{"id":276424,"date":"2026-10-15T17:59:13","date_gmt":"2026-10-15T15:59:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=276424"},"modified":"2026-10-15T17:59:14","modified_gmt":"2026-10-15T15:59:14","slug":"sciopero-trasportatori-i-primi-mezzi-sono-gia-fermi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/10\/15\/sciopero-trasportatori-i-primi-mezzi-sono-gia-fermi\/","title":{"rendered":"Sciopero trasportatori, i primi mezzi sono gi\u00e0 fermi"},"content":{"rendered":"\n<p>Le piccole imprese del settore non hanno bisogno di annunciare il fermo: si sono gi\u00e0 fermate. Non hanno pi\u00f9 la forza economica per far proseguire le loro attivit\u00e0. Il fermo \u00e8 un privilegio che possono permettersi le grandi flotte, il cui vero business \u00e8 la raccolta di aiuti pubblici e non il trasporto. L\u2019organizzazione di rappresentanza di queste poche aziende lo annuncia a partire dalla mezzanotte del 16 ottobre.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Le richieste presentate dalle grandi flotte, prima come comitato e ora come Confindustria Catania, seppur legittime e forse in parte pure condivisibili, fanno percepire le grandi flotte non come imprese ma come attivit\u00e0 che pretendono di essere sostenute e protette da un profondo assistenzialismo. Le loro richieste riguardano in minima parte le tantissime microimprese del settore, cio\u00e8 quelle messe veramente in difficolt\u00e0 dalla crisi del caro carburante.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>I numeri parlano chiaro: su 8.822 imprese del settore dei trasporti terrestri e dei trasporti mediante condotte (dati <a href=\"https:\/\/movimprese.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Movimprese.it<\/a>), ben 6.195 sono piccole e medie imprese, di cui 4.865 imprese individuali. \u00c8 questa la vera ossatura del settore, quella che oggi rischia di scomparire senza alcun annuncio e senza alcuna copertura mediatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo sostenere l\u2019annuncio di fermo proclamato da questa organizzazione che in maniera chiara ed evidente rappresenta aziende che non fondano il loro lavoro esclusivamente sul trasporto ma in larga parte sull\u2019assistenzialismo statale e regionale. La massa di denaro pubblico che richiedono (Sea Modal Shift, ETS, ecc\u2026) e che a breve riceveranno, creer\u00e0, come \u00e8 gi\u00e0 successo, un\u2019alterazione nel mercato dei trasporti con tariffe irraggiungibili per le piccole e medie imprese che vivono di lavoro e non di sostanziosi contributi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge un altro fatto tanto strano quanto scorretto: pare che la Regione preferisca avere un canale privilegiato con questa componente a discapito delle organizzazioni riconosciute. La vicenda dello schema di decreto sul caro carburanti \u2013 dove l\u201980% delle risorse (15 milioni di euro) verrebbe assegnata alle poche imprese delle grandi flotte, mentre il restante 20% alla maggioranza delle tantissime piccole e medie imprese del settore \u2013 ne \u00e8 la conferma.<\/p>\n\n\n\n<p>La CNA FITA Sicilia fa appello ai Prefetti dell\u2019Isola e chiede che deve essere garantito il regolare svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa delle imprese del settore autotrasporti che non intendono partecipare al blocco.<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo utile denunciare questi comportamenti e preferiamo organizzare, insieme alle organizzazioni dell\u2019artigianato che condividono la nostra linea, momenti di protesta diversi per mettere in evidenza le difficolt\u00e0 del settore ma anche questi aspetti. In questa fase, azioni che hanno il sapore vagamente provocatorio e mirano a colpire negativamente tutta la Regione non hanno senso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le piccole imprese del settore non hanno bisogno di annunciare il fermo: si sono gi\u00e0 fermate. Non hanno pi\u00f9 la forza economica per far proseguire le loro attivit\u00e0. Il fermo \u00e8 un privilegio che possono permettersi le grandi flotte, il cui vero business \u00e8 la raccolta di aiuti pubblici e non il trasporto. 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