{"id":274988,"date":"2026-09-25T14:19:39","date_gmt":"2026-09-25T12:19:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/25\/palermo-ricorda-cesare-terranova-e-lenin-mancuso-uccisi-dalla-mafia-47-anni-fa\/"},"modified":"2026-09-25T14:19:39","modified_gmt":"2026-09-25T12:19:39","slug":"palermo-ricorda-cesare-terranova-e-lenin-mancuso-uccisi-dalla-mafia-47-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/25\/palermo-ricorda-cesare-terranova-e-lenin-mancuso-uccisi-dalla-mafia-47-anni-fa\/","title":{"rendered":"Palermo ricorda Cesare Terranova e Lenin Mancuso, uccisi dalla mafia 47 anni fa"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il 25 settembre 1979, intorno alle ore 8 del mattino, <strong>Cesare Terranova<\/strong> esce dalla propria abitazione, all\u2019angolo tra via Emanuele Rutelli e via Domenico De Amicis, a Palermo, per recarsi in ufficio. <strong>Ad attenderlo il maresciallo Lenin Mancuso,<\/strong> da pi\u00f9 di venti anni addetto alla sicurezza personale del magistrato. Terranova si mette alla guida della sua Fiat 131, al suo fianco siede Mancuso. Percorsi alcuni metri in retromarcia, l\u2019auto viene avvicinata da alcuni uomini e raggiunta da una trentina di colpi esplosi da diverse armi: sul luogo verranno, infatti, rinvenuti bossoli calibro 38, 357 Magnum e quelli di una carabina 7,62 Winchester. Cesare Terranova muore sul colpo, Lenin Mancuso nel percorso verso l\u2019ospedale. Terranova e Mancuso vengono uccisi nel centro di Palermo, in quello stesso chilometro quadrato in cui cadranno per mano mafiosa anche Piersanti Mattarella, Boris Giuliano, Rocco Chinnici e Ninni Cassar\u00e0. Il giudice Terranova ed il maresciallo Mancuso, nel 47esimo anniversario dell\u2019uccisione, saranno ricordati nel capoluogo siciliano.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Alle ore 9.30 una corona d\u2019alloro \u00e8 stata deposta presso la lapide in via Edmondo de Amicis. A Giovanni Falcone, come ricorda una nota del\u2019ANM \u2013 Associazione Nazionale Magistrati, Tommaso Buscetta racconta che Terranova \u00e8 stato ucciso su mandato di Liggio. Nel 1996, un altro collaboratore di giustizia conferma che <strong>Terranova era divenuto un obiettivo per Liggio e i corleonesi fin dal 1975.<\/strong> Liggio dal carcere ne aveva chiesto l\u2019omicidio sia per vendicarsi della sentenza della condanna all\u2019ergastolo subita sia perch\u00e9 Terranova si mostrava \u2013 quale componente della Commissione parlamentare antimafia \u2013 troppo determinato nel contrasto della criminalit\u00e0 organizzata. Secondo investigatori e giudici, quello di Terranova fu anche un \u201comicidio preventivo\u201d. Fu ucciso per stroncare la sua carriera e impedirgli di divenire Capo dell\u2019Ufficio Istruzione di Palermo: Ufficio dal quale avrebbe \u201cperseguito con forza la strategia di recidere le trarne tra mafia e politica, obiettivo che contraddistinse sempre il suo operato, sia da magistrato che da politico\u201d.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><strong> Nato a Palermo nell\u2019agosto del 1921<\/strong>, si legge sempre nella nota, Cesare Terranova entra in magistratura nel 1946 appena tornato dalla guerra e dalla prigionia. \u00c8 Pretore a Messina e poi a Rometta. Nel 1958 si trasferisce dal Tribunale di Patti a quello di Palermo, qui avviando i celebri processi di mafia contro Liggio e altri boss mafiosi. Giunge poi a Marsala, dove \u2013 quale Procuratore della Repubblica \u2013 svolge numerose e difficili indagini. Eletto deputato, diviene componente della Commissione parlamentare antimafia e qui si distingue per impegno, intuito e professionalit\u00e0, ponendo al servizio delle pi\u00f9 alte istituzioni la esperienza accumulata nel corso della carriera di magistrato. Proprio in questi anni alcune sentenze di condanna di pericolosi appartenenti all\u2019organizzazione mafiosa vengono annullate.<\/p>\n<p>Molti mafiosi tornano liberi e alzano il livello di scontro contro lo Stato. Terminato nel 1979 il mandato parlamentare, Terranova decide di tornare \u201ca Palermo per terminare il lavoro cominciato\u201d. Il 10 luglio, il Consiglio Superiore lo nomina Consigliere della Corte di Appello. Tutti sanno che \u00e8 una scelta \u201ctransitoria\u201d. Quando si presenta al lavoro, molti danno per scontato che gli sar\u00e0 attribuita la direzione dell\u2019Ufficio Istruzione. Prestigio, anzianit\u00e0 e competenza sono dalla sua parte. Ma la mafia non gli dar\u00e0 il tempo di ricoprire il nuovo incarico. Durante la sua attivit\u00e0 di Giudice Istruttore a Palermo, Terranova seppe cogliere le metamorfosi che la mafia stava subendo nel suo divenire da agricola a imprenditrice, conquistando privilegi, commesse e licenze edilizie.<\/p>\n<p>Nei suoi scritti, il magistrato pone spesso l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di \u201cleggi adeguate, polizia efficiente, giudici sereni\u201d quali strumenti indispensabili nella lotta contro le mafie. Per Terranova non dovevano esistere \u201csantuari inviolabili\u201d: \u201cLa mafia non \u00e8 un concetto astratto, non \u00e8 uno stato d\u2019animo, ma \u00e8 criminalit\u00e0 organizzata, efficiente e pericolosa, articolata in gruppi o famiglie e non c\u2019\u00e8 una mafia buona o cattiva perch\u00e9 la mafia \u00e8 una sola ed \u00e8 associazione per delinquere. E, tuttavia, \u00e8 cosa diversa dalla comune delinquenza: \u00e8, per dirla come Leonardo Sciascia, un\u2019associazione segreta che si pone come intermediazione parassitaria fra la propriet\u00e0 e il lavoro, tra la produzione e il consumo, tra il cittadino e lo Stato, con fini di arricchimento per i propri associati\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 Foto ufficio stampa Polizia di Stato \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Il 25 settembre 1979, intorno alle ore 8 del mattino, Cesare Terranova esce dalla propria abitazione, all\u2019angolo tra via Emanuele Rutelli e via Domenico De Amicis, a Palermo, per recarsi in ufficio. Ad attenderlo il maresciallo Lenin Mancuso, da pi\u00f9 di venti anni addetto alla sicurezza personale del magistrato. 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