratteri negativi ha contribuito in gran parte il sistema politico che certamente, dopo quarant&#8217;anni, ha mostrato segni vistosi di logoramento. L&#8217;occupazione dello Stato da parte dei partiti ha amplificato all&#8217;infinito la sfera del pubblico che \u00e8 ormai una gigantesca macchina burocratica, inefficiente, improduttiva e male gestita. A queste considerazioni va aggiunta un&#8217;altra verit\u00e0: i cittadini<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sono privi di un forte senso dello Stato e ancora incerti su diritti e doveri da pretendere e rispettare. Ne \u00e8 nata una spirale perversa che in questi ultimi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>anni di storia repubblicana si avvita su se stessa fino a stritolare il sistema politico, lasciando disorientato il Paese, ancora alla ricerca di una nuova identit\u00e0, di una democrazia compiuta. Questo vuoto \u00e8 stato occupato dalla Lega e dal Movimento 5Stelle. Si assomigliano queste due entit\u00e0 politiche: si tratta di due radicalismi politici nati e cresciuti senza basi ideologiche ma sostenuti solo da un atteggiamento antagonista.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il sovranismo \u00e8 incarnato dalla Lega capace di intercettare il risentimento cui ha offerto un bersaglio e un nemico, prima rappresentato dai terroni e oggi dallo straniero. I Cinque Stelle fondano la loro cultura su un radicalismo egualitario e camaleontico basato sull&#8217;antipolitica, che asseconda il ribellismo e gli umori del momento. Ambedue questi soggetti non sono in grado di offrire informazioni e soluzioni che riguardino la demografia, l&#8217;economia, il ruolo della politica e della scienza nella societ\u00e0. Essi basano i loro principi su un grande strumento -internet- che viene adoperato solo come mezzo di eccitazione della emotivit\u00e0 e non di stimolo al ragionamento.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La democrazia, scriveva Aldo Moro, &#8220;non \u00e8 solo espressione della libert\u00e0, ma anche approfondimento della dignit\u00e0 umana nel suo pieno significato. Certamente la libert\u00e0 cos\u00ec intesa reca con s\u00e9 il pericolo di involuzioni ed errori. Ma questi non si possono evitare se non con un rigido dogmatismo che si instaura fatalmente a prezzo della libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 umana. Ogni idea della libert\u00e0 puntualmente coincidente con un sistema precostituito e immutabile \u00e8 cosa vaga e pericolosa. La vera libert\u00e0 si vive faticosamente tra continue insidie: ma senza lavoro e rischio non c&#8217;\u00e8 merito n\u00e9 possibilit\u00e0 di riprendere incessantemente il cammino&#8221; (Dall&#8217; &#8220;Osservatorio&#8221; n.2 di Studium). Lo spettacolo che la politica ha offerto negli ultimi anni ha avuto il coronamento scenico dopo il 4\/Marzo\/2018. In questo film le scene mettono a fuoco: il convincimento che si possa governare senza conoscere e approfondire dossier e che, al contrario, si debba solo coltivare il proprio elettorato per aumentare o consolidare il consenso. Il Capitano della Lega, Matteo Salvini, \u00e8 l&#8217;attore protagonista di questo spettacolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Altra scena \u00e8 rappresentata dalla convinzione che non \u00e8 necessario, per dirigere un ministero, n\u00e9 una competenza specifica n\u00e9 una consolidata esperienza politica. \u00c8 vero che ministri incompetenti ve ne sono sempre stati, ma non era mai successo che fossero cos\u00ec numerosi e non provassero il pudore della vergogna. Ma la scena pi\u00f9 ossessiva dello spettacolo \u00e8 rappresentata dalla centralit\u00e0 assolutistica di internet. La necessit\u00e0 di &#8220;esserci sempre&#8221; \u00e8 divenuta l&#8217;unica espressione intellettiva e l&#8217;esclusiva espressione politica: non idee, ma solo esternazioni, insulti e volgarit\u00e0. Se non fosse bastevole la trama di questo spettacolo, in un crescendo paranoico, si assiste ad una proterva e scientifica delegittimazione delle istituzioni, dei corpi intermedi, dei rappresentanti degli altri Stati e degli organismi sovranazionali. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I ministri di questo governo gialloverde si sono rivolti alla Banca d&#8217;Italia o al Presidente di uno Stato estero come ci si pu\u00f2 rivolgere alla suocera, al vicino di casa o al tifoso di un&#8217;altra squadra. Definire tale atteggiamento una caduta di garbo istituzionale non \u00e8 sufficiente: \u00e8 un segno di deriva democratica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma ci\u00f2 che maggiormente mette in evidenza il tradimento nei confronti degli elettori e mistifica la Costituzione \u00e8 il concetto di &#8220;contratto&#8221;. Scrive Luca Ricolfi: &#8220;Qui l&#8217;innovazione \u00e8 davvero radicale, perch\u00e8 capovolge quello che \u00e8 stato il cardine della seconda Repubblica, ovvero il principio per cui \u00e8 un diritto fondamentale dei cittadini conoscere prima del voto non solo i programmi dei partiti ma anche le alleanze. Questa , per venticinque anni, \u00e8 stata l&#8217;ideologia centrale della seconda Repubblica e la base della sua superiorit\u00e0 rispetto alla prima. Contro le perpetue manovre parlamentari della prima Repubblica, la seconda ha sempre proclamato che le carte vanno scoperte prima, e che \u00e8 immorale chiedere il voto agli elettori in nome di uno schieramento, per poi cambiare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le carte in tavola una volta entrati in Parlamento. Ora,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con il contratto di governo, non solo si abbandona il principio che le alleanze si fanno prima del voto, ma si osa quello che nemmeno nella prima Repubblica si era mai osato: fare un governo con l&#8217;avversario politico, in nome di un &#8220;contratto&#8221; che non impegna i contraenti in una alleanza politica, ma si limita a regolarne gli scambi reciproci di favori nell&#8217;orizzonte di una singola legislatura&#8221;. (Il contratto che ha stravolto la politica. Gazzettino 2\/3\/2019).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Che questo contratto sia la pi\u00f9 nitida istantanea di un mercato delle vacche \u00e8 palesemente dimostrato da: caso Diciotti, decreto Pillon, reddito di cittadinanza, decreto sicurezza, legittima difesa, legge spazzacorrotti, riduzione della prescrizione, quota 100). Non vi era infatti, durante la campagna elettorale, alcun punto in comune o coincidenza nei programmi di Lega e Cinque Stelle su questi argomenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tutto questo palesa che ci troviamo di fronte: non a una democrazia incompiuta, ma al<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rischio di una deriva democratica causata dalla disgregazione del sistema tradizionale dei partiti e dall&#8217;avvento di forze politiche sovraniste e populiste definite postideologiche. Cosa significa postideologico: superamento di idee e valori obsoleti o assenza di idee e valori? Il radicalismo di Lega e M5S non consente una risposta e pone dei dubbi sulla tenuta democratica del Paese.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lega e Cinque Stelle sono espressione di una deriva democratica che in nome della legittimit\u00e0 (consenso) ha sottomesso la legalit\u00e0 (diritto). 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