{"id":270496,"date":"2026-07-10T12:09:03","date_gmt":"2026-07-10T10:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/10\/al-premio-ischia-i-risultati-ipsos-doxa-il-48-degli-italiani-vittima-di-fake-news\/"},"modified":"2026-07-10T12:09:03","modified_gmt":"2026-07-10T10:09:03","slug":"al-premio-ischia-i-risultati-ipsos-doxa-il-48-degli-italiani-vittima-di-fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/10\/al-premio-ischia-i-risultati-ipsos-doxa-il-48-degli-italiani-vittima-di-fake-news\/","title":{"rendered":"Al Premio Ischia i risultati Ipsos Doxa, il 48% degli italiani vittima di fake news"},"content":{"rendered":"<div>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani ritengono che sia ancora importante essere informati e il tempo dedicato alla lettura di notizie e all&#8217;aggiornamento sugli avvenimenti nazionali e globali non \u00e8 in calo, ma in molti considerano difficile poter accedere oggi ad un&#8217;informazione di qualit\u00e0, mentre la diffusione della disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa. E per quanto riguarda l&#8217;intelligenza artificiale, nonostante una certa consapevolezza dei benefici di questa nuova tecnologia, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Questi, in estrema sintesi, sono gli spunti principali della <strong>ricerca Ipsos Doxa<\/strong> &#8220;<em>Le Pratiche di Fruizione del Pubblico, Rischi e Opportunit\u00e0 nel Panorama Informativo Italiano&#8221;<\/em> che viene presentata oggi, a <strong>Lacco Ameno al Premio Ischia di giornalismo internazionale giunto alla sua 47esima edizione.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa ricerca Ipsos Doxa,<strong> condotta nel giugno 2026 su un campione di 1.500 italiani tra i 16 e i 65 anni, analizza come il pubblico italiano si stia adattando a un ecosistema mediatico in profonda trasformazione<\/strong>. Ecco una sintesi del rapporto.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>1)L&#8217;informazione giornalistica, pur restando centrale, viene oggi distribuita in modo sempre meno diretto: a mediarla intervengono piattaforme e &#8220;gatekeeper&#8221; diversificati &#8211; testate tradizionali, istituzioni, influencer, opinionisti e utenti comuni &#8211; ciascuno dei quali contribuisce a plasmare il modo in cui le notizie vengono esperite dal pubblico.<\/p>\n<p>2)Nonostante i cambiamenti nelle modalit\u00e0 di fruizione e la progressiva perdita di contatto tra i media legacy (TV, stampa, radio) e il pubblico &#8211; soprattutto gli under 35 &#8211; il bisogno di informarsi resta avvertito da tutti e considerato rilevante nella societ\u00e0 odierna. Il 49% della popolazione ritiene &#8220;molto importante&#8221; informarsi (percentuale che sale al 93% includendo chi lo considera &#8220;abbastanza importante&#8221;. Tra gli under 35 la quota di chi lo giudica &#8220;molto importante&#8221;; scende al 39%, ma rimane comunque elevata (91% sommando entrambe le risposte). L&#8217;autopercezione prevalente \u00e8 che il tempo dedicato all&#8217;informazione non sia in calo, n\u00e8 tra la popolazione generale n\u00e8 tra i pi\u00f9 giovani: la maggioranza ritiene infatti di dedicarvi il giusto tempo (75% della popolazione, 69% degli under 35).<\/p>\n<p>3)Tuttavia, una persona su due (51%) considera difficile accedere oggi a un&#8217;informazione di qualit\u00e0 in Italia. Le piattaforme che stanno sostituendo i media legacy non godono della stessa fiducia, mentre al contempo anche la professione giornalistica presenta un&#8217;immagine sociale appannata. La disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa: il 48% della popolazione dichiara di essere caduto vittima di fake news almeno qualche volta. Tra i giovani emerge intanto la pratica di utilizzare l&#8217;AI generativa come strumento di verifica.<\/p>\n<p>4)Nonostante una certa consapevolezza dei benefici dell&#8217;intelligenza artificiale, resta maggioritaria la quota di pubblico che ne percepisce i rischi per il giornalismo: un terzo della popolazione teme soprattutto che l&#8217;AI possa essere usata per creare notizie false o manipolate, senza che il lettore se ne accorga.<\/p>\n<p>5)Guardando al futuro, la spinta propulsiva sembra provenire, oltre che dai pubblici ancora legati ai media legacy, dal segmento di popolazione pi\u00f9 aperto all&#8217;uso di strumenti di AI generativa per informarsi. Telegiornali (36%) e siti\/app di news (33%) restano i mezzi considerati pi\u00f9 importanti per i prossimi 4-5 anni, ma i chatbot AI (23%) emergono come terza opzione, con percentuali pi\u00f9 alte tra gli under 35 (29%).<\/p>\n<p>6)Infine, la ricerca evidenzia come la riconfigurazione della dieta multimediale lasci scoperti alcuni bisogni informativi importanti. Emergono infatti significativi squilibri tra l&#8217;interesse del pubblico e la quantit\u00e0 di informazione disponibile su temi specifici: ambiente, sostenibilit\u00e0 e cambiamento climatico; innovazione, tecnologia e AI; lifestyle, salute e salute mentale.<\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Premio Ischia &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Gli italiani ritengono che sia ancora importante essere informati e il tempo dedicato alla lettura di notizie e all&#8217;aggiornamento sugli avvenimenti nazionali e globali non \u00e8 in calo, ma in molti considerano difficile poter accedere oggi ad un&#8217;informazione di qualit\u00e0, mentre la diffusione della disinformazione rappresenta una preoccupazione diffusa. 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