{"id":28000,"date":"2018-12-25T09:00:22","date_gmt":"2018-12-25T08:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=28000"},"modified":"2018-12-25T09:00:22","modified_gmt":"2018-12-25T08:00:22","slug":"vinni-a-u-munnu-martina-zuccarello-e-david-mastinu-si-raccontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/12\/25\/vinni-a-u-munnu-martina-zuccarello-e-david-mastinu-si-raccontano\/","title":{"rendered":"Vinni a u&#039; munnu: Martina Zuccarello e David Mastinu si raccontano&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Se alcuni spettacoli possiedono un\u2019anima, altri\u00a0 diventano addirittura emblema di coraggio. Questo \u00a0\u00e8 il caso di Vinni a u\u2019 munnu spettacolo scritto,\u00a0 diretto e\u00a0 interpretato da David Mastinu, andato in scena\u00a0 la scorsa domenica 16 dicembre al Teatro Trifiletti, per la Stagione quiNteatro diretta dal regista Giuseppe Pollicina e organizzata da Tali Arti di Tania Alioto in collaborazione con\u00a0 il Comune di Milazzo. \u00a0Al suo fianco un grandioso cast capitanato da una \u00a0spumeggiante Martina Zuccarello\u00a0 attorno alla quale\u00a0 gravitava l\u2019eccellente bravura di\u00a0 Gaspare Di Stefano, Silvia\u00a0 Vallerani e Martina Parisi che hanno dato alla pi\u00e8ce quel tocco di suspense in pi\u00f9 che non guasta mai, elemento caratterizzante del grande schermo. Uno spettacolo questo che punta l\u2019accento sull\u2019importanza di rialzarsi sempre, qualunque cosa succeda.<br \/>\nA fine spettacolo David Mastinu e Martina Zuccarello ci\u00a0 hanno rilasciato una breve intervista.<br \/>\n <br \/>\nIl suo personaggio\u00a0 \u00e8 molto complesso sia\u00a0 dal punto di vista psicologico che da quello attoriale, per cui le chiedo in che modo si \u00e8 preparata per questo spettacolo?<br \/>\nMartina Zuccarello: Dal momento\u00a0 che l\u2019argomento \u00e8 la mia terra, se devo essere\u00a0 sincera, non ho investito molto\u00a0 in\u00a0 studio e tecnica, ci sono andata gi\u00f9 d\u2019istinto perch\u00e9 io non interpreto con tecnica, per cui ogni sera \u00e8 diverso,\u00a0 ogni replica \u00e8 diversa e sento il peso di dover dare un messaggio immedesimandomi in vittime generiche; io non mi sento soltanto la moglie di una scorta, \u00a0io mi sento la sorella del poliziotto piuttosto che la proprietaria di un negozio sottoposta al pizzo perennemente; sento la disperazione che fa parte della mia terra. Quindi \u00e8 un\u2019evoluzione che mi appartiene in qualche modo, per cui la mia interpretazione \u00e8 molto istintiva; quando faccio l\u2019ultimo monologo\u00a0 e parlo della\u00a0 mafia in generale e delle sue\u00a0 vittime io mi commuovo veramente, perch\u00e9 penso la disperazione di queste persone che sono andate avanti. E qui racconto di una donna che va avanti, e non \u00e8\u00a0 da tutti andare avanti, e a me quest\u2019idea del coraggio mi fa commuovere: le persone coraggiose\u00a0 che vanno avanti nonostante tutto, nonostante gli ostacoli e le difficolt\u00e0, di qualsiasi natura essi siano, mi commuovono. La mia interpretazione \u00e8 tutta di pancia; infatti, io finito lo spettacolo sono distrutta perch\u00e9 mi emoziono dietro la storia che conosco benissimo dato il numero imprecisato di\u00a0 repliche andate in scena. Questo spettacolo\u00a0 va avanti ormai da due anni eppure\u00a0 ogni volta c\u2019\u00e8 un colore diverso. E\u2019 tutto di pancia, la tecnica c\u2019\u00e8 nel modo in cui mi posiziono. Questo non \u00e8 uno spettacolo tecnico, \u00e8 molto reale; e se io facessi una cosa tecnica mi sentirei di prendere in giro il pubblico, il quale\u00a0 se ne accorgerebbe. Non si sta recitando Shakespeare, qui si parla di persone che sono morte, persone che hanno sofferto e che si sono rialzate, quindi tradirei l\u2019animo di tutte queste persone.<br \/>\nIn questo spettacolo si parla di una donna coraggiosa, ma per Martina Zuccarello fin\u00a0 dove pu\u00f2 arrivare il coraggio di una donna?<br \/>\nMartina Zuccarello: E\u2019 proprio una bella domanda, soprattutto se si pensa al periodo storico che stiamo vivendo, nel quale le donne sembrano essere tornate al\u00a0 Medioevo.\u00a0 Il coraggio \u00e8 rialzarsi\u00a0\u00a0 nonostante il peso e anche se le gambe ti tremano, e non mi riferisco soltanto alle\u00a0 situazioni tragiche.\u00a0 Per me il coraggio\u00a0 stato quello di prendere in mano la valigia e a diciassette anni andarmene a Roma\u00a0 senza conoscere niente e nessuno, senza sapere che cosa aspettarmi. Questo \u00e8 coraggio, io ho lasciato tutti, ho lasciato qui\u00a0 la mia anima, ho tagliato questo cordone ombelicale per raggiungere un qualcosa che io ancora cerco. Il coraggio \u00e8 quello di alzarsi tutti i giorni e dire \u201cquesto \u00e8 ancora quello che voglio fare\u201d, perch\u00e9 mi continua a mancare la mia famiglia, mi continua a mancare la mia terra\u00a0 e proprio perch\u00e9 mi manca tutto questo e ho fatto questo grande passo devo conquistarmelo ogni giorno, e questo \u00e8 coraggio nel mio piccolo, senza andare nelle cose tragiche. Il coraggio \u00e8 anche interpretare questo ruolo perch\u00e9 puoi sbagliare, puoi non piacere e risultare ridicolo magari, questo non lo so; chi ha sofferto\u00a0 veramente queste\u00a0 si commuover\u00e0,\u00a0 non lo so, oppure risulter\u00f2 ridicola, non so neppure questo; per\u00f2 io ogni volta che vado in scena faccio un respiro profondo e dico \u201cOk hai fatto questo, sei coraggiosa\u201d. Tutto questo nel mio piccolo, poi se prendiamo l\u2019argomento ad ampio raggio ci sono donne che sono\u00a0 molto pi\u00f9 coraggiose di me e hanno\u00a0 situazioni pi\u00f9 dure e toste, ma nel mio piccolo \u00e8 questo per me il coraggio.<br \/>\nQuesto spettacolo si presta bene alla versione cinematografica. Avete\u00a0 intenzione di portarlo sul grande schermo?<br \/>\nMartina Zuccarello: Si, \u00a0ci stiamo pensando gi\u00e0 un po&#8217; proprio perch\u00e9 la struttura \u00e8 molto cinematografica, sembra di vivere in un film,\u00a0 perch\u00e9 ci sono tutti quei dialoghi volutamente accavallati per rendere il quotidiano pi\u00f9 normale possibile. La sua realizzazione \u00e8 un po&#8217; tosta perch\u00e9 bisogna ambientarlo negli anni \u201990 e non puoi sbagliare location n\u00e9 arredamenti, quindi c\u2019\u00e8 una bella ricerca dietro. Noi stiamo pensando\u00a0 di proporla ad un produttore; abbiamo gi\u00e0 adattato la sceneggiatura teatrale in scrittura cinematografica, e quindi se il destino vorr\u00e0 e se qualcuno ci aiuter\u00e0 sicuramente investiremo\u00a0 anche in \u00a0questo.<br \/>\nDa cosa \u00e8 scaturita l\u2019idea di proporre quest\u2019argomento?<br \/>\nDavid Mastinu: E\u2019 scaturita dal fatto che non volevo parlare direttamente\u00a0 di mafia,\u00a0 ma di com\u2019era la vita di quelle anime che vivevano all\u2019interno di una situazione di mafia, in quei periodi molto pericolosi e fare emergere \u00a0due aspetti molto\u00a0 importanti: il primo era la forza della donna e il coraggio di andare \u00a0avanti nonostante sia stata vittima di mafia, di portare avanti la famiglia, di lottare finch\u00e9 non ha trovato il mandante; in altre parole la tenacia della donna e in particolare della donna del Sud; l\u2019altro canale che viaggia parallelo \u00e8 quello d\u2019indagare\u00a0\u00a0 chi fosse l\u2019intermediario che giocava contemporaneamente per lo Stato e per la mafia. Questi sono i due canali che convivono\u00a0 all\u2019interno della vita\u00a0 di coppia dove lui fa la scorta, lei l\u2019ostetrica\u00a0 e quindi all\u2019interno della casa c\u2019\u00e8 questa tensione amplificata dal fatto che lei non accetta il lavoro del marito\u00a0 perch\u00e9 sa benissimo che si tratta di un lavoro rischiosissimo; quindi ho voluto giocare un po&#8217; sui discorsi umani all\u2019interno di una situazione temporale della mafia, senza parlare esplicitamente n\u00e9 di mafiosi n\u00e9 di magistrati.\u00a0 Ho voluto romanzare un po&#8217; facendo riferimento ad alcuni nomi che sono stati vittime di mafia per far s\u00ec che venissero fuori questi due elementi dello spettacolo.<br \/>\nQual \u00e8 il futuro di questo spettacolo?<br \/>\nDavid Mastinu: Noi gi\u00e0 siamo stati in vari\u00a0 teatri del Lazio, poi siamo stati a Catania e in Calabria e ora siamo venuti qui a Milazzo, in questo bellissimo teatro dove co hanno ospitato veramente alla grande. Quello che ho detto sul\u00a0 palco\u00a0 lo penso veramente; Giuseppe Pollicina, Ivan Bertolami e l\u2019intero staff sono stati\u00a0 un\u2019organizzazione impeccabile.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se alcuni spettacoli possiedono un\u2019anima, altri\u00a0 diventano addirittura emblema di coraggio. 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