{"id":30231,"date":"2019-03-07T18:56:36","date_gmt":"2019-03-07T17:56:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=30231"},"modified":"2019-03-07T18:56:36","modified_gmt":"2019-03-07T17:56:36","slug":"weekend-dautore-al-teatro-vittorio-emanuele-intervista-a-franco-branciaroli-protagonista-de-i-miserabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/03\/07\/weekend-dautore-al-teatro-vittorio-emanuele-intervista-a-franco-branciaroli-protagonista-de-i-miserabili\/","title":{"rendered":"Weekend d&#039;autore al Teatro Vittorio Emanuele. Intervista a Franco Branciaroli, protagonista de I Miserabili"},"content":{"rendered":"<p>Ancora grande spettacolo al Teatro Vittorio Emanuele. Da domani fino a domenica, infatti andr\u00e0 in scena I Miserabili. A dare vita al capolavoro\u00a0 di Victor Hugo\u00a0 un grandioso cast capitanato da Franco Branciaroli; al suo fianco Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos e Valentina Violo.<br \/>\nLa \u00a0storia \u00e8 quella del \u00a0generoso galeotto Jean Valjean, di Fantine e di sua figlia Cosette, dell\u2019oscuro Javert, dei Th\u00e9nardier, di Marius, Gavroche, Eponine e di tutti gli altri\u2026 \u201cI Miserabili\u201d appartiene alla storia non solo della letteratura, ma del genere umano. Questo romanzo geniale parla a ogni epoca come se ne fosse l\u2019espressione diretta, perch\u00e9 tocca al cuore grandi temi universali come la dignit\u00e0, il dolore, la misericordia, la giustizia, il male, la redenzione. Franco Per\u00f2, Luca Doninelli e Franco Branciaroli portano in scena questa sterminata, meravigliosa sinfonia umana. In occasione\u00a0 dello spettacolo proponiamo un\u2019intervista al regista Franco Per\u00f2 a cura<strong> di Ilaria Lucari<\/strong><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<strong><em>Accostarsi ai \u201cI Miserabili\u201d di Victor Hugo ha rappresentato per tutti voi, attori e creatori, un\u2019impresa emozionante e anche \u201ctemeraria\u201d, come l\u2019ha definita Luca Doninelli accettando la sfida dell\u2019adattamento di questo capolavoro\u2026<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abMolti sono stati i motivi che ci hanno spinto verso questa follia: forse uno dei primi che ci portati verso questa scelta, \u00e8 nato dallo sguardo sul momento che stiamo vivendo nelle nostre societ\u00e0, dove si assiste all\u2019inesorabile ampliarsi della forbice fra i \u201cmolto ricchi\u201d e i \u201cmolto poveri\u201d, fra chi \u00e8 inserito nella societ\u00e0 e chi invece ne \u00e8 ai margini. Dopo anni in cui, allo Stabile, attraverso la drammaturgia, abbiamo indagato il microcosmo della famiglia (Scandalo di Schnitzler, Play Strindberg di D\u00fcrrenmatt), apriamo ora lo sguardo al macrocosmo della societ\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre pi\u00f9 attratto da operazioni legate alla narrativa. La narrativa sulla scena \u00e8 un mezzo che permette di attrarre anche fasce non abituate a frequentare le platee teatrali. Naturale dunque guardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede. Accanto a quella mitteleuropea, ho sempre frequentato soprattutto la letteratura francese (come l\u2019adattamento de Lo Straniero lo splendido romanzo di Camus, che ho portato pi\u00f9 volte sulla scena).<\/em><br \/>\n<em>Ne I Miserabili possiamo vedere la storia della redenzione di un galeotto, il rapporto con il sacro, la grande Storia, l\u2019amore, la ribellione, l\u2019ingiustizia sociale\u2026 Concordo con il recente parere di un critico francese che ha scritto che si tratta forse del romanzo pi\u00f9 famoso che esista in occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto \u00e8 imponente. I Miserabili \u00e8 veramente un fiume in piena: devi gettarti dentro e lasciarti trasportare\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<strong><em>\u00c8 anche un\u2019opera capace come rare di parlare al nostro tempo\u2026<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abNon c\u2019\u00e8 stata una giornata delle prove in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola, non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, le nostra societ\u00e0 occidentali\u2026 Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovani rivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamento drammaturgico: sembrava scritta nel nostro \u201968. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase di Victor Hugo, che continua a stupirci e impressionarci per queste sue assonanze con l\u2019attualit\u00e0, per la capacit\u00e0 di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi\u2026 ed \u00e8 questo un altro tratto distintivo della sua travolgente scrittura\u00bb<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<strong><em>In questo grande affresco, ogni personaggio, ogni storia ha rilievo, respiro, chiaroscuri da tratteggiare: accanto a Franco Branciaroli, ha raccolto attori diversi per formazione e provenienza, ma tutti di notevole talento\u2026<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abOgni personaggio \u00e8 protagonista di un proprio romanzo all\u2019interno de I Miserabili, ogni attore ha un ruolo fondamentale: mi \u00e8 sembrato giusto partire dagli otto attori che compongono la Compagnia dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, poi ho integrato il cast con alcuni altri attori tutti di grande qualit\u00e0\u2026 e poi esiste Jean Valjean. Un personaggio monstre che aveva bisogno di un attore altrettanto monstre: Franco Branciaroli. Diverse ragioni mi hanno indirizzato a lui: mi ha favorito sapere che aveva gi\u00e0 collaborato con lo Stabile in un affascinante Galileo, mi hanno colpito alcune sue follie sceniche, come \u201cDipartita finale\u201d che ho voluto nella scorsa stagione, e naturalmente ho ammirato la sua carriera, i lavori con Ronconi\u2026 C\u2019\u00e8 inoltre il piacere di incontrarlo finalmente sulla scena: mi era capitato soltanto in una singolare occasione di inizio carriera. Il primo spettacolo che affrontai fuori Trieste, da giovane e inespertissimo attore, fu infatti il Ges\u00f9 di Carl Theodor Dreyer prodotto dallo Stabile di Torino per la regia di Aldo Trionfo. Eravamo un grande gruppo, tutti nel ruolo dei \u201cfraticelli\u201d: attorno a me, Nanni Garella, Saverio Marconi\u2026 e Franco Branciaroli era naturalmente Ges\u00f9. Poi ci siamo incrociati spesso, ma stranamente mai trovati sullo stesso palcoscenico.<\/em><br \/>\n<em>Ho messo in rapporto tutto ci\u00f2, la sua bravura, la sua generosit\u00e0 e la sua capacit\u00e0 di essere fuori dalle regole, fuori dagli schemi\u2026 com\u2019\u00e8 Jean Valjean, che \u00e8 tutto: un santo e anche un vero galeotto. E l\u2019incontro \u00e8 avvenuto, ed \u00e8 stato molto bello. Sono rimasto colpito dall\u2019atteggiamento di Franco (che devo ringraziare anche per l\u2019incontro con Luca Doninelli), dalla sua disponibilit\u00e0, l\u2019impegno, il pudore e la sensibilit\u00e0 con cui propone e suggerisce\u2026 Branciaroli \u00e8 un grande strumento, uno dei rari attori che si mette completamente a disposizione del lavoro\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<strong><em>Come ha concepito, assieme ai suoi collaboratori, una dimensione iconografica in grado di restituire soluzioni per le tante ambientazioni previste dal romanzo?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abCerco sempre di creare un\u2019armonia fra i diversi linguaggi che si fondono nello spettacolo e trovarla per I Miserabili era fondamentale: da un lato ho collaborato con professionisti con cui ho un rapporto di fiducia da lungo tempo, come Andrea Viotti per i costumi e Antonio Di Pofi, per le musiche. Dall\u2019altra parte ho invece cercato di svincolarmi dal passato, cercando qualcuno che mi provocasse con nuove idee. Domenico Franchi \u2013 un artista di grande esperienza e scuola, che \u00e8 scenografo e pittore \u2013 ha risposto appieno a questa mia esigenza e nella scenografia ha saputo coniugare una necessaria astrazione alla concretezza materica. La scena \u00e8 dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi: si muoveranno sempre, offrendo la possibilit\u00e0 di continui mutamenti di scena e di sfondo e questo non certo seguendo l\u2019idea di definire realisticamente tutti gli infiniti spazi in cui si svolge l\u2019azione. Anzi, tali elementi mobili, dialogano contemporaneamente con le esigenze fisiche dello spettacolo e con l\u2019immaginazione degli spettatori, rimandando a immagini diverse, magari anche a quella di libri, di cui gli attori stessi apriranno e muoveranno pagine diverse, attraversando il grande romanzo di Hugo ed il suo mondo, basso e alto, tragico e in continuo mutamento.<\/em><br \/>\n<em>Nel contempo desideravo che i costumi raccontassero invece precisamente l\u2019epoca in cui \u00e8 stato scritto il romanzo, creando cos\u00ec un cortocircuito in grado d\u2019evidenziare ancor pi\u00f9 la forza narrativa dei suoi temi, che possono ancora percorrere la nostra societ\u00e0. Andrea Viotti ha lavorato molto su questa indicazione, partendo da illustrazioni francesi d\u2019epoca, base di una ricostruzione e reinvenzione dei costumi dalla splendida forza evocativa.<\/em><br \/>\n<em>In qualche modo, sulla stessa linea abbiamo lavorato con Antonio Di Pofi sull\u2019invenzione musicale, che fonde due aspetti: momenti pi\u00f9 popolari da una parte, pi\u00f9 trascinanti dall\u2019altra, essenziali questi ultimi per la creazione di atmosfere capaci di condurci dentro una storia che attraversa anni ed intere esistenze.<\/em><br \/>\n<em>Altrettanto importante infine l\u2019apporto delle luci di Cesare Agoni, che ho conosciuto proprio in occasione dei Miserabili: il suo intervento \u00e8 stato molto raffinato, per la sottile capacit\u00e0 di incidere nelle scene, nei movimenti e nei volti dei personaggi\u00bb.<\/em><br \/>\nLo spettacolo andr\u00e0 in scena venerd\u00ec e sabato alle ore 21.00 e domenica alle ore 17.30.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora grande spettacolo al Teatro Vittorio Emanuele. 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