{"id":272981,"date":"2026-08-26T10:08:57","date_gmt":"2026-08-26T08:08:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/08\/26\/le-spese-obbligate-si-mangiano-il-42-dei-consumi-familiari\/"},"modified":"2026-08-26T10:08:57","modified_gmt":"2026-08-26T08:08:57","slug":"le-spese-obbligate-si-mangiano-il-42-dei-consumi-familiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/08\/26\/le-spese-obbligate-si-mangiano-il-42-dei-consumi-familiari\/","title":{"rendered":"Le spese obbligate si \u201cmangiano\u201d il 42% dei consumi familiari"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nel 2026 le spese obbligate &#8211; ovvero quelle legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanit\u00e0, trasporti e assicurazioni &#8211; continuano a &#8220;mangiarsi&#8221; una fetta molto consistente dei consumi totali delle famiglie con un&#8217;incidenza pari al 41,7% (+4,7% rispetto al 1995). Di contro, tra le spese libere, \u00e8 in lieve aumento la quota destinata ai servizi (+2,9%), mentre risulta in contrazione quella per i beni (-7,6%). Le spese per l&#8217;abitazione si confermano la voce di costo maggiore con 5.335 euro pro capite (+72 euro rispetto al 2025) sul totale delle spese obbligate (pari a 9.693 euro); seguono assicurazioni e carburanti (2.310 euro) e l&#8217;energia (1.829 euro); quest&#8217;ultima \u00e8, comunque, la componente che, pur mantenendo un&#8217;incidenza elevata sui bilanci familiari, dal 1995 ad oggi ha registrato la riduzione pi\u00f9 significativa (-1.231 euro), conseguenza di minori consumi delle famiglie come risposta a prezzi crescenti, ma anche e soprattutto dei progressi tecnologici che hanno favorito il risparmio energetico. La maggiore incidenza delle spese obbligate sui bilanci familiari \u00e8 determinata soprattutto dalla diversa dinamica dei prezzi cresciuti molto pi\u00f9 rapidamente rispetto a quelli dei beni e dei servizi commercializzabili: dal 1995 ad oggi, il loro indice \u00e8 cresciuto del 140%, quasi due volte e mezzo rispetto a quello dei beni commercializzabili (+57%) e una volta e mezzo rispetto ai servizi (+88,4%), con il picco toccato dall&#8217;aggregato energia, gas e carburanti i cui prezzi sono cresciuti in trent&#8217;anni del 211%. L&#8217;analisi evidenzia, tuttavia, come le famiglie abbiano dimostrato una significativa capacit\u00e0 di tenuta, cercando di mantenere i livelli di consumo, rimodulando la composizione della spesa, contenendo soprattutto i beni pi\u00f9 tradizionali, pi\u00f9 che riducendola drasticamente, pur in presenza di un progressivo aumento dei costi incomprimibili che ha ridotto gli spazi di spesa discrezionale.<br \/>\nQuesti, in sintesi, i principali risultati dell&#8217;analisi dell&#8217;Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie italiane nel periodo 1995-2026 (qui la nota integrale dell&#8217;Ufficio Studi).<br \/>\nIl recupero della domanda in atto dalla fine dello scorso anno &#8211; che vede interessati anche alcuni segmenti di beni durevoli &#8211; sembra aver prodotto nel 2026 una cristallizzazione nella distribuzione dei consumi tra obbligati e commercializzabili. Il dato stimato per l&#8217;anno in corso, che mantiene la quota indirizzata all&#8217;acquisto dei beni e servizi commercializzabili al 58,3% non modifica, nella sostanza, le valutazioni fatte in precedenza sulle dinamiche di lungo periodo. In trent&#8217;anni la quota di consumo destinata a sostenere quelle spese da considerarsi obbligate \u00e8 passata dal 37,0% al 41,7%, comprimendo la parte riservata all&#8217;acquisto di quei beni e servizi che appartengono alle libere scelte dei consumatori e che sono legate alle preferenze e agli stili di vita dei singoli individui o famiglie.<br \/>\nStili di vita che nel corso del tempo hanno subito profonde modifiche rendendo in alcuni casi pi\u00f9 sfumato il confine tra spese obbligate e non. Tra questi prodotti e servizi rientra sicuramente una parte dei &#8220;tecnologici&#8221; (smartphone, tablet, pc e relativi servizi) che progressivamente sono diventati anche strumenti necessari per il lavoro, lo studio e per la fruizione di servizi inclusi tra le spese obbligate (servizi bancari e finanziari, rapporti con la pubblica amministrazione, ecc.).<br \/>\nIn linea con i mutamenti intervenuti nel corso degli anni negli stili di vita e nelle preferenze dei consumatori la compressione della quota destinata al consumo di beni e servizi commercializzabili \u00e8 frutto a sua volta di dinamiche articolate.<br \/>\n\u201cNonostante un rallentamento delle spese obbligate, l\u2019incidenza sui bilanci familiari rimane elevata, in particolare per carburanti e bollette a causa dei rincari energetici. Occorre intervenire su fisco e tariffe, eliminando le distorsioni che gravano sui costi fissi\u201d, afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.<br \/>\nStando alle stime, anche nel 2026 le famiglie confermano la tendenza a cercare di recuperare principalmente quegli spazi destinati all&#8217;acquisto dei servizi commercializzabili, che dopo la battuta d&#8217;arresto del 2020 e i significativi recuperi degli anni successivi, non sono ancora tornati alla quota del 21,3% raggiunta nel 2019.<br \/>\nPer contro, i beni commercializzabili nel loro complesso dovrebbero vedere, nell&#8217;anno in corso, un&#8217;ulteriore riduzione dell&#8217;incidenza attestandosi al 37,5%.<br \/>\nAlla luce delle diverse dinamiche registrate dai prezzi degli obbligati e dei commercializzabili, appare chiaro che larga parte dell&#8217;aumento della quota di spesa destinata alle spese a cui le famiglie non possono rinunciare sia derivata dalla necessit\u00e0 di mantenere i volumi acquistati in presenza di dinamiche dei prezzi progressivamente crescenti: cio\u00e8 l&#8217;incremento della quota delle spese obbligate \u00e8 derivata dall&#8217;effetto dei maggiori prezzi al consumo.<br \/>\nVanno anche considerati gli importanti mutamenti demografici intervenuti nell&#8217;arco temporale oggetto d&#8217;osservazione. Oltre all&#8217;invecchiamento della popolazione (ad oggi oltre il 25% dei residenti ha pi\u00f9 di 65 anni) che ne ha mutato le esigenze e le preferenze in materia di consumi, a partire dal 2015 la popolazione ha mostrato una progressiva riduzione (nella media del 2026 il calo rispetto al picco del 2014 dovrebbe approssimarsi a 1,5 milioni).<br \/>\nPer cercare di sterilizzare, sia pure parzialmente, il possibile effetto prezzo e calo demografico sulle dinamiche evidenziate dalla figura 1 si sono riportati i dati a volume (espressi ai prezzi 2026) alla popolazione residente.<br \/>\nIn termini complessivi i consumi pro capite espressi ai prezzi del 2026 sono, infatti, aumentati tra il 1995 ed il 2026 in misura pi\u00f9 significativa per la componente dei commercializzabili, soprattutto per effetto di quanto accaduto tra il 1995 ed il 2007.<br \/>\nLe differenze tra le dinamiche a valore e a volume ribadiscono ancora una volta il ruolo dei prezzi nel determinare le scelte delle famiglie. Scelte che sono state fatte in un contesto che da quasi 20 anni non conosce una crescita dei volumi acquistati per abitante: solo a cavallo tra il 2025-2026 si torner\u00e0 ad una spesa in quantit\u00e0 analoga a quella del 2007.<br \/>\nSi conferma anche nel 2026 il ruolo preponderante delle spese per l&#8217;abitazione, i cui volumi per abitante ammontano, ai prezzi attuali, a poco pi\u00f9 di 5mila e trecento euro l&#8217;anno (vale a dire oltre la met\u00e0 delle spese obbligate in quantit\u00e0).<br \/>\nAll&#8217;interno delle spese obbligate \u00e8 importante sottolineare come la riduzione pi\u00f9 significativa, in termini reali, abbia interessato la componente energetica, che non si \u00e8 tradotta in un&#8217;analoga compressione della quota a valore a tali consumi destinata. Il dato \u00e8 frutto, oltre che dei comportamenti delle famiglie che hanno reagito ai prezzi crescenti riducendo i consumi, anche, forse soprattutto, dei progressi tecnologici che hanno permesso di realizzare prodotti sempre pi\u00f9 orientati al risparmio energetico.<br \/>\nSul versante dei beni commercializzabili, nel 2026 il processo di recupero dei volumi acquistati, che negli ultimi anni \u00e8 stato guidato in buona parte dalle apparecchiature informatiche e per le comunicazioni, favorito anche dalla riduzione dei prezzi relativi, dovrebbe essere sostenuto anche da una parte di quei durevoli le cui spese erano state fortemente compresse nei periodi precedenti.<br \/>\n-foto ufficio stampa Confcommercio &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nel 2026 le spese obbligate &#8211; ovvero quelle legate a beni e servizi di cui le famiglie non possono fare a meno, come casa, energia, bollette, sanit\u00e0, trasporti e assicurazioni &#8211; continuano a &#8220;mangiarsi&#8221; una fetta molto consistente dei consumi totali delle famiglie con un&#8217;incidenza pari al 41,7% (+4,7% rispetto al 1995). 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