{"id":270161,"date":"2026-07-06T11:33:53","date_gmt":"2026-07-06T09:33:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/06\/governance-poll-2026-consenso-schifani-cresciuto-di-piu-in-assoluto-dalle-elezioni-unico-in-doppia-cifra-con-13\/"},"modified":"2026-07-06T11:33:53","modified_gmt":"2026-07-06T09:33:53","slug":"governance-poll-2026-consenso-schifani-cresciuto-di-piu-in-assoluto-dalle-elezioni-unico-in-doppia-cifra-con-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/06\/governance-poll-2026-consenso-schifani-cresciuto-di-piu-in-assoluto-dalle-elezioni-unico-in-doppia-cifra-con-13\/","title":{"rendered":"Governance Poll 2026, consenso Schifani cresciuto di pi\u00f9 in assoluto dalle elezioni: unico in doppia cifra con +13%"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Ha cambiato ruolo, Antonio Decaro. Ma non ha cambiato la propria posizione nel <strong>Governance Poll.<\/strong> Nella sua nuova veste di presidente della Regione Puglia, Decaro apre infatti la classifica dei Governatori, tornando al primato che aveva gi\u00e0 raggiunto in sei edizioni nel corso dei suoi 10 anni da sindaco. E <strong>Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, \u00e8 il governatore il cui consenso \u00e8 cresciuto di pi\u00f9 in assoluto tra tutti dalla data delle elezioni. Unico in doppia cifra, +13,9%.<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Lo rileva la nuova edizione del Governance Poll, il <strong>censimento annuale sul consenso dei sindaci e dei presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore<\/strong>, oggi in edicola con il quotidiano. Il Governance Poll 2026 non rappresenta una simulazione elettorale, ma misura il rapporto tra sindaci e cittadini, influenzato da scelte amministrative, capacit\u00e0 comunicativa e condizioni socioeconomiche locali. L\u2019edizione 2026 segnala un lieve calo del consenso complessivo: il 50% e\u2019 raggiunto da 74 sindaci su 92, pari all\u201980%, contro l\u201985% dello scorso anno.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>I numeri del censimento annuale confermano quella caratteristica di Decaro come macchina da consenso, decisiva nelle complicate settimane che nell\u2019autunno scorso avevano portato alla sua candidatura dopo un travagliato confronto con Michele Emiliano, suo predecessore sia alla guida della Regione sia al Comune di Bari. Il trasloco in Puglia sposta dopo molti anni la medaglia d\u2019oro nella graduatoria dei presidenti di Regione dal NordEst, che comunque rimane protagonista.<\/p>\n<p>Con il 65% di cittadini che si dicono disposti a rivotarlo se le elezioni fossero oggi, il Veneto Alberto Stefani arriva al secondo posto, a un solo punto dal primatista, e offre una conferma non scontata di quell\u2019adesione dai tratti plebiscitari che ha a lungo contraddistinto il rapporto fra i veneti e il suo predecessore Luca Zaia, sempre oscillante fra primo e secondo posto nel Governance Poll nei tanti anni dei suoi mandati a Venezia. L\u2019altra conferma arriva da Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, anche lui ospite abituale del podio. Il duo nordestino non esaurisce per\u00f2 il quadro delle ottime prestazioni dei presidenti leghisti del Nord, che si completa con il dato di Attilio Fontana in Lombardia. Con il 57% di consensi, Fontana si piazza al sesto posto e soprattutto registra un aumento di cinque punti rispetto all\u2019edizione 2025, aggiudicandosi la pi\u00f9 forte accelerazione annuale fra i Governatori.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile indicare un legame di causa-effetto fra i numeri macinati dagli esponenti nordisti del Carroccio e il loro ritrovato protagonismo nel dibattito interno alla Lega, percorso dall\u2019ipotesi di creazione di una replica in salsa padana del modello bavarese della Csu che al momento pare congelato dopo la secca opposizione di molti fra gli esponenti del partito pi\u00f9 vicini al vicepremier Matteo Salvini. Le ragioni del favore diffuso fra i cittadini sono forse da cercare nei fondamentali di una macchina politico-amministrativa ormai pi\u00f9 che rodata, in territori in cui il centrosinistra da sempre fatica ad affermarsi fuori dai confini delle citt\u00e0. Come del resto accade anche in Piemonte, dove Alberto Cirio (Fi) arriva quarto con un 60% di consensi proseguendo il suo costante consolidamento registrato negli anni scorsi.<\/p>\n<p>L\u2019origine del vento nelle vele dei presidenti settentrionali di centrodestra non pu\u00f2 essere invece individuata nei progressi dell\u2019autonomia differenziata. Che al momento non ci sono.<br \/>\nCerto, il Governo ha avviato le preintese con Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto (Fedriga, alla guida di una Regione a Statuto speciale, non \u00e8 ovviamente interessato). Ma i loro contenuti, peraltro uguali per tutte le Regioni, sono fortemente limitati dall\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale sancita dalla Consulta per la prima legge attuativa dell\u2019autonomia.<br \/>\nIn gioco al momento ci sono protezione civile, professioni e previdenza complementare, oltre a un rafforzamento dell\u2019autonomia gi\u00e0 esistente in campo sanitario. Ma il percorso \u00e8 solo agli inizi, e dopo l\u2019esame parlamentare delle preintese dovrebbe tradursi nei disegni di legge attuativi; che per\u00f2 difficilmente arriverebbero al traguardo in caso di elezioni anticipate in primavera, come ha avvertito un paio di settimane fa il ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti.<\/p>\n<p>Negli scalini di testa della graduatoria, comunque, il Nord domina ma non ha il monopolio. Dalla Calabria il vicesegretario di Forza Italia Roberto Occhiuto si conferma l\u2019eccezione meridionale, con il quarto posto in condivisione con Cirio grazie a un 60% che segna un miglioramento di due punti rispetto all\u2019anno scorso e di 2,7 punti nel confronto con il responso delle urne.<\/p>\n<p>All\u2019ottavo posto insieme a Schifani c\u2019\u00e8 anche il lucano Vito Bardi fino a Roberto Fico (Campania) in decima posizione con il marchigiano Francesco Acquaroli, il Mezzogiorno si concentra nelle parti medio basse della classifica. Chiusa quest\u2019anno da un ex aequo tra Francesco Roberti (Molise), ultimo anche lo scorso anno, e Francesco Rocca (Lazio).<br \/>\nMichele De Pascale (Emilia Romagna) si piazza al 12esimo posto, seguito da Marco Marsilio (Abruzzo) al 13esimo posto.<\/p>\n<p>Sotto la \u201dsufficienza\u201d rappresentata dal 50% di consensi si incontrano Marco Bucci, l\u2019ex sindaco di Genova ora presidente della Liguria, al al sedicesimo posto; Stefania Proietti in Umbria, al quattordicesimo posto insieme ad Alessandra Todde in Sardegna, che pure migliora di 2,5 punti il risultato dell\u2019edizione scorsa.<\/p>\n<p>\u2013 foto di repertorio IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Ha cambiato ruolo, Antonio Decaro. Ma non ha cambiato la propria posizione nel Governance Poll. 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