{"id":270702,"date":"2026-07-14T15:03:54","date_gmt":"2026-07-14T13:03:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/14\/endometriosi-maiorana-nuovo-modello-cura-al-centro-regionale-del-civico-palermo\/"},"modified":"2026-07-14T15:03:54","modified_gmt":"2026-07-14T13:03:54","slug":"endometriosi-maiorana-nuovo-modello-cura-al-centro-regionale-del-civico-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/14\/endometriosi-maiorana-nuovo-modello-cura-al-centro-regionale-del-civico-palermo\/","title":{"rendered":"Endometriosi, Maiorana \u201cNuovo modello cura al Centro regionale del Civico Palermo\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Dopo l\u2019inaugurazione del nuovo Centro regionale per la diagnosi e la cura dell\u2019endometriosi dell\u2019<strong>Arnas Civico di Palermo<\/strong>, il direttore della struttura Antonio <strong>Maiorana,<\/strong> intervistato dall\u2019<em>Italpress<\/em>, richiama il senso pi\u00f9 profondo del progetto. Non solo ambienti adeguati e tecnologie avanzate, ma un modello di presa in carico costruito sulla centralit\u00e0 della persona. Perch\u00e8 l\u2019endometriosi non \u00e8 una malattia uguale per tutte le donne e pu\u00f2 incidere sul dolore e sulla \u201cmemoria biologica\u201d del dolore cronico, sulla fertilit\u00e0, sulla vita relazionale, sul lavoro e sul progetto di maternit\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Oltre a chirurgia e assistenza, oggi il Centro \u00e8 impegnato anche su una ulteriore linea di ricerca innovativa, condotta con l\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 (Iss) e l\u2019Universit\u00e0 di Messina, orientata a valutare nuove strategie terapeutiche. I primi dati sono incoraggianti e aprono una prospettiva importante sul fronte di possibili cure non ormonali.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><strong>Professore Maiorana, dopo l\u2019inaugurazione del Centro, qual \u00e8 il messaggio principale che vuole arrivi alle donne?<\/strong><\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 che la donna non deve pi\u00f9 sentirsi sola dentro un percorso frammentato. Abbiamo realizzato una struttura bella, accogliente, tecnologicamente adeguata, con una sala operatoria di altissimo livello e spazi dedicati anche alla formazione. Ma il punto vero non \u00e8 solo la qualit\u00e0 degli ambienti, ma cosa \u00e8 necessario fare perch\u00e8 la persona sia davvero al centro. Oggi siamo diventati piuttosto bravi a curare la malattia, diventa pi\u00f9 difficile curare la persona. La sfida \u00e8 fare un passo in pi\u00f9, costruendo per ogni donna un percorso personalizzato, perch\u00e8 l\u2019endometriosi non si manifesta mai nello stesso modo e non pu\u00f2 essere trattata con uno schema uguale per tutte.<\/p>\n<p>L\u2019endometriosi pu\u00f2 togliere anni di qualit\u00e0 della vita, pu\u00f2 condizionare relazioni, lavoro, sessualit\u00e0 e maternit\u00e0. La medicina pi\u00f9 avanzata non \u00e8 solo quella che dispone delle tecnologie migliori, ma quella che sa usare competenze e innovazione per costruire tempestivamente una cura su misura.<\/p>\n<p><strong>Che cosa significa nella pratica mettere la persona al centro e non solo la patologia?<\/strong><\/p>\n<p>La centralit\u00e0 della persona non \u00e8 un claim. Si traduce in un\u2019\u00e8quipe che ruota attorno alla donna con le sue molteplici esigenze individuali, non in una singola prestazione. Richiede il lavoro integrato di ginecologi, chirurghi, terapisti del dolore, gastroenterologi, urologi, fisioterapisti, psicologi e altri professionisti coinvolti in base alle necessit\u00e0 cliniche. L\u2019endometriosi pu\u00f2 coinvolgere organi diversi e avere conseguenze molto differenti. Per questo la risposta deve essere multidisciplinare e costruita caso per caso. Questo comporta l\u2019ascolto dei sintomi, la valutazione dell\u2019impatto della malattia sulla vita quotidiana, del desiderio riproduttivo, del dolore e un accompagnamento della paziente nel tempo. A questo si deve aggiungere la necessit\u00e0 di estendere l\u2019ascolto e la presa in carico al partner o ai componenti della famiglia che eventualmente ci chiedono supporto.<\/p>\n<p><strong>Che cosa rende questo Centro diverso da un normale ambulatorio specialistico?<\/strong><\/p>\n<p>La differenza \u00e8 la presa in carico complessiva. Un ambulatorio pu\u00f2 dare una visita, una diagnosi, una terapia. Un centro regionale deve accompagnare la donna, coordinare gli specialisti, programmare il trattamento, seguire il dolore, proteggere la fertilit\u00e0, offrire chirurgia quando serve, attivare riabilitazione e sostegno psicologico quando indicato, raccogliere dati, fare ricerca e formare professionisti. Il cambio di passo \u00e8 il passaggio dalla prestazione isolata al percorso. Tutto questo alla luce della vasta esperienza clinica e della continua attenzione agli aggiornamenti scientifici.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 difficili della malattia?<\/strong><\/p>\n<p>Quando dura da anni, il dolore pu\u00f2 diventare esso stesso una malattia. La semplice rimozione chirurgica delle lesioni, in alcuni casi, non \u00e8 sufficiente a spegnerlo. Esiste una componente legata al funzionamento delle vie del dolore e alla \u201csensibilizzazione centrale\u201d che \u00e8 quel fenomeno in cui le aree cerebrali stimolate da continui e duraturi impulsi dolorosi si modificano in maniera plastica, perpetuando la sensazione algica a prescindere dagli stimoli periferici che afferiscono al cervello. Per questo complesso meccanismo il sistema nervoso centrale, dopo essere stato sollecitato per tanto tempo, pu\u00f2 continuare a evocare dolore anche quando la causa iniziale sia stata gi\u00e0 trattata. A questo si aggiungono anche meccanismi psicologici e noi stiamo studiando in particolare quello della \u201cruminazione\u201d. E\u2019 un processo mentale disfunzionale complesso e ripetitivo, in cui la paziente si focalizza continuamente sui propri sintomi dolorosi, sulle loro possibili cause e sulle loro conseguenze catastrofiche. Va spiegato bene e affrontato in maniera adeguata perch\u00e8 non significa che il dolore sia immaginario o psicologico. Al contrario, significa riconoscere che \u00e8 reale e che richiede competenze specifiche, fino ad approcci altamente specialistici.<\/p>\n<p>Il dolore, di contro, non va banalizzato n\u00e8 ridotto alla sola dimensione emotiva perch\u00e8 una donna che convive per anni con dolore pelvico cronico pu\u00f2 anche sviluppare ansia, paura fino alla perdita di fiducia nel proprio corpo. E questo non autorizza nessuno a liquidare il suo dolore come \u201cpsicologico\u201d. La componente emotiva va accolta e trattata quando serve, ma il dolore ha basi biologiche, neurologiche, infiammatorie e funzionali. Il compito di un centro specialistico \u00e8 proprio questo. Non dare risposte sbrigative, ma cercare la causa, capire i meccanismi e integrare le terapie.<\/p>\n<p><strong>Come si protegge il progetto riproduttivo di una donna con endometriosi?<\/strong><\/p>\n<p>Molte donne arrivano a progettare una gravidanza in un momento della vita in cui l\u2019endometriosi pu\u00f2 avere gi\u00e0 prodotto effetti negativi sulla fertilit\u00e0 e soprattutto sulla riserva ovarica. Per questo \u00e8 importante fare prima possibile la diagnosi e valutare precocemente la possibilit\u00e0 di preservare la fertilit\u00e0, fino ad arrivare anche alla crioconservazione degli ovociti, in modo che la paziente possa avere pi\u00f9 possibilit\u00e0 di concretizzare in futuro il suo desiderio di maternit\u00e0. Non \u00e8 una scelta automatica per tutte, ma la cura dell\u2019endometriosi non pu\u00f2 prescindere dal progetto di vita della donna.<\/p>\n<p><strong>Il Centro svilupper\u00e0 anche ricerca. In quale direzione state lavorando?<\/strong><\/p>\n<p>Una linea recente e promettente, condotta in collaborazione con l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (Iss) e l\u2019Universit\u00e0 di Messina, riguarda lo studio di alcuni estratti di piante mediterranee e delle loro possibili azioni sulle cellule endometriosiche. Stiamo valutando in modelli sperimentali l\u2019effetto di sostanze naturali estratte da piante come, per esempio, il verbasco e l\u2019olivo. I primi dati sperimentali sono molto incoraggianti, ma devono essere confermati con rigore scientifico. E\u2019 un ambito interessante perch\u00e8 guarda a possibili cure non ormonali per l\u2019endometriosi. Siamo nella fase della ricerca preclinica, non davanti a terapie gi\u00e0 disponibili.<\/p>\n<p><strong>Quanto conta formare i professionisti su una malattia cos\u00ec complessa?<\/strong><\/p>\n<p>Conta moltissimo. L\u2019endometriosi \u00e8 stata per troppo tempo sottovalutata, diagnosticata tardi, confusa con disturbi generici o dolori \u201cnormali\u201d. La formazione serve a cambiare cultura clinica. I dolori mestruali invalidanti, il dolore durante i rapporti, i disturbi intestinali o urinari ciclici, la difficolt\u00e0 a concepire non devono essere minimizzati. Devono diventare segnali da riconoscere presto. Formare significa creare una rete di professionisti che parlano lo stesso linguaggio, ridurre i tempi di diagnosi e migliorare la qualit\u00e0 della presa in carico.<\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Ordine Medici Palermo \u2013<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Dopo l\u2019inaugurazione del nuovo Centro regionale per la diagnosi e la cura dell\u2019endometriosi dell\u2019Arnas Civico di Palermo, il direttore della struttura Antonio Maiorana, intervistato dall\u2019Italpress, richiama il senso pi\u00f9 profondo del progetto. Non solo ambienti adeguati e tecnologie avanzate, ma un modello di presa in carico costruito sulla centralit\u00e0 della persona. 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