{"id":274596,"date":"2026-09-21T15:09:47","date_gmt":"2026-09-21T13:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/21\/denatalita-e-disagio-giovanile-a-palermo-confronto-su-ascolto-e-opportunita\/"},"modified":"2026-09-21T15:09:47","modified_gmt":"2026-09-21T13:09:47","slug":"denatalita-e-disagio-giovanile-a-palermo-confronto-su-ascolto-e-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/21\/denatalita-e-disagio-giovanile-a-palermo-confronto-su-ascolto-e-opportunita\/","title":{"rendered":"Denatalit\u00e0 e disagio giovanile, a Palermo confronto su ascolto e opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Un percorso comune tra istituzioni, mondo accademico e societ\u00e0 civile per cercare risposte a due criticit\u00e0 tra le pi\u00f9 incombenti dell&#8217;attualit\u00e0: diminuzione delle nascite e problemi quotidiani dei giovani. Questi i temi al centro del convegno &#8220;Denatalit\u00e0 e disagio giovanile. Riflessioni, sfide e proposte per costruire il futuro&#8221;, organizzato da &#8220;I Sud del Mondo&#8221; all&#8217;Addaura Hotel Village e Congressi a Palermo. I due temi si presentano come strettamente interconnessi: le trasformazioni demografiche in atto offrono un&#8217;opportunit\u00e0 per disegnare un futuro che dia attenzione alle istanze dei giovani, interrogandosi sugli ostacoli che possono ritardarne autonomia e genitorialit\u00e0. Il primo passo \u00e8 rappresentato proprio dall&#8217;ascolto: un confronto diretto con i ragazzi pu\u00f2 essere il primo passo per capire cosa non gli permetta di realizzare i loro obiettivi. Nel corso dell&#8217;evento \u00e8 stato inoltre presentato il libro &#8220;Transage&#8221;, scritto da Saverio Romano: il presidente nazionale di Noi moderati e della commissione bicamerale per la Semplificazione ha partecipato in collegamento video. Presente da remoto anche il direttore generale di Svimez Luca Bianchi.<br \/>A moderare i lavori \u00e8 Pompeo Torchia, presidente di I sud del mondo: &#8220;Siamo voluti partire da questi temi, denatalit\u00e0 e disagio giovanile, che hanno uno sviluppo importante per l&#8217;Italia &#8211; sottolinea -. Devono essere considerati rilevanti per il futuro della nostra nazione. Non bisogna partire dal semplificare banalmente un miglioramento dei meri indici di natalit\u00e0: dobbiamo puntare al futuro dei giovani e creare un patto 2050 che guardi alle future generazioni per cercare in qualche modo di migliorare le loro condizioni di vita e creare le giuste condizioni di lavoro e di sviluppo economico e sociale. Da qui nasce il contrasto al disagio giovanile, perch\u00e8 molto spesso la denatalit\u00e0 \u00e8 legata al fatto che i giovani non hanno l&#8217;opportunit\u00e0 di migliorare le loro condizioni di vita: inoltre vogliamo integrare il concetto espresso nel libro di Romano sul Transage, ovvero cercare di riorganizzare le generazioni e le varie et\u00e0 affinch\u00e8 queste non siano distanti tra loro&#8221;.<br \/>Partendo dall&#8217;esperienza di Transage e di altre letture sul tema, Romano evidenzia come &#8220;la nostra societ\u00e0 tra 10-20 anni non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa: dobbiamo porci il tema della denatalit\u00e0, che si pu\u00f2 risolvere solo affrontandolo sin da adesso e pu\u00f2 cambiare solo cambiando il paradigma della nostra societ\u00e0; l&#8217;immigrazione di massa non pu\u00f2 essere la soluzione. Il tema della denatalit\u00e0 si pu\u00f2 risolvere attraverso una visione organica della societ\u00e0 del domani: non \u00e8 un tema risolvibile attraverso gli strumenti che ad oggi abbiamo a disposizione. La prima cosa da fare \u00e8 abbattere le barriere anagrafiche: tutti siamo utili e indispensabili nella societ\u00e0, \u00e8 fondamentale una lettura diversa che consenta ai trentenni e quarantenni del futuro che consenta di vivere in una dimensione abbastanza comoda; \u00e8 sbagliato, ad esempio, non immaginare di abolire il diritto di cumulo per la pensione. Un tempo la logica di mettere persone di una certa et\u00e0 fuori dal mondo del lavoro era dettata dal fatto che ci fosse una disoccupazione giovanile molto alta ma oggi, anche per via del lavoro in nero, \u00e8 altamente complicato non trovare un impiego nel nostro paese: negli ultimi anni per\u00f2 abbiamo assistito a un abbandono del posto fisso, con tanti concorsi pubblici andati deserti&#8221;.<br \/>Nell&#8217;ultimo rapporto di Svimez, spiega Bianchi, &#8220;abbiamo integrato il tema della &#8220;restanza&#8221; e la libert\u00e0 di movimento: i due diritti devono necessariamente stare insieme. La libert\u00e0 di movimento \u00e8 cercare opportunit\u00e0 laddove ci sono: la mobilit\u00e0 arricchisce sul piano sia economico che culturale; la storia siciliana in primis \u00e8 piena di contatti con persone esterne, la stessa Unione europea \u00e8 nata su questo diritto. La &#8220;restanza&#8221; si \u00e8 invece indebolita negli ultimi decenni, come se i giovani fossero in qualche modo obbligati ad abbandonare il loro territorio: gli assi portanti del diritto a restare sono le opportunit\u00e0 lavorative, purch\u00e8 si tratti di un lavoro stabile, ben pagato e che garantisca opportunit\u00e0 di crescita; ad oggi la &#8216;restanz\u00e0 riguarda anche la presenza di alcuni tipi di diritti che, soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno, non sono garantiti. Nel corso degli anni abbiamo visto nascere diversi tipi di migrazione, tra cui quella universitaria e quella sanitaria: lo spostamento \u00e8 motivato anche dall&#8217;assenza di servizi. Nei luoghi in cui vivono male i giovani vale lo stesso per gli anziani: se migrano gli uni, spesso finisce che migrano anche gli altri. Non esistono paesi per giovani e paesi per vecchi: laddove vi sono opportunit\u00e0 e i servizi funzionano vivono bene entrambe le generazioni, diversamente vivono male. Ogni anno dal Mezzogiorno vanno via circa 60mila giovani: cos\u00ec rischiamo una frattura nella tenuta sociale dei territori, perch\u00e8 a catena anche gli anziani inizieranno ad andare via&#8221;.<br \/>Per scongiurare ogni scenario di crisi, aggiunge, &#8220;occorre ricostruire le politiche nel loro complesso: bisogna proseguire con gli investimenti nelle infrastrutture sociali, come fatto con il Pnrr; i divari si sono ridotti, ma non sono stati colmati. Come Svimez abbiamo proposto di lavorare su un meccanismo di riduzione dell&#8217;Irpef, aumentando i salari reali dei giovani che rimangono nel Mezzogiorno: costruire un meccanismo in base al quale chi rimane a lavorare in una regione del sud ha un vantaggio temporaneo di carattere fiscale, per provare ad aumentare i salari dei giovani laureati, pu\u00f2 rendere di nuovo attraente rimanere nel territorio. Il Sud \u00e8 un luogo in cui, se si investe, si pu\u00f2 generare una realt\u00e0 positiva: pu\u00f2 essere un luogo di innovazione oltre che di cultura; se tratteniamo i giovani sul territorio avremo un impatto positivo in termini sia di continuit\u00e0 che di partecipazione. Qualunque politica che favorisca il trattenimento del capitale umano sul territorio \u00e8 fondamentale per garantire prospettive di crescita: mantenere sul territorio i giovani laureati pu\u00f2 aiutarci a migliorare tutti gli elementi strutturali di un contesto sociale&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p> &#8211; Foto xd8\/Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; Un percorso comune tra istituzioni, mondo accademico e societ\u00e0 civile per cercare risposte a due criticit\u00e0 tra le pi\u00f9 incombenti dell&#8217;attualit\u00e0: diminuzione delle nascite e problemi quotidiani dei giovani. Questi i temi al centro del convegno &#8220;Denatalit\u00e0 e disagio giovanile. 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