{"id":275089,"date":"2026-09-26T15:09:44","date_gmt":"2026-09-26T13:09:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/26\/mps-per-i-soci-lopas-di-intesa-sanpaolo-vale-piu-dellextra-dividendo\/"},"modified":"2026-09-26T15:09:44","modified_gmt":"2026-09-26T13:09:44","slug":"mps-per-i-soci-lopas-di-intesa-sanpaolo-vale-piu-dellextra-dividendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/26\/mps-per-i-soci-lopas-di-intesa-sanpaolo-vale-piu-dellextra-dividendo\/","title":{"rendered":"Mps, per i soci l\u2019Opas di Intesa Sanpaolo vale pi\u00f9 dell\u2019extra dividendo"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il problema dell'&#8221;extra&#8221; \u00e8 che, a guardarlo bene, tanto extra non \u00e8. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti gi\u00e0 dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono gi\u00e0, economicamente, ai suoi azionisti. Cambia la tasca in cui finiscono, non la ricchezza complessiva. E&#8217; questo il punto di partenza dell&#8217;analisi di Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell&#8217;Unione europea all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano, pubblicata sul Sole 24 Ore. E da qui nasce il confronto con l&#8217;Opas di Intesa Sanpaolo: da una parte un premio che distribuisce patrimonio gi\u00e0 esistente, dall&#8217;altra risorse che arrivano da un soggetto esterno a Mps.<br \/>Il cosiddetto extradividendo vale 1,208 euro per azione: 30,2 centesimi in contanti e 90,6 centesimi attraverso azioni Generali, per un totale vicino ai 4 miliardi. Ma, osserva Cafari Panico, chiamarlo &#8220;extra&#8221; pu\u00f2 essere fuorviante. Come aveva gi\u00e0 spiegato Franco Paparella sul Sole 24 Ore, Mps non sta creando nuova ricchezza: sta trasformando una parte del patrimonio che gli azionisti possiedono indirettamente attraverso la banca in denaro e titoli che possiederanno direttamente.<br \/>Ed \u00e8 proprio qui che il confronto con Intesa cambia prospettiva. Il corrispettivo dell&#8217;Opas arriva infatti da un soggetto terzo rispetto a Mps: sono risorse nuove trasferite agli azionisti della banca. Non patrimonio di Mps semplicemente redistribuito ai suoi stessi proprietari.<br \/>C&#8217;\u00e8 un dettaglio che rischia di sparire dietro il numero dei 4 miliardi. Quando una societ\u00e0 distribuisce una parte del proprio patrimonio, quel patrimonio esce dalla societ\u00e0. A parit\u00e0 di tutte le altre condizioni, anche il valore dell&#8217;azione tende quindi a rettificarsi. L&#8217;azionista riceve 1,208 euro di attivit\u00e0, ma resta proprietario di una banca che si \u00e8 privata dello stesso patrimonio. Insomma, il dividendo non cade dal cielo: esce dalla cassaforte della banca.<br \/>E c&#8217;\u00e8 il fisco. Per una persona fisica residente in Italia, nello scenario considerato da Cafari Panico, l&#8217;intera distribuzione sarebbe tassata al 26%, compresa la componente ricevuta in azioni Generali. Il conto sarebbe di circa 31,4 centesimi per azione, pi\u00f9 dei 30,2 centesimi incassati in contanti. Per pagare l&#8217;imposta, dunque, l&#8217;azionista potrebbe dover mettere mano ad altra liquidit\u00e0 o vendere una parte delle azioni ricevute.<br \/>Da qui anche il problema della trasparenza. Secondo Cafari Panico, l&#8217;extradividendo non dovrebbe essere presentato soltanto come un vantaggio per i soci, ma anche come un&#8217;operazione che riduce il patrimonio di Mps e incide sul valore economico delle azioni utilizzate nelle due Ops.<br \/>Non \u00e8 un dettaglio, soprattutto dopo l&#8217;intervento della Consob sui concambi delle offerte Mps. Il valore delle operazioni deve essere considerato anche prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di Borsa prima dell&#8217;annuncio dell&#8217;Opas di Intesa, cos\u00ec da evitare che il successivo rialzo del titolo Mps, provocato dall&#8217;arrivo dell&#8217;offerta concorrente, alteri il confronto.<br \/>Non trascurabile il tema prudenziale. Una distribuzione di queste dimensioni, accompagnata dalla riduzione del capitale e dall&#8217;utilizzo di riserve, modifica la struttura patrimoniale della banca. La sua sostenibilit\u00e0, sottolinea il professore, deve quindi essere valutata autonomamente dalle autorit\u00e0 di vigilanza e non pu\u00f2 essere ricavata soltanto dalle proiezioni sul parametro patrimoniale del futuro gruppo.<br \/>Ma il capitolo pi\u00f9 delicato, forse, \u00e8 quello di Generali. Mps, attraverso Mediobanca, \u00e8 oggi il primo azionista della compagnia con il 13,35%. Circa tre dei quattro miliardi dell&#8217;extradividendo verrebbero distribuiti proprio attraverso azioni Generali. Il risultato, secondo i calcoli di Cafari Panico, sarebbe la fuoriuscita di circa 4,5 punti percentuali dal pacchetto oggi concentrato nelle mani di Mps\/Mediobanca. La partecipazione residua scenderebbe cos\u00ec, indicativamente, intorno all&#8217;8,8%.<br \/>Quasi cinque punti percentuali di Generali passerebbero dunque da un unico grande azionista a una pluralit\u00e0 di azionisti, diventando liberamente negoziabili. Mps perderebbe peso e, contemporaneamente, aumenterebbe la contendibilit\u00e0 di una quota importante di uno dei principali gruppi assicurativi europei.<br \/>Anche qui il confronto con Intesa, nell&#8217;analisi del professore, \u00e8 netto. Senza la distribuzione straordinaria, la partecipazione in Generali resterebbe concentrata all&#8217;interno di un grande gruppo bancario italiano, assicurando maggiore continuit\u00e0 a una presenza azionaria italiana significativa. Un elemento che pu\u00f2 assumere rilievo anche sul terreno del golden power, considerando la natura strategica del settore assicurativo.<br \/>Alla fine, il conto proposto da Cafari Panico \u00e8 meno spettacolare dei 4 miliardi annunciati, ma forse pi\u00f9 istruttivo. L&#8217;extradividendo di Mps porta agli azionisti qualcosa che, in larga misura, possiedono gi\u00e0: lo prende dalla banca e lo mette direttamente nelle loro mani, pagando per\u00f2 un prezzo in termini di patrimonio, fiscalit\u00e0 e, per Generali, di concentrazione azionaria. L&#8217;Opas di Intesa, invece, mette sul tavolo risorse che arrivano da fuori Mps. Ed \u00e8 qui che il &#8220;regalo&#8221; cambia natura: nel primo caso si apre la cassaforte di casa, nel secondo qualcuno arriva con una cassaforte nuova.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Intesa Sanpaolo e Mps &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il problema dell&#8217;&#8221;extra&#8221; \u00e8 che, a guardarlo bene, tanto extra non \u00e8. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti gi\u00e0 dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono gi\u00e0, economicamente, ai suoi azionisti. 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