{"id":29467,"date":"2019-02-13T17:00:54","date_gmt":"2019-02-13T16:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=29467"},"modified":"2019-02-13T17:00:54","modified_gmt":"2019-02-13T16:00:54","slug":"caos-reti-eas-comuni-messinesi-al-collasso-la-regione-scrive-al-ministero-dellambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/02\/13\/caos-reti-eas-comuni-messinesi-al-collasso-la-regione-scrive-al-ministero-dellambiente\/","title":{"rendered":"Caos reti Eas, Comuni messinesi al collasso: la Regione scrive al ministero dell&#039;Ambiente"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Casalvecchio, Cesar\u00f2, Furnari, Mazzarr\u00e0 Sant\u2019Andrea, San Teodoro, Savoca. Sono soltanto alcuni dei comuni stanziati nel Messinese che dallo scorso ottobre si sono improvvisamente ritrovati a dover gestire senza fondi\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">le reti idriche dell\u2019Eas, l&#8217;ente regionale che un tempo gestiva tutti gli acquedotti della Sicilia. Una situazione divenuta finanziariamente insostenibile, che ha spinto i primi cittadini degli enti locali in questione a rivolgersi al governo regionale affinch\u00e9 possa risolvere una volta per tutte tale crisi.<\/span><\/span><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">In tal senso, i sindaci la scorsa settimana hanno incontrato l\u2019assessore regionale all\u2019Energia e ai servizi di pubblica utilit\u00e0, Alberto Pierobon, chiedendo un intervento urgente.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Il primo atto \u00e8 stato una richiesta inviata all\u2019assessorato all\u2019Economia, al quale Pierobon ha chiesto di incrementare gli accantonamenti previsti dalla legge che ha messo in liquidazione l\u2019Eas per consentire almeno in questa fase di start-up di fronteggiare i costi ed evitare il dissesto degli enti. I sindaci hanno infatti lamentato spese elevate ad esempio per l\u2019energia elettrica o per gli interventi di manutenzione, senza d\u2019altra parte riuscire a recuperare le somme, anche di milioni di euro, anticipate per eseguire gli interventi in sostituzione di Eas.\u00a0<\/span><\/span><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">L\u2019ente acquedotti \u00e8 chiuso dal 31 ottobre scorso e diversi comuni si sono opposti al provvedimento di trasferimento degli impianti, rivolgendosi anche al Tar di Palermo e Catania che hanno accolto le varie istanze cautelari sospendendo l\u2019efficacia degli atti impugnati. In questa situazione alcuni comuni si sono trovati l\u2019onere dell\u2019attivit\u00e0 di gestione degli impianti di distribuzione senza avere ancora un\u2019opportunit\u00e0 gestionale e senza beneficiare di una tariffa in grado di sostenere i costi.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Tra l&#8217;altro l\u2019Eas applica ancora tariffe aggiornate al 1995 e non adeguate alle disposizione dell\u2019Arera, l\u2019Autorit\u00e0 di regolazione per energia, reti e ambiente, provvedendo per\u00f2 alla fatturazione del canone di fognatura e depurazione in nome dei comuni. I sindaci dunque non beneficiano di tariffe in linea con le nuove disposizioni e chiedono quale debbano applicare, col timore di incorrere in un danno erariale.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Per questo motivo l\u2019assessore ha chiesto al Ministero dell\u2019Ambiente la possibilit\u00e0 di ottenere una deroga per applicare una tariffa virtuale, pi\u00f9 congrua, in attesa che l\u2019Ati di Messina affidi il servizio idrico al gestore unico d\u2019ambito.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">I comuni intanto affermano di essere al collasso, alcuni hanno spiegato di pagare oneri energetici significativi, anche di 200 mila euro l\u2019anno. Secondo l\u2019assessore \u201c<em>potrebbero essere significativamente ridotti, o addirittura annullati, attraverso investimenti recuperabili in pochi anni mediante l\u2019abbattimento dei predetti costi energetici<\/em>\u201d. In sostanza alcuni investimenti infrastrutturali eviterebbero gli alti costi di gestione. Da qui la richiesta al dipartimento Acque e rifiuti a verificare l\u2019attuabilit\u00e0 di questa proposta per venire incontro alle richieste dei sindaci.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casalvecchio, Cesar\u00f2, Furnari, Mazzarr\u00e0 Sant\u2019Andrea, San Teodoro, Savoca. Sono soltanto alcuni dei comuni stanziati nel Messinese che dallo scorso ottobre si sono improvvisamente ritrovati a dover gestire senza fondi\u00a0le reti idriche dell\u2019Eas, l&#8217;ente regionale che un tempo gestiva tutti gli acquedotti della Sicilia. 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