{"id":270853,"date":"2026-07-17T09:13:23","date_gmt":"2026-07-17T07:13:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=270853"},"modified":"2026-07-17T09:13:26","modified_gmt":"2026-07-17T07:13:26","slug":"smentiamo-una-per-una-le-affermazioni-delling-mattia-alberti-classe-1997-originario-di-rezzato-bs-autore-del-video-sul-ponte-sullo-stretto-pubblicato-il-9-luglio-2026-e-diventato-virale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/17\/smentiamo-una-per-una-le-affermazioni-delling-mattia-alberti-classe-1997-originario-di-rezzato-bs-autore-del-video-sul-ponte-sullo-stretto-pubblicato-il-9-luglio-2026-e-diventato-virale\/","title":{"rendered":"Smentiamo, una per una, le affermazioni dell&#8217;ing. Mattia Alberti, classe 1997, originario di Rezzato (BS), autore del video sul Ponte sullo Stretto pubblicato il 9 luglio 2026 e diventato virale"},"content":{"rendered":"\n<p>Ribadiamo che, a nostro giudizio, chi interviene pubblicamente su un&#8217;opera di questa complessit\u00e0 dovrebbe attenersi al massimo rigore tecnico e scientifico. Nel caso di Alberti riteniamo invece che il <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MWmn3frD8Ks&amp;t=22s\">video<\/a> contenga numerose inesattezze, che analizzeremo e confuteremo punto per punto.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto al profilo professionale, dalle verifiche effettuate non risulta iscritto all&#8217;Albo degli Ingegneri. Dopo la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale ha orientato la propria attivit\u00e0 principalmente verso la divulgazione sui social come <em>content creator<\/em>, scelta ovviamente del tutto legittima, ma distinta dall&#8217;esercizio della professione di ingegnere.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Minuto 0:12 \u2013 \u00abLa Corte non ha bocciato il Ponte\u2026\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 che falsa, questa ricostruzione \u00e8 <strong>fuorviante<\/strong>. Lo stesso Alberti, pochi secondi prima, afferma correttamente che la Corte dei conti non ha apposto il visto alla delibera CIPESS. Tuttavia, utilizzare successivamente il termine &#8220;bocciatura&#8221; rischia di indurre gli spettatori a ritenere che la Corte abbia respinto il progetto del Ponte, circostanza che non corrisponde alle competenze attribuitele dall&#8217;ordinamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai sensi dell&#8217;art. 100 della Costituzione, infatti, la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit\u00e0 sugli atti del Governo, ma <strong>non ha il potere di decidere se un&#8217;opera pubblica debba essere realizzata oppure no<\/strong>. La realizzazione del Ponte sullo Stretto trova il proprio fondamento nella legge dello Stato (legge n. 58 del 26 maggio 2023), mentre il controllo della Corte riguarda la legittimit\u00e0 degli atti amministrativi, non la scelta politica o legislativa dell&#8217;opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Un precedente significativo risale al 1998, quando il Governo Prodi adott\u00f2 con riserva una delibera CIPE relativa al rinnovo della concessione ad Autostrade nonostante la mancata registrazione da parte della Corte dei conti. A distanza di quasi trent&#8217;anni quel provvedimento non risulta essere stato annullato, a conferma del fatto che il mancato visto della Corte non equivale automaticamente alla caducazione dell&#8217;atto n\u00e9 tantomeno alla &#8220;bocciatura&#8221; dell&#8217;intervento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Minuto 0:58 \u2013 \u00ab\u2026fino al grande rilancio nei primi anni 2000 con Silvio Berlusconi, quando nacque la societ\u00e0 Stretto di Messina\u2026\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>FALSO.<\/strong> La <strong>Stretto di Messina S.p.A.<\/strong> non nacque nei primi anni Duemila, bens\u00ec fu costituita nel <strong>1981<\/strong> in attuazione della legge n. 1158 del 17 dicembre 1971. Il Governo Berlusconi rilanci\u00f2 certamente il progetto del Ponte, ma non diede vita alla societ\u00e0 concessionaria, che esisteva gi\u00e0 da circa vent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un errore storico facilmente verificabile consultando la documentazione ufficiale della societ\u00e0 o anche una semplice enciclopedia online. Prima di realizzare un video divulgativo destinato a centinaia di migliaia di persone, un controllo delle fonti su un dato cos\u00ec elementare sarebbe stato opportuno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Minuto 3:36 \u2013 Critica l&#8217;Analisi Costi-Benefici ufficiale del Ponte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alberti sostiene che l&#8217;Analisi Costi-Benefici elaborata nel 2009 dal prof. Marco Ponti e successivamente aggiornata dal gruppo coordinato dal prof. Zucchetti sarebbe sostanzialmente superata perch\u00e9 i dati storici mostrerebbero una diminuzione del traffico nello Stretto negli ultimi vent&#8217;anni. A supporto della propria tesi cita, inoltre, uno studio alternativo secondo cui il Ponte produrrebbe addirittura una perdita netta di <strong>1,56 miliardi di euro<\/strong> per il Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ricostruzione \u00e8 per\u00f2 <strong>parziale<\/strong>. L&#8217;Analisi Costi-Benefici ufficiale, approvata nell&#8217;ambito dell&#8217;iter progettuale, non si limita a proiettare i flussi di traffico storici, ma considera anche gli effetti indotti dalla realizzazione dell&#8217;opera, quali la riduzione dei tempi di attraversamento, l&#8217;integrazione delle reti ferroviarie e stradali, la crescita della domanda generata, i benefici ambientali e gli impatti sullo sviluppo economico. Lo studio del 2009 concludeva infatti con un <strong>Valore Attuale Netto Economico (VANE) positivo di circa 3,9 miliardi di euro<\/strong> e un <strong>Tasso Interno di Rendimento Economico (TIRE) del 4,5%<\/strong>, superiore al tasso sociale di sconto adottato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio alternativo richiamato da Alberti non costituisce invece un documento ufficiale del procedimento autorizzativo, ma rappresenta una valutazione fondata su ipotesi metodologiche differenti. Presentarlo come se confutasse definitivamente l&#8217;analisi ufficiale rischia di fornire al pubblico una rappresentazione incompleta del dibattito tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano pi\u00f9 generale, \u00e8 inoltre discutibile assumere il calo storico dei traffici come prova dell&#8217;inutilit\u00e0 dell&#8217;opera. Una parte della letteratura economica sostiene infatti che l&#8217;assenza di un collegamento stabile abbia contribuito a limitare gli investimenti, la competitivit\u00e0 e l&#8217;attrattivit\u00e0 della Sicilia e della Calabria. In questa prospettiva, il Ponte viene considerato non la conseguenza di una domanda gi\u00e0 esistente, ma uno strumento capace di generare nuova domanda e favorire lo sviluppo del Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5. Minuto 7:53 \u2013 \u00abCollegare due aree fragili non crea miracoli\u2026\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alberti sostiene che collegare due aree economicamente deboli non produca automaticamente sviluppo. Porta come esempio l&#8217;<strong>\u00d8resund Bridge<\/strong>, affermando che il successo dell&#8217;opera deriverebbe dal collegamento tra la ricca Copenaghen e la pi\u00f9 debole Malm\u00f6, mentre paragona il Ponte sullo Stretto all&#8217;<strong>Eurotunnel<\/strong>, da lui definito un insuccesso economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una lettura <strong>riduttiva<\/strong>. Il caso \u00d8resund dimostra certamente l&#8217;importanza della complementarit\u00e0 economica tra i territori, ma non autorizza a concludere che un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria sia destinato a fallire. Una parte significativa della letteratura economica sulle infrastrutture evidenzia infatti come le grandi opere possano generare effetti di lungo periodo in termini di accessibilit\u00e0, attrazione di investimenti, produttivit\u00e0 e competitivit\u00e0 territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il riferimento all&#8217;Eurotunnel merita maggiore equilibrio. \u00c8 vero che il progetto ha attraversato notevoli difficolt\u00e0 finanziarie nei primi anni di esercizio, ma oggi costituisce una delle principali infrastrutture di collegamento tra Regno Unito ed Europa continentale e rappresenta un caso ben diverso, per caratteristiche economiche, finanziarie e territoriali, da quello del Ponte sullo Stretto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6. Minuto 9:06 \u2013 \u00abIl Ponte porter\u00e0 lavoro e ricchezza al Sud\u2026\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con tono ironico Alberti sostiene che gli studi favorevoli al Ponte sarebbero poco imparziali perch\u00e9 predisposti da soggetti favorevoli all&#8217;opera e afferma che gli effetti economici positivi si limiterebbero alla fase di costruzione, mentre una volta ultimata l&#8217;infrastruttura non vi sarebbero benefici significativi per il Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ricostruzione trascura un elemento fondamentale. Il Ponte sullo Stretto non costituisce un intervento isolato, ma \u00e8 inserito in un pi\u00f9 ampio programma di investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno. Prima ancora dell&#8217;apertura del cantiere del Ponte, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha gi\u00e0 programmato investimenti per oltre <strong>36 miliardi di euro<\/strong> destinati al potenziamento della rete ferroviaria e stradale del Sud, tra cui il raddoppio e l&#8217;alta velocit\u00e0 in Calabria e Sicilia, nonch\u00e9 l&#8217;ammodernamento della SS106 Jonica. Il Ponte rappresenta quindi il tassello conclusivo di un sistema infrastrutturale pi\u00f9 ampio, non un&#8217;opera alternativa a tali interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alberti richiama inoltre i <strong>6 milioni di euro<\/strong> destinati alla comunicazione istituzionale sull&#8217;opera, lasciando intendere che si tratti di una spesa ingiustificata. Sarebbe per\u00f2 opportuno precisare se tali risorse siano state effettivamente impegnate e con quali modalit\u00e0, evitando che il riferimento possa suggerire al pubblico una spesa gi\u00e0 sostenuta quando, allo stato delle informazioni disponibili, ci\u00f2 non risulta ancora dimostrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il video si conclude contrapponendo il Ponte ad altre opere ritenute pi\u00f9 urgenti, riproponendo il classico argomento del <em>benaltrismo<\/em>: l&#8217;idea secondo cui il Ponte sarebbe incompatibile con gli investimenti nelle altre infrastrutture del Mezzogiorno. I fatti dimostrano invece che le due politiche procedono parallelamente e che il Ponte \u00e8 stato progettato proprio come elemento di completamento della rete ferroviaria e stradale nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9 Ing. Giuseppe Palamara 2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sito web<br><a href=\"https:\/\/www.belvederedellostretto.com\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.belvederedellostretto.com\">Belvedere dello Stretto<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ribadiamo che, a nostro giudizio, chi interviene pubblicamente su un&#8217;opera di questa complessit\u00e0 dovrebbe attenersi al massimo rigore tecnico e scientifico. Nel caso di Alberti riteniamo invece che il video contenga numerose inesattezze, che analizzeremo e confuteremo punto per punto. Quanto al profilo professionale, dalle verifiche effettuate non risulta iscritto all&#8217;Albo degli Ingegneri. 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