{"id":270368,"date":"2026-07-09T10:48:59","date_gmt":"2026-07-09T08:48:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/09\/romano-la-sicilia-ha-bisogno-di-coesione-non-di-ambizioni\/"},"modified":"2026-07-09T10:48:59","modified_gmt":"2026-07-09T08:48:59","slug":"romano-la-sicilia-ha-bisogno-di-coesione-non-di-ambizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/09\/romano-la-sicilia-ha-bisogno-di-coesione-non-di-ambizioni\/","title":{"rendered":"Romano \u201cLa Sicilia ha bisogno di coesione, non di ambizioni\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 A margine del convegno \u201cIl Sud che produce e il Nord che consuma\u201d, tenutosi nei giorni scorsi all\u2019Hotel Addaura di Palermo, una domanda diretta di un giornalista ha aperto uno scenario che in molti attendevano da tempo. Alla richiesta di una sua <strong>disponibilit\u00e0 a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana,<\/strong> <strong>Saverio Romano<\/strong> ha risposto con un<strong><em> \u201cci sto pensando, e ci sto pensando seriamente\u201d<\/em> <\/strong>che ha acceso il dibattito.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cVorrei chiarirlo senza equivoci, perch\u00e9 il rischio dell\u2019equivoco in politica \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo. <strong>Quella risposta non nasce da un\u2019ambizione, nasce da una disponibilit\u00e0.<\/strong> \u00c8 una cosa diversa<\/em> \u2013<strong> sottolinea<\/strong> Romano, coordinatore politico di Noi Moderati,<strong> in un\u2019intervista all\u2019Italpress<\/strong> -.<em><strong> L\u2019ambizione guarda a s\u00e9 stessi, la disponibilit\u00e0 guarda a una comunit\u00e0 che ha bisogno.<\/strong> Io ho semplicemente detto che, se chiamato a dare un contributo alla mia terra, non potrei tirarmi indietro. Non era la rivendicazione di una poltrona, era l\u2019assunzione di una responsabilit\u00e0. E la responsabilit\u00e0, in questo momento, ha un nome preciso: ricompattare il centrodestra e restituire alla coalizione una coesione che si \u00e8 smarrita, perch\u00e9 se vogliamo ancora governare la Sicilia dobbiamo volerla governare meglio\u201d.<\/em><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Per Romano, <strong>ricompattare il centrodestra significa<\/strong><em><strong> \u201cun lavoro di mediazione paziente tra posizioni che oggi appaiono distanti.<\/strong> Il centrodestra siciliano non ha un problema di forze, ha un problema di regia. Le energie ci sono tutte, quello che manca \u00e8 chi le sappia tenere insieme senza umiliare nessuno e senza sacrificare le identit\u00e0 di ciascuno. Io in questi anni ho imparato a conoscere i principali protagonisti della politica siciliana, ho con loro rapporti di stima e di franchezza, e credo di poter portare in dote esperienza e competenza al servizio di un obiettivo che deve stare sopra le persone. La mediazione non \u00e8 debolezza. \u00c8 la forma pi\u00f9 alta della politica, quella che tiene insieme ci\u00f2 che l\u2019orgoglio dei singoli tende a dividere\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ha annunciato un giro di incontri con i partiti. Cosa chieder\u00e0 loro?<em> \u201cChieder\u00f2 una cosa sola, ma decisiva.<strong> Voglio capire cosa vogliono davvero fare i partiti del centrodestra in Sicilia nei prossimi anni.<\/strong> Non mi interessano le formule, <strong>mi interessa il progetto.<\/strong> Prima si stabilisce dove si vuole andare, poi si sceglie chi debba guidare il cammino. Chi inverte quest\u2019ordine, chi parte dai nomi anzich\u00e9 dalle idee, condanna la coalizione alla solita corsa di posizionamenti che allontana i cittadini dalla politica. Io far\u00f2 l\u2019opposto.<strong> Ascolter\u00f2, metter\u00f2 a confronto le sensibilit\u00e0 e prover\u00f2 a costruire un punto di sintesi.<\/strong> Poi, e solo poi, si potr\u00e0 ragionare sui volti\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Poi aggiunge:<em> \u201cSe dovessi basarmi soltanto sugli incoraggiamenti che mi sono arrivati, e sono stati davvero tanti, l\u2019esito sarebbe scontato. Ma<strong> un uomo serio non decide guardandosi allo specchio degli elogi<\/strong><\/em> \u2013 evidenzia Romano -.<em> Non mi lascio condizionare da chi ha fin troppa stima di me, cos\u00ec come non mi lascio condizionare da chi, per partito preso, sconsiglierebbe questa opzione a prescindere. <strong>Tengo in seria considerazione questa possibilit\u00e0 proprio perch\u00e9 la valuto con freddezza,<\/strong> al netto degli entusiasmi e delle diffidenze. La politica vera comincia quando si smette di ascoltare il rumore e si torna ad ascoltare i problemi delle persone\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gli viene fatto notare che il convegno da cui \u00e8 nata la sua risposta parlava di rinnovabili. <em>\u201cPartirei proprio da l\u00ec, perch\u00e9 quel titolo, il Sud che produce e il Nord che consuma, fotografa un\u2019ingiustizia antica<\/em> \u2013 ribatte -.<em><strong> La Sicilia \u00e8 gi\u00e0 oggi una grande fabbrica di energia pulita<\/strong>, con il sole e il vento che non ci mancano, <strong>eppure resta la regione dove l\u2019energia costa di pi\u00f9 e rende di meno a chi la genera. \u00c8 un paradosso che va rovesciato<\/strong>. La mia idea, ancora in forma embrionale ma chiara nella direzione, \u00e8 di trasformare la Sicilia da semplice terreno di impianti a protagonista di una filiera\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSignifica sostenere l\u2019autoconsumo e le comunit\u00e0 energetiche, cos\u00ec che famiglie e imprese godano di una parte del valore prodotto sul loro territorio, e significa pretendere che chi installa qui restituisca qui, in lavoro qualificato e in ricadute industrial<\/em>i \u2013 prosegue Romano -. <em>L\u2019energia deve diventare la leva di un nuovo sviluppo, non una servit\u00f9 che paghiamo per gli altri\u201d.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi l\u2019<strong>emergenza idrica<\/strong>, che negli ultimi anni ha messo in ginocchio interi territori.<strong><em> \u201c\u00c8 la ferita pi\u00f9 dolorosa, perch\u00e9 mostra decenni di manutenzione mancata<\/em> <\/strong>\u2013 ammette -. <em>In Sicilia perdiamo lungo le condotte una quota enorme dell\u2019acqua che pure riusciamo a captare, un\u2019acqua che si disperde prima ancora di arrivare ai rubinetti e ai campi. Non \u00e8 accettabile in una terra che dall\u2019acqua dipende per l\u2019agricoltura e per il turismo. La priorit\u00e0 non \u00e8 annunciare grandi opere destinate a restare sulla carta, ma mettere mano con seriet\u00e0 alla rete che gi\u00e0 esiste, ripararla, digitalizzarne il controllo, recuperare gli invasi che oggi sono parzialmente inutilizzabili per l\u2019interramento\u201d. <\/em><em>\u201cAccanto a questo<\/em> \u2013 dice ancora Romano \u2013 <em><strong>serve una programmazione pluriennale sulla dissalazione e sul riuso delle acque depurate<\/strong>, senza ideologismi. L\u2019acqua non \u00e8 un tema di destra o di sinistra, \u00e8 una questione di sopravvivenza per la Sicilia\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong> La sanit\u00e0<\/strong> resta il capitolo su cui i siciliani chiedono risposte pi\u00f9 urgenti, per Romano <em><strong>\u201c\u00e8 il banco di prova di ogni governo regionale<\/strong>, perch\u00e9 tocca la vita quotidiana delle persone nel momento della loro fragilit\u00e0. Il dato che pi\u00f9 mi indigna \u00e8 quello della cosiddetta mobilit\u00e0 passiva, i <strong>tanti siciliani costretti a curarsi fuori dall\u2019Isola<\/strong> portando altrove risorse che sarebbero nostre.<strong> Dietro ogni viaggio della speranza c\u2019\u00e8 una famiglia che si indebita e una dignit\u00e0 offesa.<\/strong> Bisogna invertire la rotta investendo sulla medicina del territorio, perch\u00e9 non si pu\u00f2 caricare tutto sul pronto soccorso, e valorizzando i professionisti che ancora scelgono di restare invece di lasciarli scappare. La mia idea di fondo \u00e8 semplice, curare i siciliani in Sicilia, riportando qui la qualit\u00e0 che oggi troppi sono costretti a cercare altrove\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sul fronte delle infrastrutture il divario con il resto del Paese resta profondo. Secondo il coordinatore politico di Noi Moderati <em><strong>\u201cil divario infrastrutturale \u00e8 la vera catena che tiene ferma la Sicilia<\/strong>. Una regione dove per attraversare l\u2019interno servono ore che altrove non si immaginano \u00e8 una regione a cui viene sottratta ogni possibilit\u00e0 di competere. Non parlo soltanto delle grandi arterie che pure vanno completate, penso soprattutto alle strade interne, alle ferrovie che collegano i borghi, ai porti che possono fare della nostra posizione nel Mediterraneo una ricchezza e non un limite. Le risorse in arrivo, penso ai fondi per la mobilit\u00e0, vanno spese bene e vanno spese in fretta, senza disperderle in mille rivoli. Un\u2019infrastruttura che funziona non \u00e8 cemento, \u00e8 la libert\u00e0 per un giovane di restare senza doversi sentire tagliato fuori dal mondo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong> I giovani continuano a lasciare la Sicilia.<\/strong> Come si ferma questa <strong>emorragia<\/strong>? <em>\u201cNon la si ferma con gli slogan,<strong> la si ferma restituendo ai ragazzi una ragione per rimanere<\/strong><\/em> \u2013 \u00e8 il pensiero di Romano -. <em>Ogni giovane che parte \u00e8 un investimento che la Sicilia regala ad altri, dopo averlo formato con le proprie risorse. \u00c8 il tema a cui dedico da tempo la mia riflessione sul patto tra le et\u00e0, quello che ho chiamato Transage, l\u2019idea che il futuro si costruisce solo se le generazioni tornano ad allearsi invece di competere. Servono percorsi che leghino la scuola e l\u2019universit\u00e0 al lavoro vero, servono incentivi a chi assume qui i nostri talenti, serve una pubblica amministrazione che apra le porte al merito e non le chiuda per anzianit\u00e0. Una terra che trattiene i suoi giovani \u00e8 una terra che ha deciso di avere un domani\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong> Anche la burocrazia <em>\u201c\u00e8 un freno enorme\u201d <\/em><\/strong>per la Sicilia <em>\u201ce lo dico con la competenza di chi su questo lavora ogni giorno in Parlamento\u201d<\/em>, sottolinea Romano, che presiede alla Camera la Commissione per la semplificazione.<em> \u201cIn Sicilia un\u2019impresa che vuole investire troppo spesso si arrende non davanti al mercato, ma davanti allo sportello. Ogni autorizzazione che tarda \u00e8 un posto di lavoro che non nasce.<strong> La semplificazione<\/strong><\/em> \u2013 continua \u2013 <em><strong>non \u00e8 una parola tecnica per addetti, \u00e8 una questione di giustizia<\/strong>, perch\u00e9 la lentezza colpisce sempre i pi\u00f9 deboli, chi non ha avvocati e conoscenze per aprirsi la strada. Guardo con interesse a esperienze come quella estone di governo digitale, dove un cittadino dialoga con lo Stato in pochi minuti e una sola volta. La Sicilia pu\u00f2 diventare il laboratorio di una amministrazione che serve i cittadini invece di sorvegliarli, e sarebbe il modo pi\u00f9 concreto per riportare fiducia\u201d. <\/em><\/p>\n<p>In conclusione, perch\u00e9 la Sicilia dovrebbe guardare proprio a Romano? <em>\u201cNon lo dico io, lo diranno gli elettori e prima ancora lo diranno i partiti nel confronto che ci attende.<strong> Io non chiedo alla Sicilia di guardare a me, chiedo al centrodestra di guardare in alto,<\/strong> oltre le convenienze del momento. Metto a disposizione quello che ho, l\u2019esperienza di chi ha attraversato le istituzioni e la conoscenza profonda di questa terra e della sua gente.<strong> Se questa esperienza servir\u00e0 a ricomporre un fronte diviso e a governare meglio, sar\u00f2 in prima fila. Se servir\u00e0 a cucire un\u2019intesa attorno a un altro nome, lo sosterr\u00f2 con la stessa lealt\u00e0.<\/strong> Perch\u00e9 il punto non sono io. <strong>Il punto \u00e8 la Sicilia, e la Sicilia<\/strong><\/em> \u2013 conclude \u2013 <strong><em>viene prima di tutti noi\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u2013 foto IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 A margine del convegno \u201cIl Sud che produce e il Nord che consuma\u201d, tenutosi nei giorni scorsi all\u2019Hotel Addaura di Palermo, una domanda diretta di un giornalista ha aperto uno scenario che in molti attendevano da tempo. 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