{"id":270538,"date":"2026-07-11T10:48:53","date_gmt":"2026-07-11T08:48:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/11\/la-sicilia-accelera-sul-futuro-a-trapani-nasce-un-modello-per-la-triplice-transizione-e-la-green-e-blue-economy\/"},"modified":"2026-07-11T10:48:53","modified_gmt":"2026-07-11T08:48:53","slug":"la-sicilia-accelera-sul-futuro-a-trapani-nasce-un-modello-per-la-triplice-transizione-e-la-green-e-blue-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/11\/la-sicilia-accelera-sul-futuro-a-trapani-nasce-un-modello-per-la-triplice-transizione-e-la-green-e-blue-economy\/","title":{"rendered":"La Sicilia accelera sul futuro, a Trapani nasce un modello per la triplice transizione e la Green e Blue Economy"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>TRAPANI (ITALPRESS) \u2013 <strong>Coniugare sicurezza energetica, sostenibilit\u00e0 della pesca, tutela del paesaggio e sviluppo della green e blue economy \u00e8 possibile<\/strong>.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Attraverso un\u2019alleanza strategica, fondata sul dialogo e sulle evidenze scientifiche, sotto l\u2019egida delle istituzioni nazionali e locali, coinvolgendo terzo settore e imprese.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019obiettivo deve essere e restare chiaro. Occorre rispettare e coinvolgere le comunit\u00e0 locali nei processi decisionali per giungere a proposte condivise in grado di accelerare la triplice transizione (energetica, ecologica e digitale) e co-progettare un modello di sviluppo sostenibile che produca ricadute positive e misurabili per le economie locali.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la rotta tracciata a <strong>Trapani <\/strong>al convegno \u201c<strong>Sicilia tra minaccia climatica e opportunit\u00e0. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa<\/strong>\u201d. L\u2019evento, promosso da <strong>Fondazione UniVerde<\/strong>, <strong>CNR-DSSTTA<\/strong> (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l\u2019Ambiente), <strong>Stazione Zoologica Anton Dohrn \u2013 Sicilia<\/strong> e <strong>CNR-IRBIM<\/strong> (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine) con il patrocinio del <strong>Libero Consorzio di Trapani,<\/strong> che ha ospitato l\u2019incontro pubblico presso la Sala \u201cLi Muli\u201d, \u00e8 stato occasione per un confronto trasparente e pragmatico sui rischi dovuti al climate change e sulle opere capaci di coniugare le potenzialit\u00e0 di una giusta indipendenza energetica, basata sulle energie pulite e sul superamento dei combustibili fossili, con la crescita economica ed occupazionale e con le esigenze di territori che rischiano di trovarsi sempre pi\u00f9 esposti agli effetti dei fenomeni climatici estremi.<\/p>\n<p>Il convegno \u00e8 stato aperto dal saluto di benvenuto di<strong> Salvatore Quinci<\/strong> (Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani): <em>\u201cLe dinamiche del sistema energetico sono state stravolte dai conflitti bellici ma soprattutto dai cambiamenti climatici. La de-carbonizzazione non \u00e8 soltanto una necessit\u00e0 economica, sociale, anche una emergenza. La Sicilia ha una grande occasione di sviluppo che potrebbe cambiare le sorti della sua economia e proteggere il suo ambiente. Non \u00e8 uno slogan ma un progetto reale: quello di essere un hub energetico nel Mediterraneo. \u00c8 tempo di scelte: rinnovabili, nucleare o lo status quo, tuttavia difficile da sostenere. Un confronto aperto, dunque, dove \u00e8 legittimo esprimere pi\u00f9 di una perplessit\u00e0 su un ritorno al nucleare senza tuttavia posizioni ideologiche. Nel sistema delle rinnovabili c\u2019\u00e8 chi \u00e8 pronto ad investire e d\u00e0 garanzie di seriet\u00e0. Ci sono tutte le condizioni per dare ai territori le legittime compensazioni. Non ci sono colonizzazioni in corso. Deve esserci invece la volont\u00e0 di discutere, di conoscere, prima di tutto, e di mettersi in gioco. Le soluzioni virtuose si trovano se l\u2019obiettivo \u00e8 condiviso e punta ad una transizione condivisa. Non possiamo sfuggire ad una domanda: come produciamo energia? Ed ancora: dove la produciamo e come? A queste domande la Sicilia ed il territorio trapanese dovranno dare una risposta chiara. Serve entrare nella logica dell\u2019autonomia. Tendere all\u2019autonomia energetica, con un approccio tecnico e scientifico e con il consenso dei territori, chiamati ad un ruolo da protagonisti. Quel che conta davvero \u00e8 la possibilit\u00e0 di discutere con nuovi parametri culturali che siano capaci di superare una narrazione che spesso si fa tossica perch\u00e9 non corrisponde alla realt\u00e0, ma prova a comprimerla\u201d.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Hanno fatto seguito gli interventi introduttivi:<\/p>\n<p><strong>Alfonso Pecoraro Scanio<\/strong> (Presidente della Fondazione UniVerde): <em>\u201cLe rinnovabili devono essere sostenibili e co-progettate insieme alle realt\u00e0 locali, agli agricoltori e ai cittadini. \u00c8 questa la grande sfida che permetter\u00e0 anche alla Sicilia di diventare leader della transizione energetica in atto. La rivoluzione EcoDigital ci guida verso la piena maturit\u00e0 delle rinnovabili, in particolare solare ed eolico, ponendo attenzione alla certificazione e al monitoraggio costante delle opere, che devono essere sempre rispettose dell\u2019ambiente, della fauna migratoria e delle risorse terrestri e marine. Il solare, in questo scenario, pu\u00f2 rilanciarsi attraverso un agrivoltaico co-progettato con imprese agricole e comunit\u00e0 locali, secondo un modello virtuoso che vede moduli elevati da terra, al di sopra delle coltivazioni e ben distanziati tra le file, permettendo di generare energia pulita senza sacrificare il suolo agricolo. Inoltre, grazie all\u2019ombreggiamento parziale e al microclima che si crea sotto i pannelli, le colture possono beneficiare di uno scudo naturale contro il calore eccessivo e le radiazioni solari intense. Parallelamente, \u00e8 fondamentale che gli impianti eolici offshore rispettino le rotte migratorie, la biodiversit\u00e0 marina e le attivit\u00e0 produttive locali. Il valore di questo incontro risiede proprio nella partecipazione della comunit\u00e0 scientifica nazionale, la cui autorevolezza si pone come massima garanzia di qualit\u00e0 per realizzare rinnovabili realmente sostenibili e rilanciare i territori e le loro economie\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Francesco Petracchini<\/strong> (Direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l\u2019Ambiente, CNR):<em> \u201cCome scienziati, lavoriamo per fornire al decisore politico gli strumenti utili a comprendere i percorsi in atto e per identificare le migliori strategie. \u00c8 chiaro che se ci riferiamo al tema dei cambiamenti climatici e agli inquinamenti, i percorsi sono gi\u00e0 avviati. Dal punto di vista climatico, diventa quindi fondamentale agire su due fronti: da un lato, attuare rapidamente le migliori tecnologie disponibili sul mercato per ridurre il pi\u00f9 possibile le emissioni; dall\u2019altro, adottare soluzioni per mitigare gli impatti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Valeria Palummo<\/strong> (Assegnista di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn presso il Sicily Marine Centre \u2013 Sede di Palermo):<em> \u201cLe attivit\u00e0 di ricerca condotte dall\u2019istituto hanno permesso di acquisire una conoscenza approfondita degli habitat e degli ecosistemi dell\u2019area di mare interessata alla realizzazione dell\u2019eolico offshore. L\u2019analisi dei dati raccolti ha portato a risultati scientifici di particolare rilievo, consentendo di individuare aree prioritarie di interesse conservazionistico. Queste evidenze hanno rappresentato un supporto fondamentale per le procedure di valutazione di impatto ambientale legate alla realizzazione di impianti eolici offshore, dimostrando come la ricerca scientifica sia uno strumento essenziale per orientare scelte strategiche in grado di coniugare tutela della biodiversit\u00e0 e sviluppo delle energie rinnovabili. Una transizione realmente condivisa pu\u00f2 essere costruita solo su una conoscenza scientifica solida, continua e aggiornata, alimentata dalla sinergia tra ricerca, istituzioni, imprese e territori. \u00c8 proprio dall\u2019integrazione di competenze e dalla condivisione delle conoscenze che possono nascere decisioni pi\u00f9 consapevoli, capaci di coniugare innovazione, conservazione e sviluppo sostenibile\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Gian Marco Luna<\/strong> (Direttore del CNR-IRBIM):<em> \u201cLa transizione ecologica non pu\u00f2 essere affrontata senza una conoscenza scientifica profonda del Mar Mediterraneo. Solo attraverso dati, monitoraggi di lungo periodo e ricerca sar\u00e0 possibile gestire in modo sostenibile le risorse marine, comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici e accompagnare la blue economy verso un futuro pi\u00f9 resiliente e competitivo. La scienza deve essere la bussola che consente di trasformare le sfide del cambiamento climatico in opportunit\u00e0 di sviluppo sostenibile per il mare, la pesca e le comunit\u00e0 costiere\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sono dunque intervenuti:<\/p>\n<p><strong>Federico Boschi<\/strong> (Capo Dipartimento Energia, Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica):<em> \u201cOggi sempre pi\u00f9 \u00e8 evidente come l\u2019obiettivo fondamentale di decarbonizzazione debba coniugarsi sia con l\u2019esigenza di una tutela ambientale in senso ampio sia di avere un costo dell\u2019energia che consenta alle nostre imprese di essere competitive a livello internazionale. La tecnologia dell\u2019eolico off-shore pu\u00f2 risultare vincente se alle sue caratteristiche di indiscussa tutela ambientale riesce a coniugare anche quella della competitivit\u00e0. A riguardo, come MASE si \u00e8 cercato in primo luogo di aumentare l\u2019efficienza del processo di realizzazione degli impianti dell\u2019eolico off-shore promuovendo lo sviluppo di una filiera italiana attraverso il D.L. 181 del 2023; dando impulso alla creazione di un polo strategico nel settore della progettazione, produzione e assemblaggio delle piattaforme galleggianti. Tra le aree portuali selezionate come prioritarie per questo tipo di interventi c\u2019\u00e8 l\u2019area portuale di Augusta. Al momento stiamo cercando, nell\u2019ambito di una possibile revisione ed ottimizzazione della normativa rilevante, di individuare soluzioni che consentano di abbattere il costo in bolletta di questi importanti investimenti, ad esempio, prevedendo la cumulabilit\u00e0 delle tariffe con altre forme di aiuto, quali: tax credit sull\u2019investimento, meccanismo di superammortamento, contributo in conto capitale e a fondo perduto (ad es. nuovi schemi che utilizzano proventi aste ETS)\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Francesco Colianni<\/strong> (Assessore dell\u2019Energia e dei Servizi di Pubblica Utilit\u00e0, Regione Siciliana): <em>\u201cSiamo giunti all\u2019approvazione in Commissione Ambiente del disegno di legge sull\u2019Energia che ho presentato all\u2019Assemblea Regionale Siciliana per governare la transizione energetica regionale e che ha ricevuto diversi contributi di tutte le forze politiche presenti. Un disegno di legge che contempla in particolare modo una idea di pianificazione. Questo lavoro \u00e8 partito da un\u2019analisi accurata sui numeri reali della transizione in Sicilia: la nostra Isola ha il burden sharing pi\u00f9 alto d\u2019Italia, con circa 10,48 GW da realizzare entro il 2030. I dati attuali della Regione Siciliana sono estremamente significativi: abbiamo 3,3 GW gi\u00e0 installati; 10,7 gi\u00e0 autorizzati e 30 in fase di istruttoria. Da questo quadro emerge chiaramente quanto la transizione energetica in Sicilia crescer\u00e0 sempre di pi\u00f9. Sempre in legge abbiamo introdotto una norma di salvaguardia. La transizione energetica \u00e8 fondamentale per il clima e per il contrasto al cambiamento climatico, ambiti in cui il protagonismo della Sicilia non si discute. Tuttavia, \u00e8 altrettanto fondamentale che vi sia un beneficio tangibile per i cittadini siciliani e per le imprese. In questo emendamento di salvaguardia, abbiamo previsto una norma che rispetti i parametri attuali e futuri, compresi quelli al 2030 e altri che lo Stato vorr\u00e0 assegnare, introducendo una nuova facolt\u00e0 per il governo regionale. Ma sono stati anche predisposti gli ambiti di accelerazione, dei veri e propri fast track autorizzativi per quanto concerne le categorie energetiche sottoutilizzate cos\u00ec come le aree idonee. Siamo una regione che sulla transizione energetica sta avendo un ruolo strategico per l\u2019intera nazione e siamo certi che questo dato lo si comprender\u00e0 sempre meglio quando Arera applicher\u00e0 le tariffe zonali\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Jose Marano<\/strong> (Deputata e Presidente dell\u2019Intergruppo Parlamentare EcoDigital, Assemblea Regionale Siciliana) ha dichiarato <em>\u201cIl processo di transizione verso il consumo di energia da fonti rinnovabili non va inteso soltanto come un passaggio non pi\u00f9 rinviabile per contrastare il cambiamento climatico ma va inquadrato anche in un\u2019ottica di opportunit\u00e0 di sviluppo per i nostri territori. La transizione ecodigitale ha bisogno di investimenti, pensiamo alle comunit\u00e0 energetiche ad esempio, che possono tradursi in benefici che non solo ambientali ma anche sociali ed economici. La sostenibilit\u00e0 ambientale non \u00e8 un concetto astratto, non si fa con gli annunci ma ha bisogno di iniziative concrete. La politica \u00e8 chiamata a raccogliere la sfida, bisogna riportare al centro dell\u2019azione politica i temi ambientali nell\u2019ottica di un miglioramento della qualit\u00e0 della vita dei cittadini e allo stesso tempo per rendere il nostro Paese competitivo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Alessandro Giann\u00ec<\/strong> (Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Scientifiche, Greenpeace Italia): <em>\u201cL\u2019ecosistema del Mediterraneo \u00e8 fortemente minacciato dagli impatti di fattori come la pesca eccessiva, l\u2019inquinamento e il cambiamento climatico. Gli attori politici, economici e sociali, in Sicilia come altrove, devono allearsi in uno sforzo concertato per proteggere e restaurare le risorse del nostro mare\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Riccardo Toto<\/strong> (Direttore Generale di Renexia): <em>\u201cLa minaccia climatica impone scelte responsabili e rende pericoloso l\u2019atteggiamento dei negazionisti ideologici che rallentano il progresso del Paese. L\u2019eolico marino galleggiante d\u2019altura \u00e8 oggi un pilastro imprescindibile del mix energetico nazionale, con costi ormai in linea con il gas. Questa tecnologia \u00e8 capace di generare nuova profondit\u00e0 industriale attraverso filiere dedicate, occupazione qualificata e benefici diretti per l\u2019economia nazionale. D\u2019altro canto, il progetto Med Wind nasce da un percorso di condivisione con il territorio, condizione essenziale per ogni opera strategica, confronto a cui Renexia resta costantemente aperta purch\u00e9 fondato su dati certi e analisi scientifiche. Solo cos\u00ec la Sicilia pu\u00f2 trasformare la minaccia climatica in una vera opportunit\u00e0 di sviluppo sostenibile\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sono inoltre intervenuti il Deputato dell\u2019Assemblea Regionale Siciliana, <strong>Dario Safina <\/strong>e l\u2019imprenditore<strong> Gaspare Panfalone.<\/strong><\/p>\n<p>Il convegno, moderato dal giornalista <strong>Antonio Giordano<\/strong>, ha delineato temi e prospettive di un processo che, supportato dalle necessarie validazioni scientifiche, punta a trasformare la sfida climatica nella pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 di riscatto, resilienza e sviluppo economico per la Sicilia, rendendola un laboratorio d\u2019eccellenza per l\u2019intero Paese attraverso un percorso partecipato multilivello e condiviso.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione tecnologica e digitale, unitamente allo sviluppo delle fonti rinnovabili, in questo scenario sono centrali e rappresentano una leva strategica per tutti i comparti produttivi. Tuttavia, la trasformazione verso un\u2019economia sostenibile, efficiente e competitiva non pu\u00f2 essere calata dall\u2019alto, ma deve essere accompagnata da percorsi partecipati che coinvolgano attivamente i territori.<\/p>\n<p>Media partners: <strong>Italpress<\/strong>, <strong>Askanews<\/strong>, <strong>QualEnergia<\/strong>, <strong>Opera2030<\/strong>.<\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Fondazione UniVerde \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRAPANI (ITALPRESS) \u2013 Coniugare sicurezza energetica, sostenibilit\u00e0 della pesca, tutela del paesaggio e sviluppo della green e blue economy \u00e8 possibile. Attraverso un\u2019alleanza strategica, fondata sul dialogo e sulle evidenze scientifiche, sotto l\u2019egida delle istituzioni nazionali e locali, coinvolgendo terzo settore e imprese. Tuttavia, l\u2019obiettivo deve essere e restare chiaro. 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