{"id":269994,"date":"2026-07-02T20:09:03","date_gmt":"2026-07-02T18:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/02\/allargamento-ue-gli-italiani-divisi-sullucraina\/"},"modified":"2026-07-02T20:09:03","modified_gmt":"2026-07-02T18:09:03","slug":"allargamento-ue-gli-italiani-divisi-sullucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/02\/allargamento-ue-gli-italiani-divisi-sullucraina\/","title":{"rendered":"Allargamento Ue, gli italiani divisi sull\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;allargamento dell&#8217;Unione Europea divide gli italiani, e lo fa in modo trasversale: Paese per Paese, argomento per argomento, con un&#8217;opinione pubblica che non si attesta su posizioni nette ma che pesa pro e contro con evidente cautela. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi condotta da SWG e Polling Europe, illustrata da Rado Fonda, Head of Research dei due istituti, nel corso del format televisivo Primo Piano Europa dell&#8217;agenzia Italpress.<br \/>Il tema \u00e8 al centro del dibattito nelle istituzioni europee, spinto soprattutto dalla proposta di un percorso di adesione accelerato e semplificato per l&#8217;Ucraina, paese in guerra con la Russia dal febbraio 2022. Una procedura che ha generato divisioni tra i governi del continente e che ora, come confermano i dati, trova una eco di incertezza anche tra i cittadini.<br \/>Il sondaggio ha sottoposto a un campione rappresentativo di cittadini italiani i nomi di tutti i Paesi attualmente candidati all&#8217;adesione all&#8217;UE, chiedendo se, a condizione che soddisfino i requisiti democratici, economici e politici previsti dai Trattati, ciascuno di essi debba essere ammesso nell&#8217;Unione.<br \/>Il risultato pi\u00f9 netto riguarda l&#8217;Albania: il 47% degli italiani si dice favorevole all&#8217;ingresso di Tirana nell&#8217;UE, contro il 31% di contrari e un 22% che preferisce non esprimersi. Un consenso che Fonda riconduce al legame storico, geografico e umano che unisce i due Paesi: &#8220;Questo riflette un rapporto particolare che gli italiani hanno con l&#8217;Albania e quindi si trasforma poi in questa ampia apertura all&#8217;adesione&#8221;.<br \/>Al secondo posto nella graduatoria del gradimento si posiziona l&#8217;Ucraina, ma con uno scenario radicalmente diverso: il 40% degli italiani si dichiara favorevole all&#8217;ingresso di Kiev nell&#8217;Unione, e il 40% si dichiara contrario. Una spaccatura perfetta, che fotografa una societ\u00e0 in bilico tra solidariet\u00e0 e preoccupazione. Una divisione analoga si riscontra per Montenegro, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Moldavia e Macedonia del Nord, dove favorevoli e contrari si equivalgono sostanzialmente.<br \/>In fondo alla classifica figurano invece tre Paesi per i quali la contrariet\u00e0 supera il favore: Kosovo, Georgia e Turchia. <br \/>Il dato italiano si inserisce in un contesto europeo anch&#8217;esso frammentato. Fonda fa riferimento a un&#8217;indagine di Polling Europe realizzata su un campione di cittadini dei principali paesi UE nel dicembre 2024: a livello aggregato, il 42% degli europei era favorevole all&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Unione, contro il 36% di contrari. Una prevalenza dei favorevoli, dunque, ma di misura, e con differenze significative da paese a paese.<br \/>L&#8217;Italia si collocava in linea con la media europea, intorno al 42% di favorevoli. Sensibilmente al di sotto di questa soglia si trovavano Germania e Francia, tradizionalmente pi\u00f9 prudenti nei confronti dell&#8217;allargamento rapido. In cima alla classifica della disponibilit\u00e0 figurava invece la Spagna, con il 58% di cittadini favorevoli all&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina: un dato che riflette, tra l&#8217;altro, una tradizione politica iberica storicamente pi\u00f9 orientata all&#8217;apertura verso Est.<br \/>Alla base della divisione c&#8217;\u00e8 una valutazione composita di vantaggi e svantaggi. Sul fronte dei benefici attesi dall&#8217;eventuale ingresso dell&#8217;Ucraina nell&#8217;UE, quello pi\u00f9 citato \u00e8 di natura solidaristica: l&#8217;adesione garantirebbe all&#8217;Ucraina una prospettiva di sicurezza per il futuro, sottraendola definitivamente alla sfera di influenza russa. Inoltre l&#8217;ingresso nell&#8217;UE limiterebbe le ambizioni espansionistiche della Russia, con ricadute positive per la stabilit\u00e0 dell&#8217;intero continente. Seguono il rafforzamento dell&#8217;economia europea e il contributo che l&#8217;Ucraina potrebbe dare alla difesa comune del continente. &#8220;C&#8217;\u00e8 una consapevolezza, anche se ancora relativamente limitata, del fatto che l&#8217;Ucraina comunque darebbe un contributo per rafforzare l&#8217;Unione&#8221;, osserva Fonda.<br \/>Sul fronte opposto, i dubbi e le preoccupazioni sono altrettanto articolati. Il timore prevalente, e di gran lunga il pi\u00f9 diffuso, \u00e8 quello di un coinvolgimento dell&#8217;Unione Europea in un conflitto armato con la Russia. Se l&#8217;Ucraina entrasse nell&#8217;UE, con tutto ci\u00f2 che questo comporta in termini di obblighi di assistenza reciproca, il rischio di un&#8217;escalation che trascini nell&#8217;orbita del conflitto anche gli altri Stati membri appare a molti italiani concreto e preoccupante. Al secondo posto tra gli svantaggi percepiti figura la questione della corruzione e dello stato di diritto: molti cittadini ritengono che l&#8217;Ucraina debba prima completare le riforme necessarie sul piano istituzionale e giudiziario, e solo successivamente essere ammessa nell&#8217;Unione. Un giudizio che non \u00e8 necessariamente ostile, ma che condiziona il consenso al rispetto di determinati prerequisiti.<br \/>Seguono le preoccupazioni di ordine economico: gli attuali Paesi membri dovrebbero farsi carico di costi elevati per sostenere l&#8217;integrazione di un paese segnato da anni di guerra e da una struttura produttiva parzialmente distrutta. E poi c&#8217;\u00e8 la questione agricola: l&#8217;Ucraina \u00e8 uno dei maggiori produttori mondiali di grano e altri cereali, e la sua piena integrazione nel mercato unico rischierebbe di destabilizzare i mercati agricoli europei.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; L&#8217;allargamento dell&#8217;Unione Europea divide gli italiani, e lo fa in modo trasversale: Paese per Paese, argomento per argomento, con un&#8217;opinione pubblica che non si attesta su posizioni nette ma che pesa pro e contro con evidente cautela. 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