{"id":273552,"date":"2026-09-05T10:19:38","date_gmt":"2026-09-05T08:19:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/05\/schifani-preoccupa-la-violenza-del-linguaggio-nella-politica\/"},"modified":"2026-09-05T10:19:38","modified_gmt":"2026-09-05T08:19:38","slug":"schifani-preoccupa-la-violenza-del-linguaggio-nella-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/09\/05\/schifani-preoccupa-la-violenza-del-linguaggio-nella-politica\/","title":{"rendered":"Schifani \u201cPreoccupa la violenza del linguaggio nella politica\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013<em> \u201cIn tanti anni di vita istituzionale ho visto cambiare profondamente il modo di fare politica e anche il modo di comunicare. Oggi tutto \u00e8 pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 immediato, spesso pi\u00f9 esasperato. I social hanno certamente contribuito a questo processo: premiano la battuta, la contrapposizione netta, la reazione a caldo. Molto meno la riflessione. Mi preoccupa soprattutto la violenza del linguaggio. \u00c8 un tema sul quale anche il capo dello Stato ha pi\u00f9 volte richiamato l\u2019attenzione. Il confronto politico pu\u00f2 essere anche duro, ma non dovrebbe mai scivolare nell\u2019insulto, nella delegittimazione personale o nella ricerca sistematica del nemico\u201d<\/em>. Cos\u00ec, in un\u2019intervista a <strong><em>Qds.it,<\/em><\/strong> il presidente della Regione Siciliana Renato <strong>Schifani.<\/strong> \u201c<em>Ho sempre pensato che la politica debba essere prima di tutto responsabilit\u00e0. Si pu\u00f2 dissentire su tutto, ma mantenendo il rispetto delle persone e delle istituzioni. E soprattutto ricordando che, alla fine, chi governa viene giudicato per quello che fa, per le decisioni che assume e per i risultati che riesce a ottenere, non per il numero di visualizzazioni\u201d,<\/em> aggiunge il governatore.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cI social fanno ormai parte della nostra vita e della politica. Sarebbe inutile e anche sbagliato demonizzarli. Hanno avvicinato i cittadini alle istituzioni e consentono un confronto diretto che in passato non esisteva. Il problema<\/em> \u2013 osserva \u2013<em> nasce quando la capacit\u00e0 di comunicare rischia di diventare pi\u00f9 importante della capacit\u00e0 di amministrare. Governare \u00e8 un\u2019altra cosa. Significa conoscere i problemi, studiare le soluzioni, mediare quando serve e decidere quando \u00e8 necessario. Significa anche assumersi responsabilit\u00e0 che spesso non portano un consenso immediato. Per questo credo che la politica debba tornare a selezionare la propria classe dirigente sulla competenza, sull\u2019esperienza, sulla seriet\u00e0 e sulla capacit\u00e0 di produrre risultati. Poi, naturalmente, bisogna anche saperli comunicare. Sono per\u00f2 fiducioso. Alla lunga i cittadini sanno distinguere tra una presenza efficace sui social e la capacit\u00e0 reale di governare. La politica deve aiutare questo processo, alzando il livello del confronto e rinunciando alla tentazione dello scontro permanente. Altrimenti rischiamo di avere un dibattito pubblico sempre pi\u00f9 rumoroso e, paradossalmente, sempre pi\u00f9 povero di contenuti\u201d<\/em>, conclude Schifani.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS):<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cIn tanti anni di vita istituzionale ho visto cambiare profondamente il modo di fare politica e anche il modo di comunicare. Oggi tutto \u00e8 pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 immediato, spesso pi\u00f9 esasperato. I social hanno certamente contribuito a questo processo: premiano la battuta, la contrapposizione netta, la reazione a caldo. 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