{"id":274483,"date":"2026-09-19T11:09:44","date_gmt":"2026-09-19T09:09:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/19\/confcom-con-il-caro-energia-cresce-linflazione-e-diminuiscono-consumi-e-pil\/"},"modified":"2026-09-19T11:09:44","modified_gmt":"2026-09-19T09:09:44","slug":"confcom-con-il-caro-energia-cresce-linflazione-e-diminuiscono-consumi-e-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/19\/confcom-con-il-caro-energia-cresce-linflazione-e-diminuiscono-consumi-e-pil\/","title":{"rendered":"Confcom, con il caro-energia cresce l\u2019inflazione e diminuiscono consumi e Pil"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Elettricit\u00e0 in Italia pi\u00f9 cara rispetto ai principali Paesi Ue fino a quasi 70 euro\/MWh, a settembre il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025. Per commercio, turismo e ristorazione oltre un miliardo di euro di maggiori di costi nel secondo semestre e nel 2027 si perderebbero circa 6,5 miliardi di euro di consumi. Sono questi i principali dati emersi da un&#8217;analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il CER e dalle stime dell&#8217;Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita. L&#8217;Italia paga l&#8217;elettricit\u00e0 molto pi\u00f9 dei principali Paesi europei e il nuovo shock sui mercati internazionali dell&#8217;energia rischia di allargare ulteriormente questo divario con pesanti effetti sulle bollette di famiglie e imprese e sull&#8217;economia del nostro Paese. A settembre 2026, infatti, il PUN, ossia il prezzo all&#8217;ingrosso dell&#8217;elettricit\u00e0, \u00e8 arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025, un incremento particolarmente elevato che si sovrappone a una situazione di grande criticit\u00e0 pregressa (i prezzi attuali sono infatti superiori del 271,1% a quelli pre-Covid). <br \/>Il maggior costo riguarda anche gli altri grandi paesi europei, ma in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l&#8217;intensit\u00e0 registrata in Italia dove il prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 oggi superiore di 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia. Un vero e proprio &#8220;spread energetico&#8221;, che si \u00e8 ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna in primo piano con la nuova impennata delle quotazioni internazionali. <br \/>A settembre, il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del 55,7% dall&#8217;inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Ma il caro energia rischia di presentare un conto ancora pi\u00f9 ampio all&#8217;economia italiana. Nello scenario energetico pi\u00f9 sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l&#8217;inflazione aumenterebbe di 0,7 punti percentuali, mentre si perderebbero mezzo punto di consumi, 250 euro di consumi reali per famiglia, pari complessivamente, a circa 6,5 miliardi di euro, e tre decimi di PIL, riportando la crescita del Paese allo &#8220;zero virgola&#8221;. Per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione l&#8217;aggravio di costo, nel secondo semestre, \u00e8 complessivamente superiore al miliardo di euro. La principale ragione dello svantaggio italiano &#8211; sempre secondo l&#8217;analisi Confcom-CER &#8211; sta nel mix energetico e, in particolare, nella maggiore dipendenza dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell&#8217;elettricit\u00e0 italiana \u00e8 stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia. Questo significa che quando aumenta il prezzo europeo del gas, il costo dell&#8217;elettricit\u00e0 cresce in Italia pi\u00f9 che negli altri Paesi. In altre parole, lo shock \u00e8 uguale per tutti, ma i suoi effetti sono asimmetrici: la maggiore dipendenza dal gas rende l&#8217;Italia pi\u00f9 esposta alle oscillazioni dei mercati internazionali e determina costi pi\u00f9 elevati per famiglie e imprese. Anche sul fronte delle rinnovabili, l&#8217;Italia sconta un gap: da queste fonti di energia deriva ormai il 50% dell&#8217;elettricit\u00e0 italiana, ma la quota resta inferiore al 56,9% della Spagna e al 56,3% della Germania. <br \/>A questa debolezza strutturale si aggiunge il meccanismo europeo di formazione del prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0, legato anche al costo dell&#8217;impianto necessario a soddisfare la domanda che, in Italia, \u00e8 frequentemente alimentato a gas. Per questo, anche quando aumenta la produzione da fonti rinnovabili, il prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0 continua a risentire delle quotazioni del gas. Infine, sul divario di prezzo con gli altri Paesi incidono anche oneri e imposte. <br \/>Infatti, nonostante il loro peso sulla bolletta italiana, a fine 2025, sia inferiore a quello dei principali partner europei, tra il 2021 e il 2025 questa componente \u00e8 aumentata in Italia del 33,9%, mentre in Spagna e Germania \u00e8 addirittura diminuita, rispettivamente dell&#8217;11,7% e del 22,6%. Questo significa che circa un terzo dell&#8217;aumento del prezzo finale dell&#8217;energia registrato in Italia \u00e8 riconducibile proprio alla crescita di oneri e imposte, contribuendo cos\u00ec ad ampliare ulteriormente il divario con gli altri Paesi. L&#8217;impatto del rincaro del prezzo dell&#8217;energia &#8211; conclude l&#8217;analisi Confcom-CER &#8211; \u00e8 particolarmente pesante per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, che durante l&#8217;estate hanno dovuto aumentare i consumi elettrici anche per il maggiore utilizzo della climatizzazione. Nel terzo trimestre di quest&#8217;anno i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile e, per effetto combinato di maggiori consumi e prezzi pi\u00f9 elevati, nel secondo semestre 2026, per queste imprese si stima un aggravio complessivo di costo per le bollette elettriche superiore a un miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la GDO. La spesa energetica complessiva delle imprese del comparto potrebbe cos\u00ec arrivare fino a 2,9 miliardi di euro su base trimestrale, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino. <br \/>&#8220;Il peggioramento della situazione internazionale e il continuo incremento dei costi dell&#8217;energia stanno mettendo in seria difficolt\u00e0 le imprese e riducono la fiducia delle famiglie &#8211; afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli &#8211; Bisogna evitare che questi aumenti si scarichino interamente sulle bollette, con misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l&#8217;efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Allo stesso tempo, bisogna accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0. Importante anche favorire la diffusione tra le imprese di contratti di acquisto di energia in forma aggregata, al fine di garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine&#8221;. &#8220;Ma bisogna agire subito, altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurr\u00e0 drasticamente i consumi e la crescita del Paese&#8221;, conclude.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto tratta da studio Confcom &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Elettricit\u00e0 in Italia pi\u00f9 cara rispetto ai principali Paesi Ue fino a quasi 70 euro\/MWh, a settembre il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025. 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