{"id":275735,"date":"2026-10-07T16:09:38","date_gmt":"2026-10-07T14:09:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/10\/07\/commercio-internazionale-cresce-lexport-italiano-ma-tensioni-pesano-su-logistica\/"},"modified":"2026-10-07T16:09:38","modified_gmt":"2026-10-07T14:09:38","slug":"commercio-internazionale-cresce-lexport-italiano-ma-tensioni-pesano-su-logistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/10\/07\/commercio-internazionale-cresce-lexport-italiano-ma-tensioni-pesano-su-logistica\/","title":{"rendered":"Commercio internazionale, cresce l\u2019export italiano ma tensioni pesano su logistica"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Le tensioni geopolitiche continuano a condizionare l&#8217;economia internazionale e i flussi di commercio e trasporto merci, con effetti particolarmente evidenti sui costi energetici e sulle rotte logistiche. La crescita globale, pur rivista al ribasso, dovrebbe mantenersi intorno al 3% nel 2026, sostenuta dai consumi e dagli investimenti in intelligenza artificiale, soprattutto negli Stati Uniti. Al tempo stesso, l&#8217;acuirsi delle tensioni in Medio Oriente ha riportato il prezzo del Brent &#8211; valore di riferimento internazionale del petrolio greggio &#8211; intorno ai 100 dollari al barile e quello del gas oltre i 70 euro\/MWh (prezzo di riferimento del mercato europeo), alimentando nuove pressioni inflazionistiche nei Paesi importatori. E&#8217; questo il quadro delineato dal 28\u00b0 Economic Outlook di Fedespedi, l&#8217;osservatorio periodico sull&#8217;andamento del trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali.<br \/>\n\u00abLe crisi geopolitiche stanno dimostrando quanto la capacit\u00e0 di adattamento sia oggi un fattore decisivo per la competitivit\u00e0 delle nostre imprese &#8211; dichiara Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi -. La logistica sta reagendo alla discontinuit\u00e0 delle rotte ridisegnando i flussi, ricorrendo a soluzioni alternative e integrando sempre pi\u00f9 modalit\u00e0 di trasporto diverse. Ma questa capacit\u00e0 di reazione ha un costo, che si riflette sui tempi e sui noli. Per l&#8217;Italia la sfida \u00e8 trasformare questa resilienza in un punto di forza strutturale, investendo nelle infrastrutture, nell&#8217;intermodalit\u00e0 e nella digitalizzazione. Solo una rete logistica efficiente e connessa pu\u00f2 consentire al nostro Paese di affrontare l&#8217;instabilit\u00e0 internazionale e continuare a essere competitivo nei mercati globali\u00bb.<br \/>\nLa ventottesima edizione del report &#8220;Fedespedi Economic Outlook&#8221; raccoglie i dati pi\u00f9 aggiornati sul contesto macroeconomico mondiale, sulla situazione italiana, sull&#8217;andamento dell&#8217;import-export del nostro Paese e sulle principali tendenze del trasporto aereo cargo e dello shipping internazionale.<br \/>\nNel primo semestre del 2026, il traffico mondiale di container ha superato i 96 milioni di TEU, con una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica \u00e8 stata sostenuta soprattutto dal traffico infraregionale (+6,1%), mentre quello intercontinentale \u00e8 cresciuto dell&#8217;1,5% e ha risentito maggiormente della crisi in Medio Oriente. Tra le aree pi\u00f9 dinamiche si confermano il Far East (+8,8%), l&#8217;Africa Sub-sahariana (+7,4%) e l&#8217;America Latina (+3,5%). In Italia, i principali porti hanno movimentato nel complesso 3 milioni di TEU nel primo semestre, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025 (-0,2%). In particolare, risultano in calo Genova (-1,5%), Savona (-8%) e Trieste (-4,1%), mentre crescono La Spezia (+3,5%), Venezia (+4,6%) e Ancona (+3%). Sul fronte mediterraneo, i principali porti non italiani hanno invece registrato una crescita complessiva del 4,7%, sostenuta anche dalla forte crescita di Rijeka-Fiume (+35,7%).<br \/>\nBasandosi sui dati IATA, a luglio 2026 il traffico aereo cargo globale \u00e8 cresciuto del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025, trainato soprattutto dai flussi sull&#8217;asse Asia-Nord America. Europa, Asia, Nord America e Sud America hanno registrato una crescita superiore al 4%, mentre il Medio Oriente si \u00e8 fermato al +1,9%. In Italia, nei primi sette mesi del 2026 gli aeroporti hanno movimentato circa 725 mila tonnellate di merci, in diminuzione dell&#8217;1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto le flessioni di Malpensa (-5,8%) e Pisa (-15,3%), mentre risultano in crescita: Bergamo (+59,9%), Brescia (+22,6%) e Napoli (+21,0%). L&#8217;Italia mantiene comunque una posizione di rilievo sul fronte della connettivit\u00e0 aerea, collocandosi al quarto posto tra i Paesi europei per connettivit\u00e0 totale.<br \/>\nNonostante le tensioni internazionali, nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del 4,5%, raggiungendo un valore di 337,2 milioni di euro, mentre le importazioni sono aumentate del 4,3%, raggiungendo i 312,6 milioni di euro. Si \u00e8 dimostrato particolarmente dinamico l&#8217;export verso il Nord Africa (+20,8%) e verso I Paesi europei extraUE27 (+9,7%), mentre si registra una contrazione del 14,2% verso il Medio Oriente. Le tensioni nella regione hanno infatti avuto ricadute significative sui rapporti commerciali dell&#8217;Italia con il Medio Oriente: nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso l&#8217;area sono diminuite del 14,2%, con flessioni particolarmente marcate verso Kuwait (-49,4%), Iran (- 47,9%) e Bahrein (-42,2%). In calo anche le esportazioni verso Emirati Arabi Uniti (-12,6%) e Arabia Saudita (-6,8%).<br \/>\nLe tensioni in Medio Oriente continuano a incidere direttamente sulle principali rotte marittime internazionali. Nel primo semestre del 2026 i transiti attraverso il Canale di Suez sono rimasti inferiori ai livelli pre-crisi: rispetto ai massimi del 2023, il numero complessivo delle navi \u00e8 diminuito del 47,5%, mentre per le sole portacontainer il calo raggiunge il 70,3%. Le compagnie di navigazione continuano quindi a utilizzare, almeno in parte, la rotta del Capo di Buona Speranza, che comporta un allungamento dei tempi di navigazione di 10-15 giorni. La recrudescenza delle ostilit\u00e0 in Medio Oriente ha inoltre nuovamente rafforzato il ricorso alla rotta del Capo di Buona Speranza e mantenuto elevati i costi legati al rischio di guerra e alle coperture assicurative. Per lo Stretto di Hormuz, le ultime rilevazioni riportate dall&#8217;Outlook indicano meno di 10 navi al giorno in transito, contro le circa 60 precedenti alle ostilit\u00e0. Sul fronte dei noli, dopo i forti aumenti registrati tra maggio e luglio, quelli verso i porti del Nord Europa e del Mediterraneo risultano attualmente in fase di ridimensionamento. Nel periodo compreso tra settembre 2025 e settembre 2026, il nolo medio Shanghai- Genova \u00e8 risultato superiore di circa il 27% rispetto a quello Shanghai-Rotterdam, pur con una forte riduzione del differenziale nel mese di settembre.<br \/>\n-foto ufficio stampa Fedespedi &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Le tensioni geopolitiche continuano a condizionare l&#8217;economia internazionale e i flussi di commercio e trasporto merci, con effetti particolarmente evidenti sui costi energetici e sulle rotte logistiche. 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