{"id":274357,"date":"2026-09-17T14:19:40","date_gmt":"2026-09-17T12:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/17\/archeologia-subacquea-conclusa-nel-ragusano-campagna-di-ricerche-dopo-il-ciclone-harry-scarpinato-proteggiamo-il-patrimonio\/"},"modified":"2026-09-17T14:19:40","modified_gmt":"2026-09-17T12:19:40","slug":"archeologia-subacquea-conclusa-nel-ragusano-campagna-di-ricerche-dopo-il-ciclone-harry-scarpinato-proteggiamo-il-patrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/17\/archeologia-subacquea-conclusa-nel-ragusano-campagna-di-ricerche-dopo-il-ciclone-harry-scarpinato-proteggiamo-il-patrimonio\/","title":{"rendered":"Archeologia subacquea, conclusa nel Ragusano campagna di ricerche dopo il ciclone Harry. Scarpinato: \u201cProteggiamo il patrimonio\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Si \u00e8 conclusa la <strong>settima campagna di ricerche di archeologia subacquea nelle acque al largo della costa della provincia di Ragusa<\/strong>. Le attivit\u00e0 si sono rese necessarie in seguito ai gravi danni provocati lo <strong>scorso inverno dal ciclone Harry,<\/strong> per cui sono state concentrate sulle azioni di salvaguardia e documentazione del patrimonio sommerso.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>La campagna rientra nel <strong><em>\u201cKaukana Project\u201d<\/em><\/strong>, condotto dall\u2019U<strong>nit\u00e0 di Archeologia subacquea dell\u2019Universit\u00e0 di Udine in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana<\/strong>. Le attivit\u00e0 scientifiche, dirette dal professor Massimo Capulli, sono state supportate dall\u2019Institute of nautical archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti). Le ricerche sono state condotte d\u2019intesa con la Capitaneria di porto di Pozzallo.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cLe ricerche condotte<\/em> \u2013 ha detto l\u2019<strong>assessore ai Beni culturali e identit\u00e0 siciliana, Francesco Paolo Scarpinato<\/strong> \u2013 <em>hanno dimostrato come gli eventi meteo marini estremi, sempre pi\u00f9 frequenti nel Mediterraneo, possano influire sul patrimonio culturale sommerso. I dati raccolti costituiscono una base essenziale per lo sviluppo di protocolli di monitoraggio e strategie di conservazione adattativa, contribuendo a discussioni pi\u00f9 ampie sui rischi legati al clima che colpiscono il patrimonio culturale presente nei fondali del Mediterraneo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 hanno coinvolto tre contesti distinti. Alle Secche di Circe, sito archeologico nelle acque tra i Comuni di Pozzallo e Ispica, il ciclone ha esposto una nuova porzione dello scafo di un relitto di et\u00e0 classica, gi\u00e0 indagato negli ultimi due anni. Per evitare la dispersione dei resti, la squadra di archeologi ha proceduto alla pulizia dell\u2019area, alla documentazione diretta e fotogrammetrica e al recupero dei materiali resi vulnerabili dall\u2019evento.<\/p>\n<p>Il ritrovamento di uno dei marker posizionati nel 2025 ha consentito di integrare perfettamente la nuova porzione con il rilievo precedente, ottenendo un quadro unitario della struttura. La parte superstite del relitto \u00e8 stata quindi protetta con tessuto geotessile, sabbia e pietre.<\/p>\n<p>Parallelamente, durante la ricognizione del sistema di secche, sono state scoperte quattro nuove ancore litiche e alcuni elementi lignei lavorati. Nella baia di Porto Ulisse, pi\u00f9 riparata, ma comunque interessata dall\u2019eccezionale mareggiata, sono stati recuperati e documentati i materiali archeologici esposti dal ciclone, aggiornando la mappatura del sito e prevenendone la dispersione.<\/p>\n<p>A Kamarina il ciclone ha causato un abbassamento del fondale. Ma, soprattutto, l\u2019esposizione di numerosi frammenti lignei attribuibili a un relitto post-classico situato circa cinquanta metri del relitto delle Colonne, su cui si era indagato nel 2019 e 2020. La verifica dello stato di conservazione di quest\u2019ultimo ha evidenziato danni significativi.<\/p>\n<p>Diversi elementi del fasciame sono stati divelti e una delle due colonne \u00e8 stata spostata di circa cinquanta centimetri, finendo parzialmente a coprire la chiglia.<strong> Si tratta di un impatto rilevante, che richieder\u00e0 monitoraggio e interventi mirati nelle prossime stagioni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>-Foto ufficio stampa Regione Siciliana-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Si \u00e8 conclusa la settima campagna di ricerche di archeologia subacquea nelle acque al largo della costa della provincia di Ragusa. 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