{"id":28433,"date":"2019-01-13T03:00:58","date_gmt":"2019-01-13T02:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=28433"},"modified":"2019-01-13T03:00:58","modified_gmt":"2019-01-13T02:00:58","slug":"cronaca-in-pillole-di-una-missione-impossibile-lautorita-portuale-dello-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2019\/01\/13\/cronaca-in-pillole-di-una-missione-impossibile-lautorita-portuale-dello-stretto\/","title":{"rendered":"Cronaca in pillole di una &quot;missione impossibile&quot;: l&#039;Autorit\u00e0 portuale dello Stretto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">1. Il tema dell\u2019accorpamento dell\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina si impone all&#8217;attenzione della pubblica opinione nell&#8217;estate del 2014 durante il governo Renzi; Lupi guida il ministero delle infrastrutture. Il governo intendeva portare avanti la riorganizzazione delle autorit\u00e0 portuali in Italia e le indicazioni che al tempo provenivano da Roma sulla citt\u00e0 erano abbastanza chiare e andavano tutte nella stessa direzione: Messina avrebbe dovuto accorparsi con Catania; l\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina avrebbe cos\u00ec cessato di esistere come entit\u00e0 autonoma.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La citt\u00e0 tent\u00f2 di reagire alla proposta e prov\u00f2 ad organizzare la resistenza. All&#8217;interno del dibattito si confrontavano due tesi. Da un lato coloro che difendevano l\u2019autonomia della autorit\u00e0 portuale di Messina rifiutando qualunque ipotesi di accorpamento. Dall&#8217;altro lato, coloro che pensavano che se accorpamento doveva essere allora il matrimonio pi\u00f9 naturale, tecnicamente pi\u00f9 efficiente, sarebbe stato quello tra Messina, Milazzo e le strutture portuali di Reggio Calabria e Villa S. Giovanni: l\u2019autorit\u00e0 dello stretto.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Alla costituzione dell\u2019autorit\u00e0 dello stretto, tuttavia, si opponevano in tanti. In primo luogo coloro che difendevano l\u2019autonomia dell\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina. L\u2019obiezione pi\u00f9 forte, tuttavia, proveniva dalle istituzioni calabresi (Regione, Citt\u00e0 metropolitana, Comune di Reggio). La motivazione era semplice: non si intendeva spaccare l\u2019autorit\u00e0 portuale della Calabria. La riforma voluta dal governo Renzi, infatti, prevedeva l\u2019accorpamento dei diversi porti della Calabria (Reggio e Villa inclusi) in un\u2019unica autorit\u00e0 di sistema, quella di Gioia Tauro. Dividere Gioia Tauro da Reggio era come separare Milazzo da Messina. Le forze politiche calabresi, inoltre, erano ben rappresentate nella compagine del governo nazionale e tenute in dovuta considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Ogni tentativo di resistenza si dimostr\u00f2 vano. Ben presto ci si rese conto che non era possibile andare contro il volere delle Regione Calabria e che il governo nazionale avrebbe proceduto senza se e senza ma verso l\u2019accorpamento: la possibilit\u00e0 che veniva concessa era quella di scegliere tra accorpamento con Catania o con Gioia Tauro: la missione di creare l\u2019autorit\u00e0 dello stretto, ossia l\u2019autorit\u00e0 tra Messina, Reggio e Villa si rivel\u00f2 a quel tempo una \u201cmission impossible\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Dopo un forte e vivace scambio di opinioni, ripreso e amplificato dalla stampa locale, la classe politica della citt\u00e0 ed il governo nazionale optarono per Gioia Tauro. (Siamo in pieno Agosto 2014). Ma tanto rumore per nulla; il governo Renzi, per via di tensioni e resistenze emerse a livello nazionale al tentativo di riforma delle autorit\u00e0 portuali, decise di rinviare la questione. Il decreto \u201cSblocca Italia\u201d del 29 agosto 2014, infatti, indicava la necessita di approfondire i problemi attraverso l\u2019elaborazione di un Piano strategico della portualit\u00e0 e della logistica e affidava al medesimo piano la definizione del ruolo e della natura giuridica delle autorit\u00e0 portuali e le modalit\u00e0 attraverso cui realizzare la riorganizzazione delle strutture portuali e dei distretti logistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Il 20 Marzo 2015 Lupi si dimette e subentra Delrio. Il 28 luglio del 2016, sono passati gi\u00e0 due anni dalla prima discussione, viene emanato il Decreto che riforma le autorit\u00e0 portuali. Esse sono ridotte a 15, prima erano 23. Messina viene accorpata con Gioia Tauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. Il procedimento di realizzazione dell\u2019authority di Gioia Tauro, tuttavia, a differenza di quanto accade per le altre autorit\u00e0 d\u2019Italia, subisce un forte rallentamento; anzi, di fatto, non viene mai concluso e tutto ci\u00f2 a causa della ferma opposizione del governo regionale guidato da Crocetta. L\u20198 agosto 2016, infatti, subito dopo l\u2019approvazione del decreto di istituzione della nuova autorit\u00e0 di Gioia Tauro, il governo regionale, \u201cper assicurare la continuit\u00e0 procedurale di talune attivit\u00e0 di rilievo in itinere\u201d, chiede e ottiene il mantenimento dell\u2019autonomia finanziaria e amministrativa dell\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina. Una possibilit\u00e0 prevista dalle legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. Ma al di l\u00e0 della proroga si fa strada l\u2019idea che il Presidente Crocetta non conceder\u00e0 comunque \u201cl\u2019intesa\u201d, prevista dall&#8217;articolo 8 del Decreto Delrio, per la nomina del presidente della costituenda autorit\u00e0 portuale di Gioia Tauro, qualsiasi sia il nominativo proposto; e se il Governo proceder\u00e0 comunque alla nomina, il passo successivo dovr\u00e0 essere quello dell\u2019impugnazione del provvedimento in sede di giustizia amministrativa. Il tutto per tentare di neutralizzare, nel breve periodo, gli effetti di una legge non gradita al governo regionale ed, ovviamente, a tutti coloro che si erano opposti all&#8217;accorpamento con Gioia; nel lungo periodo, invece, l\u2019obiettivo rimaneva quello di modificare la legge esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. Il governo nazionale, nella figura del Ministro Delrio, resiste ad ogni forma di cambiamento e concede poco spazio a possibili riforme e cambiamenti. Anche la Regione, dal canto suo, mantiene ferma la posizione. Tutto ci\u00f2 ha causato un empasse con il risultato di un lungo commissariamento dell\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina, la mancata realizzazione dell\u2019autorit\u00e0 di sistema, in attesa di trovare un accordo in sede politica. Fino a quando non \u00e8 giunto il \u201cgoverno del cambiamento\u201d che \u00e8 riuscito a portare a casa ci\u00f2 che quattro anni prima sembrava una \u201cmission impossible\u201d. Il resto \u00e8 cronaca di questi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Michele Limosani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Il tema dell\u2019accorpamento dell\u2019autorit\u00e0 portuale di Messina si impone all&#8217;attenzione della pubblica opinione nell&#8217;estate del 2014 durante il governo Renzi; Lupi guida il ministero delle infrastrutture. 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