{"id":27282,"date":"2018-11-30T08:26:28","date_gmt":"2018-11-30T07:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=27282"},"modified":"2018-11-30T08:26:28","modified_gmt":"2018-11-30T07:26:28","slug":"messinaccomuna-insiste-no-alla-liquidazione-di-atm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/11\/30\/messinaccomuna-insiste-no-alla-liquidazione-di-atm\/","title":{"rendered":"Messinaccomuna insiste: &quot;No alla liquidazione di Atm&quot;"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">&#8220;Per l\u2019ATM non c\u2019\u00e8 obbligo di legge alla liquidazione (\u00e8 azienda speciale, non pu\u00f2 fallire e non \u00e8 soggetta al diritto fallimentare, ma al solo testo unico degli enti locali). La liquidazione \u00e8 dunque una scelta politica, che non era condivisa da molte forze presenti in Consiglio e che \u00e8 stata forzosamente ottenuta con motivazioni infondate&#8221;.<\/span><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Lo scrive in una nota &#8220;Messinaccomuna&#8221;, il sodalizio politico vicino all&#8217;ex primo cittadino, Renato Accoorinti.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">&#8220;Introducendo il dibattito il Sindaco ha dichiarato che questa delibera era inevitabile per due ragioni: il &#8216;divieto di soccorso finanziario&#8217; sancito dalla legge Madia e la negativit\u00e0 del DURC dell\u2019azienda. Nessuna di queste ragioni necessita la liquidazione dell\u2019azienda. Anzi. Tralasciando il fatto che la legge Madia riguarda le societ\u00e0 e non le aziende speciali, per la Corte dei Conti il \u201cdivieto di soccorso finanziario\u201d non consente di dare contributi per la liquidazione aziendale se non si tratta di somme dovute per servizi resi dall\u2019azienda a beneficio del Comune; il \u201csoccorso\u201d \u00e8 invece ammissibile SOLO nella prospettiva della continuit\u00e0 dell\u2019azienda, in presenza di effettive prospettive per il recupero del suo equilibrio economico. La strada tracciata nel precedente piano di riequilibrio \u00e8 quella corretta: riconoscere le perdite nel limite del capitale negativo per consentire di pagare i debiti nell\u2019ambito di un piano di rilancio del servizio e di ricostituzione dell\u2019equilibrio aziendale. Il DURC negativo, poi, \u00e8 irrilevante sulla scelta di liquidare l\u2019azienda: se tutte le imprese con DURC irregolare dovessero essere sciolte, chiuderebbe mezza Italia! Piuttosto, occorre che l\u2019amministrazione metta in grado l\u2019azienda di ottemperare la scadenza del 7 dicembre per non perdere il beneficio della rottamazione-ter, integrando i 5 milioni che lo stesso venerd\u00ec 23 venivano gi\u00e0 liquidati per i rimborsi chilometrici. La liquidazione \u00e8 inutile e avrebbe un costo (almeno 2 milioni per commissari e revisori in 15 anni), di cui non c\u2019\u00e8 traccia nell\u2019atto; la delibera poi non d\u00e0 copertura finanziaria in bilancio, perch\u00e9 rinvia al piano di riequilibrio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">E che dire poi del piano di riequilibrio? Per un\u2019azienda da liquidare sono stati messi sul groppone dei messinesi 81 milioni. Avevamo gi\u00e0 suggerito ai Consiglieri di fare attenzione a queste cifre, perch\u00e9 gli importi dovuti sono da limitare, come da parere dei revisori dei conti, al valore negativo netto del capitale (32,5 milioni al 31 dicembre 2013) anche nella prospettiva della continuit\u00e0 aziendale. Oggi De Luca vuol mandare in liquidazione ATM. Ma allora come fa a mettere nel piano di riequilibrio ben 81 milioni quando per pagare i debiti ne bastano 29, secondo quanto riportato nella stessa delibera di messa in liquidazione? Eppure ci risulta che a Taormina il Comune abbia riconosciuto all\u2019azienda speciale trasporti per la sua liquidazione solamente i debiti non coperti dai crediti, facendo assorbire le perdite pregresse eccedenti dalle risorse aziendali. Esattamente ci\u00f2 che (in linea con la legge e con l\u2019esplicita benedizione dei revisori dei conti del Comune) era stato deliberato dal precedente piano di riequilibrio. A cosa servono i quasi 50 milioni di troppo messi nel piano di riequilibrio? Il costo per i messinesi \u00e8 di circa 3,3 milioni l\u2019anno in termini di maggiori tasse o di minori servizi. Lo spieghino, Sindaco e Consiglieri, alla citt\u00e0 e ai cittadini&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>Conclude la nota di Messinaccomuna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per l\u2019ATM non c\u2019\u00e8 obbligo di legge alla liquidazione (\u00e8 azienda speciale, non pu\u00f2 fallire e non \u00e8 soggetta al diritto fallimentare, ma al solo testo unico degli enti locali). 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