{"id":270506,"date":"2026-07-10T16:08:58","date_gmt":"2026-07-10T14:08:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/10\/seveso-mattarella-svolta-per-la-cultura-della-sicurezza-e-della-prevenzione\/"},"modified":"2026-07-10T16:08:58","modified_gmt":"2026-07-10T14:08:58","slug":"seveso-mattarella-svolta-per-la-cultura-della-sicurezza-e-della-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/10\/seveso-mattarella-svolta-per-la-cultura-della-sicurezza-e-della-prevenzione\/","title":{"rendered":"Seveso, Mattarella \u201cSvolta per la cultura della sicurezza e della prevenzione\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211;  &#8220;Il disastro ambientale che, cinquant&#8217;anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunit\u00e0 di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i pi\u00f9 drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi pi\u00f9 gravi a livello globale. Un intero paese, un&#8217;intera zona della operosa Brianza si fermarono. L&#8217;intera Regione, l&#8217;intera Italia erano sgomente&#8221;. Cos\u00ec il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. &#8220;Nessuno dei testimoni diretti potr\u00e0 mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l&#8217;angoscia per la nube tossica e, poi, l&#8217;esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potr\u00e0 cancellare dalla memoria collettiva l&#8217;allarme e le paure che allora si diffusero in un&#8217;area molto vasta &#8211; ha proseguito -. Quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l&#8217;emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perch\u00e8 si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunit\u00e0 e dell&#8217;ambiente come diritto umano primario&#8221;. <br \/>&#8220;Tante volte, nelle sedi processuali e pi\u00f9 in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull&#8217;accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant&#8217;anni, l&#8217;intollerabile irresponsabilit\u00e0 dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravit\u00e0 di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell&#8217;aria fu cos\u00ec prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante \u00e8 la circostanza che soltanto il disastro svel\u00f2 che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi&#8221;, ha sottolineato Mattarella. &#8220;L&#8217;imperdonabile ritardo delle informazioni &#8211; che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell&#8217;esposizione alla diossina di persone e di animali&#8221;, ha sottolineato poi il Capo di Stato. <br \/>In questa ricorrenza &#8220;il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente pi\u00f9 pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantit\u00e0 di sostanze altamente tossiche. A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall&#8217;esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell&#8217;aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno&#8221;, ha proseguito ancora. &#8220;Altri drammi personali: l&#8217;allontanamento dalla propria casa, dal terreno coltivato, la morte degli animali allevati, la rinuncia all&#8217;attivit\u00e0 commerciale o d&#8217;impresa costruita e sviluppata con impegno e fatica. Drammi per la comunit\u00e0 che si interrogava sulla continuit\u00e0 del proprio insediamento. Accanto alle vicende pi\u00f9 gravi e dolorose \u00e8 giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidariet\u00e0, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prest\u00f2 subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiut\u00f2 nell&#8217;evacuazione. Chi vi provvide nei controlli. Va rinnovato il ringraziamento e l&#8217;apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell&#8217;emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalit\u00e0. Va ricordata l&#8217;opera preziosa svolta dall&#8217;Ospedale di Desio&#8221;. Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, &#8220;pensando al senso civico e di solidariet\u00e0 mostrata nell&#8217;emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da pi\u00f9 di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d&#8217;argento al valor civile. Operaio dell&#8217;Icmesa, entr\u00f2 nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riusc\u00ec ad azionare la valvola del raffreddamento e quell&#8217;operazione consent\u00ec di limitare l&#8217;uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga pi\u00f9 devastante. Fu un&#8217;azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza&#8221;, ha concluso Mattarella. <br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto: Ufficio stampa Quirinale &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il disastro ambientale che, cinquant&#8217;anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunit\u00e0 di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i pi\u00f9 drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":270507,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/20260710_1541.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/270506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=270506"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/270506\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/270507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=270506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=270506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=270506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}