{"id":274021,"date":"2026-09-12T22:09:40","date_gmt":"2026-09-12T20:09:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/12\/a-venezia-leone-doro-a-woman-unknown-scamarcio-miglior-attore-concorso-orizzonti\/"},"modified":"2026-09-12T22:09:40","modified_gmt":"2026-09-12T20:09:40","slug":"a-venezia-leone-doro-a-woman-unknown-scamarcio-miglior-attore-concorso-orizzonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/12\/a-venezia-leone-doro-a-woman-unknown-scamarcio-miglior-attore-concorso-orizzonti\/","title":{"rendered":"A Venezia Leone d\u2019Oro a Woman Unknown, Scamarcio miglior attore Concorso Orizzonti"},"content":{"rendered":"<div>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato un palmar\u00e8s faticoso, quello che ha chiuso l&#8217;83ma Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. Il Leone d&#8217;Oro attribuito a &#8220;Woman Unknown&#8221; della regista danese (di origini egiziane) May el-Toukhy \u00e8 il punto di arrivo di un percorso che, stando alle indiscrezioni, ha visto la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal impegnata in una discussione che ha lasciato incertezze sino all&#8217;ultimo minuto. Ambientato dopo la fine dell&#8217;occupazione tedesca della Danimarca, &#8220;Woman Unknown&#8221; \u00e8 un ritratto di femminilit\u00e0 drammatica e determinata, dedicato a una domestica sospesa tra il passato amore per un soldato tedesco e il futuro da moglie del ricco industriale in casa del quale ha servito. Una delle opere pi\u00f9 apprezzate di un concorso di livello alto, che rappresenta un Leone d&#8217;Oro di rango, con buona pace di chi, ancora oggi, dava il massimo premio della Mostra in mano a &#8220;NAZA&#8221;, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor che indaga sui metodi su cui si basano i bombardamenti israeliani su Gaza, al quale \u00e8 stato attribuito il Premio Speciale della Giuria. Premio di sicuro adeguato, che pone al sicuro la Mostra dagli eccessi delle polemiche che non sono certo mancati in questi giorni. A &#8220;Possible Love&#8221; del maestro sudcoreano Lee Chang-dong, altro papabile per l&#8217;Oro di questa 83 Mostra, \u00e8 invece andato il Leone d&#8217;Argento del Gran Premio della Giuria: sullo sfondo di temi come il lavoro, i licenziamenti di massa e la sperequazione sociale, il fil, prodotto da Netflix, racconta l&#8217;incontro tra una documentarista sposata a un ricco industriale e la moglie di un operaio licenziato da una grande impresa.<br \/>Il Leone d&#8217;Argento per la Migliore Regia \u00e8 invece andato al regista russo Ilya Khrzhanovsky per &#8220;DAU&#8221;, ennesimo capitolo di un progetto artistico di ampio respiro che questo controverso autore dedica alla figura di un brillante fisico russo di origini greche che ha fatto parte del gruppo di scienziati che hanno costruito la bomba atomica sovietica. Al centro delle polemiche ufficiali ucraine della vigilia, che recriminavano la presenza alla Mostra di un film russo, ignorando che Ilya Khrzhanovsky \u00e8 in realt\u00e0 un dissidente, il film ha proprio nella potenza della visione registica in suo pi\u00f9 autentico pregio. Il Premio per la Migliore Sceneggiatura \u00e8 invece andato al regista francese St\u00e8phane Briz\u00e8 e ai cosceneggiatori Coralie Am\u00e8d\u00e8o e Olivier Gorce, autori dello script di &#8220;Un bon petit soldat&#8221;, dramma ambientato nel mondo del lavoro in cui una giovane manager interpretata da Alba Rohrwacher \u00e8 divisa tra le contraddizioni del suo ruolo di addetta alle risorse umane e le difficolt\u00e0 del suo ruolo di madre separata. L&#8217;attrice italiana avrebbe potuto ambire alla Coppa Volpi per l&#8217;Interpretazione Femminile (e anche pi\u00f9 di lei la straordinaria Vanessa Scalera di &#8220;Il fuoco che ti porti dentro&#8221;), ma la Giuria ha voluto assegnare il riconoscimento alla danese Mathilde Alcel, protagonista di &#8220;Woman Unknown&#8221;, andando in deroga al regolamento della Mostra che non ammetterebbe l&#8217;assegnazione di pi\u00f9 di un premio principale allo stesso film. <br \/>Nessuna sorpresa invece per la Coppa Volpi alla Migliore Interpretazione Maschile andata allo straordinario John Malkovich di &#8220;Wild Horse Nine&#8221;, il film di Martin McDonagh che per molti rester\u00e0 il migliore della competizione di quest&#8217;anno. Malkovich mette tutta la sua grandezza nel ritratto di un agente CIA malato terminale che si reca sull&#8217;Isola di Pasqua per trascorrere i suoi ultimi giorni. Infine il Premio Marcello Mastroianni per l&#8217;attore o attrice emergente \u00e8 stato assegnato alla francese Malou Khebizi, tra le ragazze ospiti dell&#8217;ospedale psichiatrico di &#8220;15\/18&#8221; di C\u00e8dric Kahn. In tutto questo l&#8217;Italia resta completamente fuori dal palmar\u00e8s di Venezia 83, nonostante una presenza importante per numeri e nomi: la Giuria di Maggie Gyllenhaal non ha tenuto dentro n\u00e8 il film di Nanni Moretti &#8220;Succeder\u00e0 questa notte&#8221;, pure da considerare tra i migliori della competizione, n\u00e8 nessuno degli altri. Consolazione non da poco, comunque, viene dal concorso parallelo &#8220;Orizzonti&#8221; dove la Giuria presieduta da Val\u00e8rie Donzelli ha attribuito il Premio per la Migliore Interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio per &#8220;I figli della Scimmia&#8221; di Tommaso Landucci, al quale \u00e8 andato anche il premio per la Migliore Sceneggiatura. Un bel riconoscimento per l&#8217;attore italiano che nel ruolo del padre di un bambino disabile, offre una prestazione di grande sensibilit\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p> &#8211; Foto Ipa Agency &#8211;<br \/>(ITALPRESS)<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato un palmar\u00e8s faticoso, quello che ha chiuso l&#8217;83ma Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. 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